domenica 26 luglio 2009

A CHE PUNTO É LA SCIENZA


LA TEORIA DEL TUTTO

Ogni cosa è composta di Stringhe di Energia.
È l’Unificazione nell’Equazione Master il Traguardo da raggiungere.
A che Punto è la Scienza?

Isaac Newton unificò il Cielo con la Terra nella Teoria della Gravità. G

Per 250 Anni ignorarono la Questione.

Poi Einstein venne fuori con la Teoria della Relatività Generale.
Nella quale la Velocità della Luce era in netta contrapposizione con la Teoria di Newton.

Perché cosa successe?

Nei calcoli che Newton fece, risultò che la Gravità agisse istantaneamente a ogni Distanza.

Einstein riteneva, invece, che la Luce non viaggi istantaneamente; difatti i raggi del Sole impiegano otto minuti per percorrere gli oltre centoquarantanove milioni di Chilometri fino alla Terra. Secondo Lui niente, nemmeno la Gravità, viaggia più veloce della Luce.
Einstein volle inoltre unificare la Gravitá insieme all’Elettromagnetismo.
James Clerk Maxwell (Edimburgo, 13 giugno 1831 – Cambridge, 5 novembre 1879) è stato un matematico e fisico scozzese.
Unificò insieme Elettricitàe il Magnetismo con quattro equazioni matematiche.
Purtroppo per Einstein l’Elettromagnetismo risultò essere una Forza troppo grande da poterla far diventare simmetrica con la Gravità. Erano due Forze con un’intensitá diversa.

Niels Henrik David Bohr (Copenaghen, 7 ottobre 1885 – Copenaghen, 18 novembre 1962) è stato un fisico e matematico danese e scoprì il materiale subatomico, Protoni, Neutroni, Elettroni. Mancava però una Teoria che spiegasse il Mondo dell’Atomo.
Alla fine degli Anni Venti i Fisici inventarono la Meccanica Quantistica, in grado di descrivere il Mondo infinitamente Piccolo.

Quindi:

Per Einstein l’Universo è un Sistema Ordinato e prevedibile.

Per Bohr a Livello Atomico e delle Particelle, il Mondo è come il Gioco delle Probabilità. A Livello di Atomi e Quanti regna l’incertezza.

Secondo la Meccanica Quantistica si può solo prevedere la Probabilità con cui si verifica un Evento.
La Meccanica Quantistica ha sostenuto, negli ultimi ottanta Anni, che bizzarrezze e stranezze sono tipiche dell’Universo dell’infinitesimamente Piccolo.
Forza Nucleare di Interazione Forte
Collante che tiene insieme Il Nucleo dell’Atomo legando Protoni a Neutroni.
Una Bomba Nucleare libera la Forza Nucleare di Interazione Forte. La Forza Nucleare Debole è poi responsabile della Radioattività. Le due Forze Sub-atomiche Nucleari agiscono su Scala minuscola, tuttavia il loro impatto sulla Vita quotidiana è molto profondo.

La Gravità non fu conciliata con la Quantistica.

Einstein rimase tagliato fuori dai Progressi della Fisica Quantistica. Appartandosi ed isolandosi sempre più, fino al giorno della sua morte. Stava cercando anche lui una Equazione che raggruppasse tutte le Teorie assieme.

Con la morte di Einstein morí anche questa attenzione/sforzo di riunire tutte le Forze in una sola Teoria. L’Unificazione cadde nel dimenticatoio della Fisica.
Da allora la Fisica è divisa in due Branche: una usava la Teoria della Relativitá per studiare gli oggetti grandi come gli Astri, Galassie, etc. L’altra usava la Quantistica per studiare gli Elementi più piccoli come Atomi, e Particelle.

Sembrava non fosse possibile conciliare la Meccanica Quantistica e la Teoria della Relatività in un'unica Teoria in grado di spiegare l’Universo a tutti i Livelli.

