domenica 26 luglio 2009

CONSIDERAZIONE DI UNO STUDIOSO IN MATERIA


La Percezione del Tempo

di Giuseppe Bonaccorso. In questo articolo viene esposta una visione del tempo percepito legata al concetto di entropia termodinamica e informatica. Si discute inoltre del ruolo del metabolismo cerebrale nell'attività cosciente delle sequenze temporali. Stephen Hawking, in una delle sue più affascinanti opere divulgative, ha affermato che la freccia del tempo psicologica, ovvero la consapevolezza percettiva della direzione di “scorrimento” degli eventi temporali, è necessariamente orientata con verso concorde a quello della sua omologa termodinamica. Egli basa la sua dimostrazione sul fatto che qualsiasi sistema di memorizzazione delle informazioni (ad esempio la memoria RAM di un computer o il cervello di un animale) debba spendere una certa quantità di energia al fine di conseguire lo scopo prestabilito e, in accordo al secondo principio della termodinamica, gli elementi deputati allo “stoccaggio” dei dati, una volta completato il processo, degradano parte di questa energia dissipando sotto forma di calore gli scarti del loro lavoro. Questa condizione, secondo Hawking, rappresenta l'elemento naturale che governa la consapevolezza della direzionalità del tempo; tuttavia, come lo stesso autore ammette, la nostra conoscenza sul funzionamento del cervello umano è ancora troppo misera per poter affermare con certezza che esso funzioni allo stesso modo di una cella di memoria a semiconduttore, anche se è ragionevole supporre che ogni struttura biologica, dal più elementare microorganismo unicellulare all'uomo, sia soggetta alle stesse leggi che governano l'universo. In realtà, anche senza conoscenze approfondite, secondo quanto riportato nella nota 1, è possibile constatare cha la natura evolve sempre verso direzioni privilegiate che conducono inesorabilmente verso l'equilibrio inteso come morte termica, ma il fenomeno della vita sembra non rispettare questa condizione! Il premio Nobel Erwin Schrödinger afferma che gli esseri viventi mostrano un comportamento opposto a quello sancito dal secondo principio, in quanto essi nascono e vivono mantenendo internamente un livello di ordine e organizzazione estremamente elevato. Per farsi un'idea basti pensare che il cervello di un uomo giovane contiene circa un centinaio di miliardi di cellule neurali, le quali sono collegate tra di loro da una rete in cui il singolo nodo può contenere anche diecimila o duecentomila nel caso delle cellule di Purkinje interconnessioni. Schrödinger da buon fisico teorico, per giustificare la stranezza di tale fenomeno avanzò l'ipotesi che gli esseri viventi, pur essendo costretti a degradare energia come ogni altra macchina termica, “assorbano” negentropia (ovvero entropia con il segno meno) dall'ambiente per compensarne l'aumento a cui altrimenti andrebbero inevitabilmente incontro. Egli dice: "Meno paradossalmente si può dire che l'essenziale nel metabolismo è che l'organismo riesca a liberarsi di tutta l'entropia che non può non produrre nel corso della vita". Ovvero, in parole povere, lo scopo primario delle cause della vita non è certo obbedire ciecamente al secondo principio della termodinamica, ma piuttosto di contrastarlo con tutti i mezzi necessari. L'essenza vitale di un essere scaturisce dal continuo rapporto-scontro con le leggi della natura. Alla luce di questa semplice teoria io credo l'affermazione di Hawking non sia del tutto corretta e in questo breve articolo cercherò di spiegare la mia posizione. Per contatti: webmaster@neuroingegneria.com Per chi non lo sapesse ricordo che in termodinamica viene definita una grandezza di particolare importanza chiamata entropia e indicata convenzionalmente con la lettera latina S. Essa, che è legata al secondo principio, viene calcolata integrando lungo una linea relativa ad una trasformazione di stato il differenziale non esatto dQ (Calore scambiato) diviso per la temperatura assoluta alla quale avviene lo scambio. Clausius dimostrò -tralascio in questa sede il significato energetico - che l'entropia di un sistema isolato (ad esempio l'universo) non può mai diminuire, al massimo essa può restare costante nel caso in cui le trasformazioni siano reversibili (situazione puramente teorica). Successivamente Boltzmann, inaugurando la meccanica statistica, associò l'entropia di un sistema macroscopico alla probabilità di una determinata configurazione microscopica; in questo modo gli stati più vicini all'equilibrio, che risultano molto più probabili, hanno associata un'entropia molto maggiore di quella relativa agli stati con un livello di ordine più elevato. Tenuto conto che la natura evolve sempre verso l'equilibrio termodinamico è possibile affermare che il tempo, rappresentato come una freccia, punti sempre nella direzione di aumento dell'entropia e quindi verso gli stati più disordinati. Ad esempio, un cubo di ghiaccio tende spontaneamente a sciogliersi perdendo la “memoria” della sua struttura volumica (ordinata) per raggiungere uno stato (liquido) caratterizzato da un'organizzazione molecolare molto più “libera”. La freccia del tempo termodinamica sancisce l'impossibilità che la trasformazione inversa possa avvenire naturalmente con carattere deterministico. Per approfondimenti cfr. M.W. Zemansky, M.M. Abbot, H.C. Van Ness, “Fondamenti di termodinamica per ingegneri”, Zanichelli. Gli esseri viventi, pur essendo costretti a degradare energia come ogni altra macchina termica, “assorbono” negentropia (ovvero entropia con il segno meno) dall'ambiente per compensarne l'aumento a cui altrimenti andrebbero inevitabilmente incontro. In [2] a pag.123 egli dice: "Meno paradossalmente si può dire che l'essenziale nel metabolismo è che l'organismo riesca a liberarsi di tutta l'entropia che non può non produrre nel corso della vita". Ovvero, in parole povere, lo scopo primario delle cause della vita non è certo obbedire ciecamente al secondo principio della termodinamica, ma piuttosto di contrastarlo con tutti i mezzi necessari. L'essenza vitale di un essere scaturisce dal continuo rapporto-scontro con le leggi della natura. Alla luce di questa semplice teoria io credo l'affermazione di Hawking non sia del tutto corretta e in questo breve articolo cercherò di spiegare la mia posizione. Ammettendo che i processi biochimici che regolano il metabolismo cerebrale siano in grado di “rivelare” la direzione naturale del tempo, bisogna anche accettare che la minima attività nervosa sia sufficiente a garantire il contatto costante con la realtà dell'universo. In un certo senso si può affermare, seguendo gli insegnamenti di Immanuel Kant 3, che il tempo, qualunque cosa esso sia, precede sempre l'esperienza e quindi esso deve essere intuito a priori e senza intervento della percezione sensibile. Però, se così fosse, non sarebbe assolutamente necessaria la coscienza, in quanto basterebbe il normale lavoro cellulare del cervello (che può prescindere da tutti e cinque i sensi e manifestarsi anche in una persona in coma) a dare la consapevolezza del susseguirsi dei singoli istanti temporali. Tuttavia, analizzando la questione dal punto di vista non delle cause ma degli effetti, l'elaborazione e la memorizzazione di informazioni (che rappresentano il risultato dell'attività cerebrale) portano un neonato da un livello di immaturità totale ad un essere adulto sempre più cosciente di sé e dell'ambiente esterno, quindi, in ultima analisi, si può affermare che lo “spostamento” lungo l'asse dei tempi (la vita) guida la ragione e la coscienza verso una direzione che è frutto non della normale tendenza naturale al disordine, ma piuttosto, per dirla come Schrödinger, della continua acquisizione di negentropia. Io credo che l'attività neurale di natura elettrochimica contribuisca alla costruzione di una immagine mentale del tempo che è opposta a quella della freccia termodinamica e che siano le percezioni sensoriali a costringere il cervello ad un “lavoro controcorrente”. In questa maniera il susseguirsi dei singoli campioni di segnali tattili, ottici ed acustici guida l'evoluzione della conoscenza nella medesima direzione che assicura l'aumento costante di entropia, forzando quindi la coscienza a seguire il contenuto informativo del processamento cerebrale il quale acquista coerenza razionale solo se evolve in modo concorde a qualsiasi altro fenomeno naturale. L'uomo s’interfaccia con la natura, la osserva e la rende ambiente privilegiato, ma l'apparenza del moto temporale che ne ottiene non è la conseguenza logica della sua appartenenza alla medesima realtà (in senso condizionale), ma il risultato di un processo di adattamento. Anche se ciò può sembrare poco scientifico, credo che il concetto di tempo, così come le leggi della fisica lo mostrano, sia del tutto estraneo alla mente umana4, ed è questo forse il motivo per cui ancora oggi non si riesce a fornire una descrizione adeguata di tale elemento. Io sostengo, probabilmente per povertà intellettuale, che sia molto più onesto affermare che tutti i risultati matematici inerenti al campo fisico abbiano una dipendenza da una variabile reale che, per ragioni sperimentali e di coerenza, può essere chiamata tempo, ma non esiste alcuna giustificazione razionale al suo utilizzo indiscriminato5. Ad esempio, quando in matematica si tracciano diagrammi. E' interessante notare come il cervello umano abbia una discreta capacità di elaborare parallelamente più flussi d’informazioni provenienti da sorgenti diverse (multitasking) garantendo sempre alla coscienza un'evoluzione coerente e senza “salti”. Ad esempio se osserviamo un'automobile che percorre una strada e, contemporaneamente, udiamo le parole di una persona accanto a noi, riusciamo (con un certo livello di attenzione) a percepire il moto regolare della prima e la sequenzialità logica delle parole della seconda. Una posizione simile (anche se non del tutto equivalente) è assunta da Julian Barbour in “La fine del tempo – La rivoluzione fisica prossima ventura”, Einaudi. E' interessante confrontare questa opinione con quella del premio Nobel Percy Bridgman che, afferma: <>.