Karl Schwarzschild, (Astronomo Tedesco, Francoforte sul Meno, 9 ottobre 1873 – Potsdam, 11 maggio 1916), fu il primo a parlare di Buchi Neri nel 1916.
Risolse le Equazioni della Teoria della Relatività in modo nuovo e sorprendente: immaginò che una Massa enorme di Materiale come quella di una Stella densa e concentrata su una piccola Superficie avrebbe deformato così profondamente la Struttura Spazio/Tempo che neanche la Luce sarebbe riuscita a sfuggire dalla sua Attrazione Gravitazionale.
Ci deve essere una Teoria applicabile a tutto, non si può avere una Teoria per gli Atomi e una per gli Astri.

La Teoria delle Stringhe dovrebbe conciliare la Teoria del Grande con quella del Piccolo e dare così una spiegazione logica dell’Universo su tutte le Scale.
Al posto di un infinità di Particelle, la Teoria delle Stringhe, sostiene che ogni cosa nell’Universo, dalle Forze alla Materia, è composta da un unico ingrediente: da minuscoli Anelli di Energia vibrante detti Stringhe.
La Forza Nucleare di Interazione Debole consente a Neutroni di Trasformarsi in Protoni. Con una Conseguente emissione di Radiazioni. Una Stringa si deforma in modi diversi. Le diverse forme che assume una Stringa rappresentano le diverse Particelle Elementari. È come l’accordo di un Violino, vibra nello stesso modo. Ogni nota descrive una Particella diversa. Questa Teoria potrebbe unificare la comprensione di tutti i diversi tipi di Particelle. Tutte le Forze e le Particelle deriverebbero dalle Vibrazioni della stessa Stringa di Base.

La comprensione dell’Universo ha compiuto enormi Progressi negli ultimi tre Secoli.

Gabriele Veneziano, (Firenze, 7 settembre 1942) è un fisico italiano.
Nel 1968 ricercava le Equazioni che potessero spiegare la Forza Nucleare Forte, la potente Colla che tiene insieme il Nucleo di ogni Atomo legando i Protoni ai Neutroni.

Un giorno, in un vecchio Libro sulla Storia della Matematica, trovò una Formula di duecento Anni prima elaborata da Leonhard Euler, matematico svizzero.
Questa Formula casualmente poteva anche spiegare la Forza Nucleare Forte.
E fu così. L’Equazione di Euler spiegava realmente la Forza Nucleare Forte. Nacque così la Teoria delle Stringhe.

Leonard Susskind, (New York, 1940) è un fisico statunitense.
Elaborò la Teoria della Stringa Elastica.

L’Idea fu rifiutata.

Cominciarono ad uscire Particelle dappertutto, ogni giorno ne veniva scoperta una nuova.
I Fotoni sono Particelle di Forza mediatrice nella Forza Elettromagnetica: tanto più rapidi sono gli scambi di Fotoni tanto maggiore risulta l’Attrazione Magnetica. Anche nella Forza Nucleare Debole e Forte furono trovate queste Particelle di Forza.

E la Forza di Gravità?

Gli studiosi si arresero sulla Teoria delle Stringhe, non poteva essere vera.

Meccanica Quantistica.

Modello Standard.
John Henry Schwarz (1941) è un fisico statunitense. Nel 1973 tentò di smembrare la Teoria supponendo che le Stringhe siano centinaia di miliardi più piccole di un Atomo. Uno dei difetti della Teoria divenne una Virtù. La misteriosa Particella che Schwarz aveva cercato di eliminare era in realtà un Gravitone, ossia la tanto cercata Particella che trasmette la Forza di Gravità nel Mondo infinitesimamente Piccolo della Quantistica. La Teoria delle Stringhe aveva prodotto il pezzo mancante nel puzzle del Modello Standard.

La Comunità Scientifica non ebbe la minima reazione.

Ancora una volta la Teoria delle Stringhe cadde nel vuoto ma Schwarz non si arrese, aveva intravisto la Soluzione.
Se le Stringhe descrivevano la Gravità a Livello Quantistico dovevano essere la Chiave unificatrice delle quattro Forze.

A Schwarz si unì nella Ricerca Michael Green.