Per cominciare possiamo dire che misuriamo il tempo con orologi.

Il tempo della fisica è essenzialmente il tempo degli orologi, che a sua volta è il cartesiani di una funzione del tempo y = f(t) si fornisce un'immagine dell'evoluzione temporale di una grandezza (y) lasciando intendere che sia possibile assegnare qualsiasi valore t appartenente al dominio di f ottenendo così il risultato dell'operazione f(t).

E' chiaro che questo procedimento perde qualsiasi significato se applicato in campo fisico per la semplice ragione che il calcolo f(t) non potrà mai corrispondere a realtà se non quando effettivamente t assume il valore desiderato.

Secondo la visione meccanicistica di Laplace la conoscenza delle leggi e delle condizioni iniziali è sufficiente a predire il futuro, anche se egli stesso si rifugiò nel calcolo delle probabilità quando i problemi divenivano troppo complessi per essere affrontati.

(Non è necessario riferirsi a sistemi con qualche numero di Avogadro di particelle: il problema dei tre corpi è già un esempio lampante delle difficoltà risolutive che si incontrano usando un approccio deterministico. Se oltre alla soluzione del sistema di equazioni differenziali si associa la totale incapacità di conoscere le condizioni iniziali e al contorno, l'ostacolo diventa realmente insormontabile)

L'entropia è frutto di tale approccio e, in un certo senso, definisce il concetto di tempo senza riferimento alcuno alla variabile reale t.

Non ha importanza quando e come essa vari poiché ciò che è certo è che a fronte di un cambiamento DS la mente umana percepisce sempre ciò che usualmente viene definito tempo.

Di conseguenza, tenuto conto che l'obiettivo ultimo della vita è basato sull'organiz-zazione e sull'ordine nel cervello e che tale risultato scaturisce dall'acquisizione di negentropia (-DS) si può dedurre che il tempo umano non potrà mai essere rappresentato da una variabile matematica (che per la sua natura scalare non contiene alcuna informazione sulla direzione delle variazioni ed inoltre è perfettamente simmetrica) e la coscienza di esso può manifestarsi in un essere vivente solo a fronte di un cambiamento nelle sequenze percettive, le quali producono un corrispondente incremento nei collegamenti sinaptici tra neuroni e quindi aumentano direttamente la complessità della rete neurale naturale.

Kant, nell'esposizione trascendentale del concetto di tempo, afferma: "Il concetto del cangiamento, e con esso il concetto del movimento, è possibile solo mediante la rappresentazione del tempo; che se questa rappresentazione non fosse intuizione (interna) a priori, nessun concetto, quale che sia, potrebbe rendere intelligibile la possibilità d'un cangiamento, cioè dell'unione in uno e medesimo oggetto di predicati opposti contraddittori.

Solo nel tempo, ossia una dopo l'altra, possono incontrarsi insieme in una cosa due determinazioni opposte contraddittorie.

Il nostro concetto del tempo spiega dunque la possibilità di tante conoscenze sintetiche a priori, quante ce ne propone la teoria generale del moto, che non ne è poco feconda".

A questo punto mi chiedo se Kant, certamente a conoscenza del lavoro di Newton, non si sia lasciato influenzare dal fatto che in ogni equazione meccanica compaia implicitamente o esplicitamente la variabile t, senza la quale non è possibile definire alcuna legge oraria di moto e, partendo da questa constatazione, abbia decretato l'esistenza pura e a priori di un'essenza autonoma, assoluta (almeno sino all'avvento della relatività generale di Einstein) e immutabile chiamata definitivamente tempo.

Non credo che possa esistere una giustificazione accettabile di codesta realtà, nemmeno nelle sagge parole di Kant e non posso che prendere atto, insieme a Schrödinger, che la vita, indipendentemente da qualsiasi legge fisica, si nutre di significanti e di significati e che la freccia del tempo termodinamica la investe in pieno viso senza tuttavia influenzarne l'evoluzione.

Può darsi che se un giorno si arriverà alla GTU (Grande Teoria Unificata), ogni costante e ogni variabile utilizzata acquisteranno un significato preciso che la mente umana potrà comprendere ed accettare senza dover inevitabilmente lasciare dietro di sé un lungo percorso disseminato di fossi e baratri, ma sino ad allora è molto meglio non azzardare ipotesi che solo nell'astrazione della tempo delle equazioni della fisica.

Quando si chiede al fisico di definire il tempo, egli potrebbe rispondere: “Adopero la parola 'tempo' quando ho a che fare con quegli aspetti temporali di una situazione” (ndA: Non ho idea a cosa si riferisca Bridgman usando tale accezione.), “che si possono descrivere con misurazioni per mezzo di orologi.”

I numeri ottenuti con orologi, possono, com'è noto, venir trattati matematicamente allo stesso modo di qualsiasi altro numero.

Ma si deve notare che i numeri ottenuti per mezzo di operazioni con orologi non sono in grado di descrivere tutti gli aspetti dell'esperienza che il senso comune riunisce sotto il termine “temporale”.

Il tempo dell'esperienza è irreversibile e irrecuperabile: non possiamo riprodurre l'ora di ieri per riesaminarla oggi, anche se l'orologio segna la stessa ora. >> matematica pura possono trovare un'appropriata collocazione logica.

Ma allora come giustificare la sensazione di avanzamento temporale che tutti noi sperimentiamo ogni giorno?

Poco sopra ho detto, forse con troppa arroganza, che sia l'adattamento alla realtà a determinare questa particolare consapevolezza e che quindi, tornando sempre a Kant, essa nasce dall'analisi implicita di un vero e proprio giudizio analitico a posteriori e, per supportare questa tesi, ho fatto riferimento al continuo processo elaborativo che il cervello (e quindi la mente) opera.

Esso punta al raggiungimento di un'organizzazione sempre più fine ed articolata e per fare ciò “combatte” costantemente una battaglia contro l'universo, il quale al contrario corre verso l'equilibrio termico.

Esistono quindi due moti relativi, entrambi nella stessa direzione, ma con versi opposti: l'uomo viaggia su un sistema di riferimento che, senza fare arrabbiare i cosmologi, può considerarsi in moto verso il big-bang, mentre l'universo, secondo le teorie di Friedman, tende, come obiettivo ultimo, ad un probabile bigcrunch.