C’era da superare una cosa in primis: dagli Anni ottanta la Teoria presentava ancora delle Anomalie matematiche. Una Anomalia è qualcosa di strano, fuori posto, estraneo al contesto come un telefono in mezzo al deserto.
Le Anomalie matematiche possono segnare la fine di una Teoria Fisica. Richiedeva quindi un esito con una Simmetria Matematica.
La Teoria risultò priva di Anomalie e poteva quindi raggruppare in se tutte e quattro le Forze.
Unificare le quattro Forze in una Cornice più ampia.

La Teoria delle Stringhe fu ribattezzata La Teoria del Tutto.

Le Stringhe conferiscono alle Particelle le loro Proprietà distintive, quali: Massa, Carica, con la loro Frequenza di Vibrazione.
La Particella Puntuale viene ora vista come un’Unità formata da Stringhe.

Ma la Teoria ha un Tallone di Achille.

Nessun Esperimento può dimostrare che cosa c’è a simili Dimensioni e cosa succeda, non è oggi possibile osservare Distanza ed Energia così elevate. Non è possibile compiere alcun Esperimento ne fare alcuna Osservazione che possa confutare la validità della Teoria. La Teoria è salva per sempre. Bisogna però chiarire se si sta parlando di Fisica o di Filosofia.

Ciò che rende la Teoria ancor più difficile da sperimentare è che Equazioni così complesse implichino qualcosa di fantascientifico: Nuove Dimensioni Spaziali.
Per Secoli si è pensato che esistesse solo ciò che si può vedere e che ci fossero solo tre Dimensioni Spaziali più una Temporale.

Chiunque credeva nell’esistenza di altre Dimensioni è stato etichettato come pazzo. La Teoria delle Stringhe ipotizza l’esistenza di ulteriori Dimensioni.

Il nostro Universo è come una Macchina perfettamente calibrata, gli scienziati hanno rilevato la presenza di circa venti Numeri, ossia venti Costanti Fondamentali della Natura che rendono l’Universo così come lo vediamo oggi.

Tali Numeri riguardano:

Il Peso di un Elettrone
La Forza di Gravità
La Forza Elettromagnetica
La Forza Nucleare Forte
La Forza Nucleare Debole.

Se programmiamo la Macchina in base al Valore esatto di ognuno di questi Numeri, la Macchina produrrà l’Universo a noi noto. Ma se modifichiamo di poco le Impostazioni della Macchina avremmo risultati sorprendenti: ad esempio, aumentando La Forza Elettromagnetica gli Atomi si respingerebbero con più Forza, e la fornace nucleare che fa brillare le Stelle si esaurirebbe. Le Stelle comprese il nostro Sole si spegnerebbero e l’Universo così come lo conosciamo scomparirebbe.

Da cosa sono impostate queste venti Costanti in modo così preciso?

La risposta potrebbe risiedere nelle Dimensioni Extra della Teoria delle Stringhe. Ovvero sia: le sei Dimensioni ipotizzate dalla Teoria farebbero in modo che certe Stringhe vibrassero in modo da produrre ciò che vediamo, come un Fotone, e che altre vibrino in modo da produrre un Elettrone. Perciò in base alla nostra Teoria le minuscole forme Extradimensionali potrebbero determinare tutte le Costanti della Natura, garantendo l’intonazione della Sinfonia Cosmica.

Nel 1985 la Teoria sembrava inarrestabile, ma sullo sfondo la situazione era confusa.
Nel corso degli Anni i teorici delle Stringhe avevano elaborato non una sola Teoria, bensì cinque diverse versioni della stessa Teoria. Ognuna si basava sulle Stringhe e sulle Dimensioni Extra, ma nel dettaglio le cinque Teorie non erano in perfetto accordo. Alcuni versioni prevedevano filamenti aperti di Stringhe, altre filamenti formanti un Anello, un paio di versioni prevedevano addirittura la presenza di ventisei Dimensioni, tutte e cinque apparivano valide, ma quale descriveva il nostro Universo? E chi vive negli altri quattro Universi? Così la Teoria si arenò nuovamente, molti Fisici abbandonarono.

Invece di essere la Teoria del Tutto, la Teoria delle Stringhe, rischiava di diventare la Teoria del Niente.

Immaginate di poter controllare lo Spazio oppure il Tempo, potremmo fare cose incredibili, spostarsi nello Spazio/Tempo. Tutti noi crediamo che sia impossibile e probabilmente lo è. Ma negli ultimi Anni le nostre Nozioni di Spazio/Tempo hanno subìto un’Evoluzione, ciò che ci sembrava fantascienza non sembra più così inverosimile, la nuova Teoria delle Stringhe sta aprendo nuove Prospettive sul Funzionamento dell’Universo.

Si propone di spiegare perché l’Universo è fatto così nelle sue Componenti Fondamentali. È un campo tutto da esplorare. È un’Area della Fisica Teorica radicalmente diversa da qualsiasi altra. Questa nuova Teoria radicale parte dalla semplice Premessa che tutto nell’Universo è composto da minuscoli Anelli vibranti di Energia detti Stringhe. Esse stanno cambiando tutto ciò che si credeva nell’Universo specialmente la nostra Nozione di Spazio.

Per assurdo prendiamo che tutto l’Universo sia grande quanto la Città di Manhattan. Bisogna trovare la via più veloce da casa mia al mio ufficio, dall’altra parte della Città. La Distanza minore tra due Punti è una Linea retta, ma anche se non c’è traffico, non possiamo scendere sotto un determinato Tempo di Percorrenza. Andando sempre più veloce questo Tempo può essere ridotto ma dato che nulla può superare la Velocità della Luce il Tempo che possiamo risparmiare ha un Limite ben definito. Il nostro Universo Manhattan è riconducibile ad una Concezione Classica dello Spazio: una Griglia Piatta Statica ed Immutabile.

Ma, quando Einstein analizzò la Struttura dello Spazio, vide qualcosa di molto diverso: secondo Einstein lo Spazio non è Statico, può deformarsi e allungarsi, e possono esistere strutture spaziali inusuali chiamate Cunicoli. Un Cunicolo è un ponte o un tunnel, può collegare zone dello Spazio distanti tra loro.

Si tratta in sostanza di scorciatoie.
Ma c’è un intoppo.
Per creare un Cunicolo si deve bucare o strappare la Struttura spaziale.
Ma ciò è possibile?

Può verificarsi questo primo Stadio nella Formazione di un Cunicolo?
Secondo Einstein lo Spazio può quindi deformarsi e allungarsi, ma non può lacerarsi.
Possono esistere Cunicoli già formati, ma è impossibile lacerare lo Spazio per crearne di nuovi. In altre parole non posso crearmi un Cunicolo per andare al Lavoro nel mio Universo Manhattan.

Oggi però la Teoria delle Stringhe apre nuove prospettive sullo Spazio, e ci mostra che non sempre Einstein aveva ragione.

Proviamo a guardare più da vicino la Struttura spaziale. Se potessimo rimpicciolirci di un milione di miliardi di volte entreremmo a far parte del Mondo della Meccanica Quantistica. L’Insieme delle Leggi che Governano il Comportamento degli Atomi. È il Mondo della Luce, dell’Elettricità e di tutto ciò che opera su Scala minuscola. Qui la Struttura dello Spazio è casuale e caotica, potrebbero esserci anche degli Strappi; ma se ci fossero, cosa impedirebbe a uno Strappo nella Struttura spaziale di creare una Catastrofe Cosmica?

Ecco che entrano in Scena le Stringhe.

Le Stringhe placano il Caos, ogni singola Stringa che danza nello Spazio crea dietro di se un Condotto.
Questo condotto funge da Bolla che avvolge lo Strappo e forma uno Schermo protettivo con profonde Implicazioni. Le Stringhe di fatto permettono di bucare lo Spazio. Questo vuol dire che lo Spazio è molto più dinamico e mutevole di quanto addirittura pensasse Einstein. Ma ciò significa quindi che i Cunicoli possono esistere?
Ancora non si sa, ma è intrigante come, con la Teoria delle Stringhe, l’Universo diventi molto più strano di come lo immaginassimo.