Lo stesso Hawking in si pone il problema del perché la freccia del tempo termodinamica coincide in direzione con quella che segna l'espansione dell'universo e afferma basandosi sul principio antropico che: "Le condizioni nella fase di contrazione non sarebbero idonee all'esistenza di esseri intelligenti in grado di porsi la domanda: perché il disordine cresce nella stessa direzione del tempo in cui si sta espandendo l'universo?", ma in realtà, anche ammettendo che la vita non si sarebbe potuta manifestare se la velocità di espansione fosse stata opposta a quella attuale (collasso), non si può non tenere in conto che l'osservazione intelligente (quale essenza della vita stessa) è frutto proprio di un'ipotetica inversione dell'asse dei tempi che mira all'ordine e non di una naturale tendenza all'aumento di entropia.

E' vero che tutte le cellule devono obbedire alle leggi della termodinamica e il loro metabolismo è perfettamente analogo al risultato conseguito dalla rete di alimentazione di un circuito elettronico, ma è anche vero che esse hanno costantemente bisogno di una sorgente quasi illimitata (non sarebbe inappropriato parlare di serbatoio) di negentropia, la quale non potrebbe aver luogo in un universo in contrazione.

In questo senso concordo pienamente con l'opinione di Hawking, ammettendo, nel frattempo, che se la freccia del tempo psicologica reale punta in verso opposto a quella termodinamica (la mia posizione), essa deve essere opposta anche a quella cosmologica e quindi, come ho detto prima, il moto del tempo legato all'acquisizione e all'elaborazione d’informazioni deve avvenire come se ci si muovesse verso il big - bang.

Naturalmente in assenza di sorgenti d’informazione il cervello perde la capacità percettiva del tempo e non è più in grado di concordare nemmeno approssi-mativamente con un orologio.

Un classico esempio di ciò è il sonno: non credo che esista persona capace di stimarne la durata, anche se il suo sistema nervoso è rimasto parzialmente attivo (specialmente nelle fasi REM).

Qualora L'economista Francesco Rizzo dell'Università di Catania, in usa sua opera di carattere epistemologico - estimativo, in un capitolo dedicato al tempo afferma: "L'indeterminismo o probabilismo è un effetto composito e complesso della combinazione dell'asimmetria e della imprevedibilità che impedisce di potere misurare e correlare con precisione matematica i fenomeni che si verificano nel corso dei processi temporali perché la conoscenza (sempre incompleta, non a causa dell'ignoranza colmabile col passare del tempo, ma a causa del passare del tempo che non lascia intatte le cose e non le rende mai assolutamente conoscibili) delle condizioni di partenza iniziali di una certa successione di fatti non permette di percepire tutti gli eventi che si verificano né ex-ante né ex-post"..

Io interpreto quest’affermazione dicendo che qualora il tempo fosse realmente un'intuizione pura a priori non ci sarebbe alcuna necessità di valutarne gli effetti poiché questi ultimi diverrebbero anch'essi talmente scontati da non suscitare alcuna reazione.

La nostra consapevolezza del mutevole è invece una conseguenza della contrapposizione tra esperienza (freccia del tempo termodinamica) e processamento cerebrale (freccia del tempo psicologica), e quindi non può che nascere solo dopo un concreto relazionamento con la natura e con le sue leggi.

Friedman, matematico e fisico russo, fu il primo ha fornire un modello dell'universo in espansione considerando tre possibili varianti: la prima prevedeva un'espansione con velocità sempre crescente, la seconda una velocità monotona, ma asinto-ticamente limitata superiormente e la terza infine contemplava la possibilità del big-crunch, in altre parole dell'inversione della direzione della velocità una volta raggiunto un punto di massimo.

Qualche tempo fa mi è capitato di riflettere sulla dinamica di un sogno nel quale mi trovavo in una strada e desideravo ardentemente accelerare il passo senza tuttavia riuscirci.
La prima cosa che mi venne in mente al risveglio fu quella di domandarmi perché mai la mia volontà non era riuscita ad assecondare il mio desiderio; dopo aver consultato – invano – alcuni testi di psicoanalisi sono arrivato alla conclusione che in assenza di percezione sensibile il cervello non è più in grado di rappresentarsi autonomamente una successione temporale.

Il sogno, che fosse sufficiente “percepire” la freccia del tempo termodinamica per farsi un'idea del susseguirsi di eventi dovrebbe anche essere possibile mantenere un contatto con l'universo anche durante le fasi di perdita parziale o totale di coscienza.

Con ciò non voglio dire che un uomo adulto, al risveglio, potrebbe dubitare di essere nel futuro rispetto al momento dell'addormentamento – egli sarà più che certo di aver trascorso un breve periodo della sua vita dormendo -, ma ciò non è una conseguen-za del suo metabolismo ma, lo ripeto, dell'abitudine a vivere in una realtà che obbedisce al secondo principio della termodinamica.

D'altronde, come fa notare Julian Barbour, il cervello è un macchina basata essenzialmente su un tipo di processamento seriale (solo in riferimento allo stesso flusso di dati) e, di conseguenza, i singoli “fotogrammi mentali” si succedono in una serie ordinata che rispecchia i movimenti naturali.

Inoltre i canali percettivi, come gli occhi, hanno un potere risolutivo temporale limitato; se, ad esempio, si mostrano ad una persona due immagini in rapida successione, esiste un limite inferiore allo scarto minimo al di sotto del quale non si è più in grado di distinguere quale delle due figure è apparsa per prima.

In codeste situazioni il cervello interpreta il risultato operando una sorta di soppressione effettiva del tempo.

Da un punto di vista fisico i due fotogrammi sono temporalmente spaziati e il processo che li rende visibili è senza dubbio in accordo con il secondo principio, ma l'apparenza (e quindi la percezione) lo viola senza alcuna remora.

Anche i neuroni impegnati nella “cattura” delle informazioni spaziali e cromatiche si nutrono di energia e producono materiali di scarto, ma il risultato non cambia in alcun modo.

E' allora possibile affermare che basta il metabolismo a giustificare la direzionalità del tempo?

Se fosse così, a prescindere dalle capacità risolutive, si dovrebbe avere sempre la certezza che un'immagine è posteriore o anteriore ad un'altra, anche senza riuscirne a carpire il messaggio trasmesso.

Inoltre in i due autori riferiscono di recenti ricerche in campo neuroscientifico che hanno svelato nuove importanti realtà funzionali del cervelletto: "Nel 1989, Richard B. Ivry e Steven W. Keele dell'Università dell'Oregon hanno notato che i pazienti che presentavano danni cerebellari non erano in grado di quantificare con precisione la durata di un particolare suono, o il tempo intercorso tra due suoni vicini".

Nello stesso articolo gli scienziati espongono il punto di vista più corretto (e moderno) riguardo a quest'organo e la sorpresa maggiore scaturisce dal fatto che tutti gli studi confermano la grande partecipazione attiva del cervelletto nell'operazioni percettive.

Secondo quanto ho precedentemente esposto, gli eventi spazio-temporali vengono finemente analizzati ed elaborati dal cervello (con l'importantissimo ausilio del cervelletto) e se questi, per ragioni patologiche non riescono a svolgere il loro lavoro correttamente, l'interpretazione delle variazioni nel dominio del tempo (ma non solo) viene fortemente penalizzata.

Ancora una volta l'attività trofica dei neuroni, giacché elementi computazionali, perde quella priorità informativa (in relazione alla percezione cosciente del tempo) che spetta solo ed esclusivamente al processamento delle informazioni in ingresso.

In virtù di quanto affermato sono altresì convinto che un neonato non abbia alcuna capacità intrinseca di valutare la differenza che sussiste tra passato e futuro e questo non perché il suo livello intellettivo è ancora troppo limitato (al massimo ciò potrebbe essere un ostacolo per la comprensione e per l'espressione verbale), ma perché la sua esperienza è minima.

Dal suo primo istante di vita extra-uterina, il bambino inizia a osservare l'evoluzione dei fenomeni, in scaturisce dall'auto-eccitazione dei neuroni rievoca immagini mentali già “assorbite” e che hanno contribuito in precedenza all'organizzazione cerebrale, tuttavia, senza informazioni reali, il cervello si limita a una sorta di “auto-osservazione” delle sue funzioni e perde ogni capacità di “vivere” il tempo in senso termodinamico.

Un'interpretazione alternativa e/o complementare può scaturire da quanto affermato nell'articolo di Jerome Siegel, “Perché dormiamo?”, Le Scienze 12/2003.

In esso l'autore afferma che recenti scoperte in campo neurofisiologico hanno mostrato che durante le fasi REM del sonno avviene la disattivazione di parecchi recettori sinaptici, in particolare quelli riguardanti i motoneuroni (eccetto che per gli occhi).

Tale condizione assicura un ri-sensibilizzazione delle strutture in modo che l'organismo mantenga un elevato livello di efficienza.

Da queste considerazioni si può concludere che il cervello non è in grado di “immaginare” incoscientemente un'attività che richiede particolari comunicazioni neurali.

Durante il sogno gli stimoli endogeni prodotti dall'eccitazione cerebrale non riescono a giungere alle destinazioni deputate all'attuazione (anche virtuale) di un determinato compito e ciò compromette del tutto la capacità di immaginare un'evoluzione temporale che richiede l'interazione (percettiva) con l'ambiente naturale.

Particolar modo quelli che lo interessano in prima persona; ad esempio egli pian piano si rende conto che la sensazione della fame esiste prima di aver succhiato il latte, subito dopo egli raggiunge un livello di appagamento soddisfacente e smette di piangere.
La sua percezione del tempo comincia a modellarsi sulla base dell'ordine naturale che esiste nella categoria degli stimoli fisiologici e, lentamente si sviluppa estendendo “l'universo conosciuto” al microcosmo che lo circonda.

Tuttavia dicendo queste cose non vorrei che la mia posizione apparisse come un'implicita tendenza allo spiritualismo; io sono del parere che la mente, ovvero l'effetto più manifesto e straordinario della vita, sia il risultato (misterioso) dell'attività cerebrale, la quale obbedisce alle medesime leggi che regolano il comportamento della materia, tuttavia a differenza di una montagna, di una stella o di un pianeta, un uomo sviluppa le sue capacità con una sorta di intenzionalità che prescinde dalle condizioni iniziali e al contorno.

Al contrario l'universo, pur essendo descritto da rigorose relazioni matematiche, non può percorrere alcuna traiettoria nello spazio-tempo se prima non vengono definite accuratamente le condizioni iniziali.

D'altronde ciò non dovrebbe stupire più di tanto perché nel calcolo infinitesimale la soluzione di un'equazione differenziale acquista unitarietà soltanto nel contesto di un cosi detto problema di Cauchy.

E' chiaro allora che l'uomo non può essere “modellato matematicamente” in questa maniera perché altrimenti si rischierebbe di pensare ad esso come un mero automa programmato per conseguire determinati scopi, cadendo inevitabilmente sotto il peso delle critiche sollevate da moltissimi filosofi (tra cui John Searle dell'Università della California) contro una visione algoritmica della mente (tesi dei Churchland); di conseguenza, se si ammette il libero arbitrio in senso lato (che distrugge ogni possibilità di pensare l'attività cerebrale come un programma per calcolatore) si deve anche ammettere che lo stesso concetto di legge (nella sua accezione più formale) perde ogni generalità in questo contesto.

Esiste quindi una risposta soddisfacente alla domanda: cos'è il tempo?

Sinceramente non lo so, ma credo che un ruolo fondamentale nella definizione di questa grandezza sia giocato proprio dall'informazione che, insieme alla massa, all'energia e alla carica elettrica, costituisce un ingrediente essenziale non soltanto per la vita, ma piuttosto per l'esistenza dell'intero universo.

Tenuto conto che nella definizione di dato informativo è implicitamente contenuto il concetto di sequenza, mi sembra abbastanza naturale associare la variabile t proprio all'esplorazione della suddetta sequenza.

In sintesi possiamo dire che gli esseri umani percepiscono l'esistenza di informazioni e, grazie all'apparato sensitivo, riescono ad “impossessarsi” di esse; nel compiere quest'operazione (anche involontaria) viene fuori spontaneamente il risultato del lavoro sequenziale/parallelo cerebrale che, fisicamente e matematicamente parlando, possiamo definire tempo.

Per coincidenze ancora del tutto ignote esiste una relazione sperimentale tra la variazione di grandezze fisiche impercettibili e il continuo in evoluzione in cui noi tutti ci troviamo a dover vivere. Forse un giorno anche questo mistero sarà svelato.

A CHE PUNTO É LA SCIENZA


LA TEORIA DEL TUTTO

Ogni cosa è composta di Stringhe di Energia.
È l’Unificazione nell’Equazione Master il Traguardo da raggiungere.
A che Punto è la Scienza?

Isaac Newton unificò il Cielo con la Terra nella Teoria della Gravità. G

Per 250 Anni ignorarono la Questione.

Poi Einstein venne fuori con la Teoria della Relatività Generale.
Nella quale la Velocità della Luce era in netta contrapposizione con la Teoria di Newton.

Perché cosa successe?

Nei calcoli che Newton fece, risultò che la Gravità agisse istantaneamente a ogni Distanza.

Einstein riteneva, invece, che la Luce non viaggi istantaneamente; difatti i raggi del Sole impiegano otto minuti per percorrere gli oltre centoquarantanove milioni di Chilometri fino alla Terra. Secondo Lui niente, nemmeno la Gravità, viaggia più veloce della Luce.
Einstein volle inoltre unificare la Gravitá insieme all’Elettromagnetismo.
James Clerk Maxwell (Edimburgo, 13 giugno 1831 – Cambridge, 5 novembre 1879) è stato un matematico e fisico scozzese.
Unificò insieme Elettricitàe il Magnetismo con quattro equazioni matematiche.
Purtroppo per Einstein l’Elettromagnetismo risultò essere una Forza troppo grande da poterla far diventare simmetrica con la Gravità. Erano due Forze con un’intensitá diversa.

Niels Henrik David Bohr (Copenaghen, 7 ottobre 1885 – Copenaghen, 18 novembre 1962) è stato un fisico e matematico danese e scoprì il materiale subatomico, Protoni, Neutroni, Elettroni. Mancava però una Teoria che spiegasse il Mondo dell’Atomo.
Alla fine degli Anni Venti i Fisici inventarono la Meccanica Quantistica, in grado di descrivere il Mondo infinitamente Piccolo.

Quindi:

Per Einstein l’Universo è un Sistema Ordinato e prevedibile.

Per Bohr a Livello Atomico e delle Particelle, il Mondo è come il Gioco delle Probabilità. A Livello di Atomi e Quanti regna l’incertezza.

Secondo la Meccanica Quantistica si può solo prevedere la Probabilità con cui si verifica un Evento.
La Meccanica Quantistica ha sostenuto, negli ultimi ottanta Anni, che bizzarrezze e stranezze sono tipiche dell’Universo dell’infinitesimamente Piccolo.
Forza Nucleare di Interazione Forte
Collante che tiene insieme Il Nucleo dell’Atomo legando Protoni a Neutroni.
Una Bomba Nucleare libera la Forza Nucleare di Interazione Forte. La Forza Nucleare Debole è poi responsabile della Radioattività. Le due Forze Sub-atomiche Nucleari agiscono su Scala minuscola, tuttavia il loro impatto sulla Vita quotidiana è molto profondo.

La Gravità non fu conciliata con la Quantistica.

Einstein rimase tagliato fuori dai Progressi della Fisica Quantistica. Appartandosi ed isolandosi sempre più, fino al giorno della sua morte. Stava cercando anche lui una Equazione che raggruppasse tutte le Teorie assieme.

Con la morte di Einstein morí anche questa attenzione/sforzo di riunire tutte le Forze in una sola Teoria. L’Unificazione cadde nel dimenticatoio della Fisica.
Da allora la Fisica è divisa in due Branche: una usava la Teoria della Relativitá per studiare gli oggetti grandi come gli Astri, Galassie, etc. L’altra usava la Quantistica per studiare gli Elementi più piccoli come Atomi, e Particelle.