Secondo la Teoria delle Stringhe siamo circondati da Dimensioni nascoste, Luoghi misteriosi situati oltre lo Spazio tridimensionale a noi noto. Chiunque abbia sostenuto l’esistenza di più Dimensioni spaziali è sempre stato considerato un pazzo; ebbene la Teoria delle Stringhe ha previsto proprio questo. Il nostro Universo così come lo pensiamo potrebbe essere una piccola parte di qualcosa di molto più grande.

Potrebbero esistere mondi interi, accanto al nostro, totalmente invisibili. Questi mondi potrebbero essere letteralmente Universi Paralleli, questa non è un’Ipotesi poi tanto bizzarra. Ecco perché sempre più fisici si avvicinano alla Teoria delle Stringhe.

Una qualità delle Stringhe è la loro versatilità, vibrano e danzano con diverse configurazioni creando così le Particelle Fondamentali della Natura. Se solo potessimo maneggiare le configurazioni delle Stringhe avremmo la possibilità di poter completamente comprendere la Materia e le Forze della Natura, dalla più piccola Particella Subatomica alle Galassie dello Spazio Cosmico.
Edward Witten (Baltimora, 1951) fisico teorico presso l’Harvard University.

- Forse il successore di Einstein, uno dei più grandi fisici viventi –

Nel 1995 affrontò la Teoria delle Stringhe in modo nuovo ed eclatante.
Fornì una prospettiva completamente nuova. Dal suo punto di vista per Witten risultava chiaro che le Teorie non erano cinque. Come riflesse su una parete di specchi quelle che credevano fossero le cinque Teorie, si rivelarono essere cinque modi diversi di guardare la stessa cosa.

Finalmente la Teoria delle Stringhe era Stata unificata. La nuova Teoria di Witten fu talmente rivoluzionaria che le fu assegnato un altro nome: La Teoria M, anche se nessuno sa cosa significhi precisamente quell’emme.

Prima della Teoria M le Stringhe sembravano operare in un Mondo con dieci Dimensioni: 1 dimensione del tempo; 3 dimensioni dello spazio; 6 dimensioni extra che sono così aggrovigliate da sembrare completamente indistinguibili.
Ma la Teoria M si spingeva oltre ipotizzando vi fosse ancora una dimensione spaziale aggiuntiva. Quindi 11 Dimensioni.

È praticamente impossibile visitare lo Spazio multidimensionale, non c’è da stupirsi visto che il cervello umano si è sviluppato ed evoluto percependo solo le 3 Dimensioni spaziali nell’esperienza quotidiana.
Allora come possiamo percepire le altre otto Dimensioni?

Possiamo andare al Cinema.

Per tutti noi il Mondo ha tre Dimensioni spaziali ciò significa che ovunque io vada posso muovermi a destra e a sinistra, avanti e indietro, verso l’alto e verso il basso, ma al cinema le cose sono un po’ diverse.

I personaggi di un Film sembrano tridimensionali ma in realtà sono intrappolati in due dimensioni. Sullo schermo non esiste movimenti avanti e indietro, è solo un illusione ottica. Per spostarsi avanti e indietro bisognerebbe uscire dallo schermo.
Le Dimensioni hanno a che fare con le Direzioni indipendenti l’una dall’altra in cui ci si può muovere, a volte vengono definiti Gradi di Libertà: più Dimensioni e Gradi di Libertà ci sono più cose si possono fare e se davvero esistono undici Dimensioni allora anche le Stringhe possono fare molte più cose.

Molto presto vennero scoperti Oggetti che non erano riconducibili a Stringhe, erano più grandi e avevano l’aspetto di Membrane o Superfici.
L’undicesima Dimensione di Witten consente alla Stringa di trasformarsi in qualcosa simile a una Membrana, o più semplicemente Brana.

Una Membrana potrebbe essere tridimensionale o anche più, e con una quantità sufficiente di Energia potrebbe ingrandirsi a dismisura raggiungendo perfino le dimensioni dell’Universo.
Questo concetto ha rivoluzionato la Teoria delle Stringhe.