Sembrava non fosse possibile conciliare la Meccanica Quantistica e la Teoria della Relatività in un'unica Teoria in grado di spiegare l’Universo a tutti i Livelli.

Karl Schwarzschild, (Astronomo Tedesco, Francoforte sul Meno, 9 ottobre 1873 – Potsdam, 11 maggio 1916), fu il primo a parlare di Buchi Neri nel 1916.
Risolse le Equazioni della Teoria della Relatività in modo nuovo e sorprendente: immaginò che una Massa enorme di Materiale come quella di una Stella densa e concentrata su una piccola Superficie avrebbe deformato così profondamente la Struttura Spazio/Tempo che neanche la Luce sarebbe riuscita a sfuggire dalla sua Attrazione Gravitazionale.
Ci deve essere una Teoria applicabile a tutto, non si può avere una Teoria per gli Atomi e una per gli Astri.

La Teoria delle Stringhe dovrebbe conciliare la Teoria del Grande con quella del Piccolo e dare così una spiegazione logica dell’Universo su tutte le Scale.
Al posto di un infinità di Particelle, la Teoria delle Stringhe, sostiene che ogni cosa nell’Universo, dalle Forze alla Materia, è composta da un unico ingrediente: da minuscoli Anelli di Energia vibrante detti Stringhe.
La Forza Nucleare di Interazione Debole consente a Neutroni di Trasformarsi in Protoni. Con una Conseguente emissione di Radiazioni. Una Stringa si deforma in modi diversi. Le diverse forme che assume una Stringa rappresentano le diverse Particelle Elementari. È come l’accordo di un Violino, vibra nello stesso modo. Ogni nota descrive una Particella diversa. Questa Teoria potrebbe unificare la comprensione di tutti i diversi tipi di Particelle. Tutte le Forze e le Particelle deriverebbero dalle Vibrazioni della stessa Stringa di Base.

La comprensione dell’Universo ha compiuto enormi Progressi negli ultimi tre Secoli.

Gabriele Veneziano, (Firenze, 7 settembre 1942) è un fisico italiano.
Nel 1968 ricercava le Equazioni che potessero spiegare la Forza Nucleare Forte, la potente Colla che tiene insieme il Nucleo di ogni Atomo legando i Protoni ai Neutroni.

Un giorno, in un vecchio Libro sulla Storia della Matematica, trovò una Formula di duecento Anni prima elaborata da Leonhard Euler, matematico svizzero.
Questa Formula casualmente poteva anche spiegare la Forza Nucleare Forte.
E fu così. L’Equazione di Euler spiegava realmente la Forza Nucleare Forte. Nacque così la Teoria delle Stringhe.

Leonard Susskind, (New York, 1940) è un fisico statunitense.
Elaborò la Teoria della Stringa Elastica.

L’Idea fu rifiutata.

Cominciarono ad uscire Particelle dappertutto, ogni giorno ne veniva scoperta una nuova.
I Fotoni sono Particelle di Forza mediatrice nella Forza Elettromagnetica: tanto più rapidi sono gli scambi di Fotoni tanto maggiore risulta l’Attrazione Magnetica. Anche nella Forza Nucleare Debole e Forte furono trovate queste Particelle di Forza.

E la Forza di Gravità?

Gli studiosi si arresero sulla Teoria delle Stringhe, non poteva essere vera.

Meccanica Quantistica.

Modello Standard.
John Henry Schwarz (1941) è un fisico statunitense. Nel 1973 tentò di smembrare la Teoria supponendo che le Stringhe siano centinaia di miliardi più piccole di un Atomo. Uno dei difetti della Teoria divenne una Virtù. La misteriosa Particella che Schwarz aveva cercato di eliminare era in realtà un Gravitone, ossia la tanto cercata Particella che trasmette la Forza di Gravità nel Mondo infinitesimamente Piccolo della Quantistica. La Teoria delle Stringhe aveva prodotto il pezzo mancante nel puzzle del Modello Standard.

La Comunità Scientifica non ebbe la minima reazione.

Ancora una volta la Teoria delle Stringhe cadde nel vuoto ma Schwarz non si arrese, aveva intravisto la Soluzione.
Se le Stringhe descrivevano la Gravità a Livello Quantistico dovevano essere la Chiave unificatrice delle quattro Forze.

A Schwarz si unì nella Ricerca Michael Green.

C’era da superare una cosa in primis: dagli Anni ottanta la Teoria presentava ancora delle Anomalie matematiche. Una Anomalia è qualcosa di strano, fuori posto, estraneo al contesto come un telefono in mezzo al deserto.
Le Anomalie matematiche possono segnare la fine di una Teoria Fisica. Richiedeva quindi un esito con una Simmetria Matematica.
La Teoria risultò priva di Anomalie e poteva quindi raggruppare in se tutte e quattro le Forze.
Unificare le quattro Forze in una Cornice più ampia.

La Teoria delle Stringhe fu ribattezzata La Teoria del Tutto.

Le Stringhe conferiscono alle Particelle le loro Proprietà distintive, quali: Massa, Carica, con la loro Frequenza di Vibrazione.
La Particella Puntuale viene ora vista come un’Unità formata da Stringhe.

Ma la Teoria ha un Tallone di Achille.

Nessun Esperimento può dimostrare che cosa c’è a simili Dimensioni e cosa succeda, non è oggi possibile osservare Distanza ed Energia così elevate. Non è possibile compiere alcun Esperimento ne fare alcuna Osservazione che possa confutare la validità della Teoria. La Teoria è salva per sempre. Bisogna però chiarire se si sta parlando di Fisica o di Filosofia.

Ciò che rende la Teoria ancor più difficile da sperimentare è che Equazioni così complesse implichino qualcosa di fantascientifico: Nuove Dimensioni Spaziali.
Per Secoli si è pensato che esistesse solo ciò che si può vedere e che ci fossero solo tre Dimensioni Spaziali più una Temporale.

Chiunque credeva nell’esistenza di altre Dimensioni è stato etichettato come pazzo. La Teoria delle Stringhe ipotizza l’esistenza di ulteriori Dimensioni.

Il nostro Universo è come una Macchina perfettamente calibrata, gli scienziati hanno rilevato la presenza di circa venti Numeri, ossia venti Costanti Fondamentali della Natura che rendono l’Universo così come lo vediamo oggi.

Tali Numeri riguardano:

Il Peso di un Elettrone
La Forza di Gravità
La Forza Elettromagnetica
La Forza Nucleare Forte
La Forza Nucleare Debole.

Se programmiamo la Macchina in base al Valore esatto di ognuno di questi Numeri, la Macchina produrrà l’Universo a noi noto. Ma se modifichiamo di poco le Impostazioni della Macchina avremmo risultati sorprendenti: ad esempio, aumentando La Forza Elettromagnetica gli Atomi si respingerebbero con più Forza, e la fornace nucleare che fa brillare le Stelle si esaurirebbe. Le Stelle comprese il nostro Sole si spegnerebbero e l’Universo così come lo conosciamo scomparirebbe.

Da cosa sono impostate queste venti Costanti in modo così preciso?

La risposta potrebbe risiedere nelle Dimensioni Extra della Teoria delle Stringhe. Ovvero sia: le sei Dimensioni ipotizzate dalla Teoria farebbero in modo che certe Stringhe vibrassero in modo da produrre ciò che vediamo, come un Fotone, e che altre vibrino in modo da produrre un Elettrone. Perciò in base alla nostra Teoria le minuscole forme Extradimensionali potrebbero determinare tutte le Costanti della Natura, garantendo l’intonazione della Sinfonia Cosmica.

Nel 1985 la Teoria sembrava inarrestabile, ma sullo sfondo la situazione era confusa.
Nel corso degli Anni i teorici delle Stringhe avevano elaborato non una sola Teoria, bensì cinque diverse versioni della stessa Teoria. Ognuna si basava sulle Stringhe e sulle Dimensioni Extra, ma nel dettaglio le cinque Teorie non erano in perfetto accordo. Alcuni versioni prevedevano filamenti aperti di Stringhe, altre filamenti formanti un Anello, un paio di versioni prevedevano addirittura la presenza di ventisei Dimensioni, tutte e cinque apparivano valide, ma quale descriveva il nostro Universo? E chi vive negli altri quattro Universi? Così la Teoria si arenò nuovamente, molti Fisici abbandonarono.