L’esistenza di Membrane giganti e Dimensioni Extra porterebbe alla nuova sorprendente Ipotesi che il nostro Universo si trovi in una Membrana immensa in uno Spazio multidimensionale molto più esteso.

È un po’ come se vivessimo dentro a una forma di pane. Il nostro Universo potrebbe essere come una fetta di pane, un’unica fetta di una forma molto più grande, che i fisici chiamano Bulk. Se questa Ipotesi è corretta potrebbero esistere altre fette, altri Universi di fianco al nostro, veri e propri Universi Paralleli. Se così fosse il nostro Universo non sarebbe niente di speciale e avremmo molti vicini di casa. Alcuni di questi Universi potrebbero assomigliare al nostro, avere la Materia, i Pianeti e magari anche Esseri Viventi. Altri potrebbero essere molto più strani ed essere governati da Leggi fisiche completamente diverse. Questi altri Universi esisterebbero nelle Dimensioni Extra che sono intorno a noi. Secondo alcuni a meno di un millimetro di distanza da noi.

Ma se è così perché non possiamo vederli e toccarli?

Se in uno Spazio multidimensionale esiste una Membrana che i nostri Atomi non possono attraversare, è come provare a prendere qualcosa che non si può toccare. A questo punto è come se si trovasse all’altro capo dell’Universo.
La Forza Elettromagnetica è migliaia di triliardi di volte più forte della Gravità.
Un 1 seguito da 39 zero.

La debolezza della Gravità ha disorientato gli studiosi per anni.
Oggi la radicale Teoria delle Stringhe con le sue Membrane e Dimensioni Extra offre un nuovo modo di affrontare il problema.

Un approccio possibile è di capovolgere tutta la questione e di dire: “La Gravità non è debole, appare più debole di tutte le altre Forze ma non lo è”. Forse la Gravità ha la stessa Potenza dell’Elettromagnetismo ma per qualche ragione noi non riusciamo a percepire la sua Azione. Immaginate un tavolo da bigliardo molto grande, la Superficie a due Dimensioni rappresenta il nostro Universo tridimensionale e le Palle rappresentano Atomi e Particelle presenti nell’Universo. L’Idea rivoluzionaria è che gli Atomi e le Particelle che compongono la Materia, posano sulla nostra Membrana sulla nostra fetta di Universo, esattamente come le palle posano sulla superficie del Bigliardo. Quando due palle si scontrano, esiste qualcosa capace di diffondersi oltre il tavolo, le Onde Sonore, per mezzo delle quali la Collisione produce un Rumore. La Gravità potrebbe agire analogamente alle Onde Sonore, e non restare confinata nella nostra Membrana; potrebbe essere capace di diffondersi oltre il nostro Universo.

Oppure: prendiamo la nostra fetta di pane e spalmiamoci della marmellata. La fetta di pane è il nostro Universo e la marmellata è la Materia presente.
La marmellata è libera di muoversi sulla Superficie del pane ma non può cadere perché è appiccicata alla Superficie da non potersi staccare del tutto.

Ma se la Gravità fosse diversa?

Se fosse più simile allo Zucchero?

Lo zucchero non è appiccicoso, quindi può muoversi liberamente lungo la Superficie ed anche di abbandonarla.

Ma perché la Gravità dovrebbe essere diversa da tutto il resto?

A quanto pare la Teoria delle Stringhe con la Teoria M ha la risposta.
Il punto chiave è la Forma.

Oggi pensiamo che tutto ciò che ci circondi sia costituito da Stringhe lineari e che gli estremi di ogni Stringa siano ancorati alla nostra Membrana tridimensionale. Ma esistono anche degli Anelli chiusi.

Alcuni dei quali sono responsabili della Gravità, si chiamano Gravitoni. Le Stringhe ad Anello non hanno estremi che le ancorino ad alcun che, così i Gravitoni sono liberi di viaggiare verso altre Dimensioni, attenuando la Forza di
Gravità e facendola sembrare più debole delle altre Forze della Natura. Questa Ipotesi apre una prospettiva intrigante.