Invece di essere la Teoria del Tutto, la Teoria delle Stringhe, rischiava di diventare la Teoria del Niente.

Immaginate di poter controllare lo Spazio oppure il Tempo, potremmo fare cose incredibili, spostarsi nello Spazio/Tempo. Tutti noi crediamo che sia impossibile e probabilmente lo è. Ma negli ultimi Anni le nostre Nozioni di Spazio/Tempo hanno subìto un’Evoluzione, ciò che ci sembrava fantascienza non sembra più così inverosimile, la nuova Teoria delle Stringhe sta aprendo nuove Prospettive sul Funzionamento dell’Universo.

Si propone di spiegare perché l’Universo è fatto così nelle sue Componenti Fondamentali. È un campo tutto da esplorare. È un’Area della Fisica Teorica radicalmente diversa da qualsiasi altra. Questa nuova Teoria radicale parte dalla semplice Premessa che tutto nell’Universo è composto da minuscoli Anelli vibranti di Energia detti Stringhe. Esse stanno cambiando tutto ciò che si credeva nell’Universo specialmente la nostra Nozione di Spazio.

Per assurdo prendiamo che tutto l’Universo sia grande quanto la Città di Manhattan. Bisogna trovare la via più veloce da casa mia al mio ufficio, dall’altra parte della Città. La Distanza minore tra due Punti è una Linea retta, ma anche se non c’è traffico, non possiamo scendere sotto un determinato Tempo di Percorrenza. Andando sempre più veloce questo Tempo può essere ridotto ma dato che nulla può superare la Velocità della Luce il Tempo che possiamo risparmiare ha un Limite ben definito. Il nostro Universo Manhattan è riconducibile ad una Concezione Classica dello Spazio: una Griglia Piatta Statica ed Immutabile.

Ma, quando Einstein analizzò la Struttura dello Spazio, vide qualcosa di molto diverso: secondo Einstein lo Spazio non è Statico, può deformarsi e allungarsi, e possono esistere strutture spaziali inusuali chiamate Cunicoli. Un Cunicolo è un ponte o un tunnel, può collegare zone dello Spazio distanti tra loro.

Si tratta in sostanza di scorciatoie.
Ma c’è un intoppo.
Per creare un Cunicolo si deve bucare o strappare la Struttura spaziale.
Ma ciò è possibile?

Può verificarsi questo primo Stadio nella Formazione di un Cunicolo?
Secondo Einstein lo Spazio può quindi deformarsi e allungarsi, ma non può lacerarsi.
Possono esistere Cunicoli già formati, ma è impossibile lacerare lo Spazio per crearne di nuovi. In altre parole non posso crearmi un Cunicolo per andare al Lavoro nel mio Universo Manhattan.

Oggi però la Teoria delle Stringhe apre nuove prospettive sullo Spazio, e ci mostra che non sempre Einstein aveva ragione.

Proviamo a guardare più da vicino la Struttura spaziale. Se potessimo rimpicciolirci di un milione di miliardi di volte entreremmo a far parte del Mondo della Meccanica Quantistica. L’Insieme delle Leggi che Governano il Comportamento degli Atomi. È il Mondo della Luce, dell’Elettricità e di tutto ciò che opera su Scala minuscola. Qui la Struttura dello Spazio è casuale e caotica, potrebbero esserci anche degli Strappi; ma se ci fossero, cosa impedirebbe a uno Strappo nella Struttura spaziale di creare una Catastrofe Cosmica?

Ecco che entrano in Scena le Stringhe.

Le Stringhe placano il Caos, ogni singola Stringa che danza nello Spazio crea dietro di se un Condotto.
Questo condotto funge da Bolla che avvolge lo Strappo e forma uno Schermo protettivo con profonde Implicazioni. Le Stringhe di fatto permettono di bucare lo Spazio. Questo vuol dire che lo Spazio è molto più dinamico e mutevole di quanto addirittura pensasse Einstein. Ma ciò significa quindi che i Cunicoli possono esistere?
Ancora non si sa, ma è intrigante come, con la Teoria delle Stringhe, l’Universo diventi molto più strano di come lo immaginassimo.

Secondo la Teoria delle Stringhe siamo circondati da Dimensioni nascoste, Luoghi misteriosi situati oltre lo Spazio tridimensionale a noi noto. Chiunque abbia sostenuto l’esistenza di più Dimensioni spaziali è sempre stato considerato un pazzo; ebbene la Teoria delle Stringhe ha previsto proprio questo. Il nostro Universo così come lo pensiamo potrebbe essere una piccola parte di qualcosa di molto più grande.

Potrebbero esistere mondi interi, accanto al nostro, totalmente invisibili. Questi mondi potrebbero essere letteralmente Universi Paralleli, questa non è un’Ipotesi poi tanto bizzarra. Ecco perché sempre più fisici si avvicinano alla Teoria delle Stringhe.

Una qualità delle Stringhe è la loro versatilità, vibrano e danzano con diverse configurazioni creando così le Particelle Fondamentali della Natura. Se solo potessimo maneggiare le configurazioni delle Stringhe avremmo la possibilità di poter completamente comprendere la Materia e le Forze della Natura, dalla più piccola Particella Subatomica alle Galassie dello Spazio Cosmico.
Edward Witten (Baltimora, 1951) fisico teorico presso l’Harvard University.

- Forse il successore di Einstein, uno dei più grandi fisici viventi –

Nel 1995 affrontò la Teoria delle Stringhe in modo nuovo ed eclatante.
Fornì una prospettiva completamente nuova. Dal suo punto di vista per Witten risultava chiaro che le Teorie non erano cinque. Come riflesse su una parete di specchi quelle che credevano fossero le cinque Teorie, si rivelarono essere cinque modi diversi di guardare la stessa cosa.

Finalmente la Teoria delle Stringhe era Stata unificata. La nuova Teoria di Witten fu talmente rivoluzionaria che le fu assegnato un altro nome: La Teoria M, anche se nessuno sa cosa significhi precisamente quell’emme.

Prima della Teoria M le Stringhe sembravano operare in un Mondo con dieci Dimensioni: 1 dimensione del tempo; 3 dimensioni dello spazio; 6 dimensioni extra che sono così aggrovigliate da sembrare completamente indistinguibili.
Ma la Teoria M si spingeva oltre ipotizzando vi fosse ancora una dimensione spaziale aggiuntiva. Quindi 11 Dimensioni.

È praticamente impossibile visitare lo Spazio multidimensionale, non c’è da stupirsi visto che il cervello umano si è sviluppato ed evoluto percependo solo le 3 Dimensioni spaziali nell’esperienza quotidiana.
Allora come possiamo percepire le altre otto Dimensioni?

Possiamo andare al Cinema.

Per tutti noi il Mondo ha tre Dimensioni spaziali ciò significa che ovunque io vada posso muovermi a destra e a sinistra, avanti e indietro, verso l’alto e verso il basso, ma al cinema le cose sono un po’ diverse.

I personaggi di un Film sembrano tridimensionali ma in realtà sono intrappolati in due dimensioni. Sullo schermo non esiste movimenti avanti e indietro, è solo un illusione ottica. Per spostarsi avanti e indietro bisognerebbe uscire dallo schermo.
Le Dimensioni hanno a che fare con le Direzioni indipendenti l’una dall’altra in cui ci si può muovere, a volte vengono definiti Gradi di Libertà: più Dimensioni e Gradi di Libertà ci sono più cose si possono fare e se davvero esistono undici Dimensioni allora anche le Stringhe possono fare molte più cose.

Molto presto vennero scoperti Oggetti che non erano riconducibili a Stringhe, erano più grandi e avevano l’aspetto di Membrane o Superfici.
L’undicesima Dimensione di Witten consente alla Stringa di trasformarsi in qualcosa simile a una Membrana, o più semplicemente Brana.

Una Membrana potrebbe essere tridimensionale o anche più, e con una quantità sufficiente di Energia potrebbe ingrandirsi a dismisura raggiungendo perfino le dimensioni dell’Universo.
Questo concetto ha rivoluzionato la Teoria delle Stringhe.

L’esistenza di Membrane giganti e Dimensioni Extra porterebbe alla nuova sorprendente Ipotesi che il nostro Universo si trovi in una Membrana immensa in uno Spazio multidimensionale molto più esteso.

È un po’ come se vivessimo dentro a una forma di pane. Il nostro Universo potrebbe essere come una fetta di pane, un’unica fetta di una forma molto più grande, che i fisici chiamano Bulk. Se questa Ipotesi è corretta potrebbero esistere altre fette, altri Universi di fianco al nostro, veri e propri Universi Paralleli. Se così fosse il nostro Universo non sarebbe niente di speciale e avremmo molti vicini di casa. Alcuni di questi Universi potrebbero assomigliare al nostro, avere la Materia, i Pianeti e magari anche Esseri Viventi. Altri potrebbero essere molto più strani ed essere governati da Leggi fisiche completamente diverse. Questi altri Universi esisterebbero nelle Dimensioni Extra che sono intorno a noi. Secondo alcuni a meno di un millimetro di distanza da noi.

Ma se è così perché non possiamo vederli e toccarli?

Se in uno Spazio multidimensionale esiste una Membrana che i nostri Atomi non possono attraversare, è come provare a prendere qualcosa che non si può toccare. A questo punto è come se si trovasse all’altro capo dell’Universo.
La Forza Elettromagnetica è migliaia di triliardi di volte più forte della Gravità.
Un 1 seguito da 39 zero.

La debolezza della Gravità ha disorientato gli studiosi per anni.
Oggi la radicale Teoria delle Stringhe con le sue Membrane e Dimensioni Extra offre un nuovo modo di affrontare il problema.

Un approccio possibile è di capovolgere tutta la questione e di dire: “La Gravità non è debole, appare più debole di tutte le altre Forze ma non lo è”. Forse la Gravità ha la stessa Potenza dell’Elettromagnetismo ma per qualche ragione noi non riusciamo a percepire la sua Azione. Immaginate un tavolo da bigliardo molto grande, la Superficie a due Dimensioni rappresenta il nostro Universo tridimensionale e le Palle rappresentano Atomi e Particelle presenti nell’Universo. L’Idea rivoluzionaria è che gli Atomi e le Particelle che compongono la Materia, posano sulla nostra Membrana sulla nostra fetta di Universo, esattamente come le palle posano sulla superficie del Bigliardo. Quando due palle si scontrano, esiste qualcosa capace di diffondersi oltre il tavolo, le Onde Sonore, per mezzo delle quali la Collisione produce un Rumore. La Gravità potrebbe agire analogamente alle Onde Sonore, e non restare confinata nella nostra Membrana; potrebbe essere capace di diffondersi oltre il nostro Universo.

Oppure: prendiamo la nostra fetta di pane e spalmiamoci della marmellata. La fetta di pane è il nostro Universo e la marmellata è la Materia presente.
La marmellata è libera di muoversi sulla Superficie del pane ma non può cadere perché è appiccicata alla Superficie da non potersi staccare del tutto.

Ma se la Gravità fosse diversa?

Se fosse più simile allo Zucchero?

Lo zucchero non è appiccicoso, quindi può muoversi liberamente lungo la Superficie ed anche di abbandonarla.

Ma perché la Gravità dovrebbe essere diversa da tutto il resto?

A quanto pare la Teoria delle Stringhe con la Teoria M ha la risposta.
Il punto chiave è la Forma.

Oggi pensiamo che tutto ciò che ci circondi sia costituito da Stringhe lineari e che gli estremi di ogni Stringa siano ancorati alla nostra Membrana tridimensionale. Ma esistono anche degli Anelli chiusi.

Alcuni dei quali sono responsabili della Gravità, si chiamano Gravitoni. Le Stringhe ad Anello non hanno estremi che le ancorino ad alcun che, così i Gravitoni sono liberi di viaggiare verso altre Dimensioni, attenuando la Forza di
Gravità e facendola sembrare più debole delle altre Forze della Natura. Questa Ipotesi apre una prospettiva intrigante.

Se viviamo su una Membrana e se esistono altri Universi paralleli su altre Membrane di fianco alla nostra, forse non li vedremo mai, ma potremmo un giorno forse percepirli, grazie alla Gravità.

Se dovesse esserci una vita intelligente su una delle altre membrane questa vita intelligente potrebbe essere vicina a noi e teoreticamente potremmo essere in grado di comunicare con essa scambiando Onde gravitazionali come Segnali.

La Teoria, infine, prevede che queste enormi Membrane si scontrino l’una con l’altra dando vita adeventi come il Big Bang; secondo gli studiosi potrebbero esserci stati diversi contatti e che altri potrebbero ancora verificarsi.

Sembra un’ottima idea degna Figlia della Teoria delle Stringhe.

Ma, sembra esista qualcosa in grado di ostacolare questa Teoria.

Sono i cari vecchi problemi di sempre.

Il fatto è che non sappiamo cosa succeda esattamente quando due Membrane si scontrano. Le Equazioni che usiamo per descrivere il mondo che conosciamo non sembrano avere un senso in queste situazioni.

Questa Teoria è molto promettente e entusiasmante ma non la comprendiamo ancora nella sua interezza.

È come se fossimo entrati al buio in una casa che credevamo un bilocale, e ora scopriamo che ha 19 stanze e magari un giorno scopriremo che ha mille stanze e siamo solo all’inizio.

La Teoria deve diventare verificabile perché tutto abbia un senso.

L’idea sarebbe di individuare il Gravitone durante la fuga.

Sciame di Particelle subatomiche inusuali.
La speranza è che tra di esse si trovi una minuscola particella di Gravità.
Il Gravitone.

venerdì 24 luglio 2009

Precessione degli equinozi ere astrologiche e yuga


La velocità non possiamo cambiarla; è prestabilita e predestinata da un fattore universale che comunque noi ancora non capiamo oppure non vogliamo affrontare nella maniera che più ci costa, cioè destinando del nostro tempo per questo sforzandoci di impiegare le forze necessarie per fare ciò. (8)