Se viviamo su una Membrana e se esistono altri Universi paralleli su altre Membrane di fianco alla nostra, forse non li vedremo mai, ma potremmo un giorno forse percepirli, grazie alla Gravità.

Se dovesse esserci una vita intelligente su una delle altre membrane questa vita intelligente potrebbe essere vicina a noi e teoreticamente potremmo essere in grado di comunicare con essa scambiando Onde gravitazionali come Segnali.

La Teoria, infine, prevede che queste enormi Membrane si scontrino l’una con l’altra dando vita adeventi come il Big Bang; secondo gli studiosi potrebbero esserci stati diversi contatti e che altri potrebbero ancora verificarsi.

Sembra un’ottima idea degna Figlia della Teoria delle Stringhe.

Ma, sembra esista qualcosa in grado di ostacolare questa Teoria.

Sono i cari vecchi problemi di sempre.

Il fatto è che non sappiamo cosa succeda esattamente quando due Membrane si scontrano. Le Equazioni che usiamo per descrivere il mondo che conosciamo non sembrano avere un senso in queste situazioni.

Questa Teoria è molto promettente e entusiasmante ma non la comprendiamo ancora nella sua interezza.

È come se fossimo entrati al buio in una casa che credevamo un bilocale, e ora scopriamo che ha 19 stanze e magari un giorno scopriremo che ha mille stanze e siamo solo all’inizio.

La Teoria deve diventare verificabile perché tutto abbia un senso.

L’idea sarebbe di individuare il Gravitone durante la fuga.

Sciame di Particelle subatomiche inusuali.
La speranza è che tra di esse si trovi una minuscola particella di Gravità.
Il Gravitone.

2 commenti:

  1. LA RETE QUANTISTICA
    Un gruppo di ricercatori del MIT di Boston ha realizzato una memoria quantistica in grado di "notificare" quando avviene la ricezione di un fascio laser in un gas atomico freddo.

    Un gruppo di ricercatori del MIT di Boston ha realizzato un passaggio chiave per la realizzazione di reti di informazione quantistiche, secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sulle “Physical Review Letters”.

    Una rete quantistica – in cui i dispositivi di memoria che immagazzinano stati quantistici sono interconnessi con dispositivi di elaborazione dell'informazione quantistica – è un prototipo per la futura progettazione di una rete Internet basata su qubit, i bit costituiti dagli stati quantistici di atomi o molecole.

    Un passo sulla strada verso tale obiettivo è quello di guidare un impulso laser tra nodi in un sistema fisico. Un conto però è inviare e ricevere l'informazione di un fascio di luce, un altro è generare un segnale in grado di annunciare che esso è stato "catturato" con successo, un passo chiave, questo, perché il sistema possa funzionare correttamente.

    Ora Haruka Tanji, Saikat Ghosh, Jonathan Simon, Benjamin Bloom e Vladan Vuletic del MIT hanno realizzato una memoria quantistica atomica in grado di "notificare" quando avviene la ricezione di un fascio di luce laser in un gas atomico freddo.

    Il sistema atomico che riceve uno stato arbitrario di polarizzazione di un fotone incidente, chiamato qubit di polarizzazione, annuncia l'avvenuta memorizzazione di un qubit, e successivamente rigenera un altro fotone con lo stesso stato di polarizzazione.

    Il segnale di notifica, occorre sottolineare, indica solo il fatto che l'impulso è stato catturato, senza cioè fornire i dettagli della polarizzazione, in modo da preservare l'informazione quantistica.

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  2. Aristotele cercò di spiegare ai suoi allievi fra il tutto e le parti che lo compongono, prese quindi un vaso e lo fece passare di mano in mano fra gli allievi in modo che comprendessero l'oggetto e il suo "scopo".
    Dopodiché prese il vaso e lo frantumò a terra, poi chiese agli studenti di raccogliere i cocci, tutti i cocci, una volta che i cocci furono raccolti, fece notare che la somma delle parti che componevano il vaso non ha il valore intrinseco del vaso stesso, i cocci non anno uso ne scopo.

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