Ci sarebbero due movimenti critici per il nostro pianeta.
Il primo è la precessione degli equinozi
Il secondo è un'oscillazione particolare.
Di recente gli astronomi si sono accorti che il nostro pianeta e il nostro sistema solare, si muovono nell'universo in un moto a spirale molto particolare.
Tale particolarità ha fatto pensare agli astronomi che siamo appesi a qualcosa.
A questo punto gli astronomi hanno cominciato a fare delle misurazioni con altri pianeti e stelle, fino a quando hanno scoperto che il moto a spirale che ci interessa è collegato a quello di Sirio A.
La scoperta fu davvero interessante, poiché fu determinato che noi ci muoviamo nel cosmo insieme a Sirio A: in un movimento a spirale che assomiglierebbe al piano elicoidale del DNA.
Ci sono dei momenti particolari in cui certi cambiamenti possono avvenire, e noi ci troveremmo ora quasi nel punto di convergenza di queste cause interconnesse.
Il nostro schema evolutivo sarebbe legato a quello di Sirio, e ai suoi abitanti, portandoci a poterli definire i nostri fratelli maggiori.
I Siriani sarebbero molto più evoluti di noi, e ci starebbero aiutando nel processo di evoluzione.
La precessione degli equinozi.
L'asse terrestre ha un'inclinazione di 23 gradi e mezzo, tale inclinazione provoca i cambi di stagione.
Il piano dell'equatore terrestre taglia la sfera celeste, ovvero l'immaginaria sfera sulla quale sembrano poggiare le stelle. Facendolo espandere alla sfera del cielo, i due punti dove il sole incrocia l'equatore celeste indicano gli equinozi di primavera e d'estate.
L'asse terrestre oscilla in modo da produrre un cambiamento dei punti equinoziali di 1 grado ogni 72 anni.
In questo modo ogni 2.160, i punti equinoziali si spostano in una diversa costellazione zodiacale.
Ogni 25.920 si compie un'intera oscillazione, o meglio un intero giro dello Zodiaco.
Completato il ciclo, la punta del polo nord traccia una ellisse, le quali estremità rispettivamente ogni 12.960 anni si trovano alla massima distanza dal centro della Galassia o alla distanza più vicina.
Yuga
Secondo molti popoli antichi, tra cui Tibetani e Indù, sembrerebbe che quando ci si allontana dal centro della Galassia, la coscienza umana si addormenta, portando un periodo di tenebre e oscurità per l'umanità.
L'altra cosa che succederebbe in questa fase, è che, prende il sopravvento la parte maschile, in quanto è quella più incline alla violenza e alla forza fisica.
In realtà la parte maschile non va ora intesa come la parte cattiva, poiché c'è bisogno della forza anche per difendersi dal lato oscuro dell'uomo.
La parte maschile in quest'era è preposta a difendere il clan, la famiglia i più deboli.
Nella fase di avvicinamento, prende il sopravvento la parte femminile, che è quella più portata all'Amore e alla Compassione.
Quella femminile è l'energia che prenderà il comando nei prossimi 12.960 anni.
Ci si troverebbe nell'ultima fase di 900 anni del periodo di oscurità.
In quest'ultima fase, avverrebbe un fatto particolare, dovuto dall'influenza energetica del ciclo successivo.
Avete presente quando due persone si trovano in uno stesso locale? Le due auree prenderebbero contatto, tale contatto provocherebbe un'interazione energetica, uno scambio di informazioni, indipendentemente dal fatto di esserne coscienti.
Gli ultimi novecento anni di un ciclo, sono quelli in cui l'umanità inizierebbe a percepire l'influenza del ciclo successivo, pertanto questo ci darebbe l'opportunità di creare il nuovo paradigma del nuovo livello di coscienza.
Questa sarebbe solo una possibilità, perché tutto dipenderebbe dalle nostre scelte, adattate dal libero arbitrio.
Saremmo allo scadere di questi 900 anni, pertanto staremmo per effettuare il giro di boa.
Questi punti porterebbero a grandi cambiamenti nella coscienza umana e nella morfologia del pianeta.
La verità ha sempre dato fastidio, Gesù è stato crocifisso, e come Lui molti portatori di Verità.
Stiamo per fare il giro di boa, questo comporterà per quanti lo vorranno la possibilità di Creare un nuovo Mondo, fatto di Luce, Amore e Pace.
Questo succederà comunque, quello che potrà cambiare è il modo che ci porterà a sperimentare questa verità.
Le antiche profezie ci indicherebbero due strade, e nessuna delle due è più vera dell'altra. La differenza sta nello stabilire quello che siamo.
Potremmo scegliere di essere degli Esseri consapevoli, pieni di Amore, Gioia e partecipare attivamente (consapevolmente) al processo.
Oppure continuare a far finta di niente, e far si che si raccolgano i frutti di quanto abbiamo seminato sin d'ora.
Si sa che la semina fatta non è certo stata dettata dall'Amore, dalla Compassione e dalla Condivisione.
Se quello che scegliamo è il paradigma della separazione l'Universo ci farebbe sperimentare questa esperienza, separando le nostre vite.
Infatti l'altro scenario è quello che si è già verificato in passato, che ha portato alla fine di Atlantide e prima ancora di Lemuria.
Lo spostamento dei poli potrebbe avvenire in modo non dolce ma violento, dove alla fine solo una piccola parte dell'umanità sarà riuscita a sopravvivere; tutto sarà distrutto e saremo costretti a ricominciare, saremo nuovamente separati.
L'ultima cosa che voglio chiarire, è che, lo spostamento dei poli, è tanto più dolce e indolore, quanto più è elevato il livello di coscienza dell'umanità.
L'umanità è cambiata parecchio.
Molte persone stanno lavorando seriamente per produrre ed alimentare l'energia dell'Amore.
Ora più che mai abbiamo la possibilità di riuscire dove prima abbiamo fallito.

giovedì 23 luglio 2009

Che cosa sarèmmo stati


Dobbiamo fermarci un attimo e prendere coscienza su cosa questo significa e soprattutto renderci veramente conto di chi veramente siamo. (7)

Secondo molti ricercatori sono esistite, prima della nostra, civiltà che non possiamo neppure immaginare. Il nostro sarebbe un pianeta dove le forme di vita sono giunte da molte parti, mescolandosi tra loro e generando nuove forme di vita, prima di andarsene. Ogni forma di vita avrebbe attraversato 5 livelli di consapevolezza. In questo momento ci troveremmo al secondo livello su cinque.
La civiltà sulla terra risalirebbe a cinquecento milioni di anni.
Tutte le prove dell'esistenza di antiche civiltà sarebbero state messe da parte o ignorate. Fra noi e la stella di Sirio ci sarebbe uno stretto legame, del quale si sa poco, ma sarebbe importante saperne di più, per la comprensione della nostra situazione attuale.
Esisterebbe una tribù africana vicino a Timbuktu chiamata Dogon. Da oltre 7000 anni gli abitanti di questa tribù sarebbero i depositari di conoscenze astrologiche che non avrebbero potuto avere. Conoscenze che sarebbero state scoperte dai nostri scienziati una ventina d'anni fa, grazie anche all'invio di satelliti nello spazio con telescopi.
I Dogon avrebbero conosciuto Sirio sin nei dettagli. Sirio è la stella più brillante del nostro cielo, situata a sinistra dell'estremità inferiore della cintura di Orione. I Dogon avrebbero parlato dell'esistenza di un'altra stella più piccola che ruota intorno a Sirio, composta dalla materia più potente dell'universo. Questa stella completerebbe la sua rotazione ogni 50 anni. Siccome gli scienziati non riuscivano a vederla con i loro potenti telescopi, gli etnologi hanno creduto che si trattasse solo di una leggenda di questi Dogon.
Nel 1970 un telescopio lanciato nello spazio scoprì una piccola stella nana che ruotava intorno a Sirio. Come quella citata dai Dogon. si calcola che 25 millimetri cubici di questa stella abbiano un peso di 600 tonnellate. Inoltre si è calcolato che l'orbita di questa stella intorno a Sirio sia di 50 anni. Questa stella è stata denominata Sirio B, mentre quella già conosciuta Sirio A.
Un'equipe di scienziati si recò dai Dogon per scoprire come facevano a conoscere informazioni così su Sirio A e B. Gli anziani del villaggio parlarono di un'astronave atterrata sulla loro terra molto tempo fa. Da questa astronave uscirono degli esseri che fecero un grosso buco nel terreno, che riempirono poi di acqua, creando così un lago artificiale. Gli abitanti di questa astronave avrebbero avuto le sembianze di delfini. In seguito questi esseri si avvicinarono alla riva del lago e parlarono con gli antenati dei Dogon, rivelando loro che arrivavano da Sirio, e gli raccontarono anche molte storie legate alla Stella.
I Dogon avrebbero posseduto informazioni più incredibili. Avrebbero un'immagine visuale del movimento di Sirio A e B in rapporto alla terra nel periodo tra il 1912 e il 1990, che andrebbe ad aggiungersi all'immagine esatta che avrebbero avuto le stelle in quel periodo. Possedevano inoltre un gran numero di informazioni sui pianeti del nostro sistema solare, comprese le varie lune. Come potevano sapere tutto questo?
i misteri del nostro passato in realtà non sarebbero poi così misteriosi, ma conterrebbero una miriade di prove e informazioni sul passato dell'umanità.
Per quanto i vari egittologi riconosciuti ufficialmente dal governo Egiziano neghino questa realtà, a differenza di quanto sostengono molti egittologi indipendenti saremmo a conoscenza di una grande civiltà che deve avere preceduto i vasti sconvolgimenti d'acqua che colpirono l'Egitto circa 12500 anni fa. E' ciò che ci suggerirebbe l'esistenza dalla Sfinge scolpita nella roccia delle creste sul lato occidentale di Giza. Questa Sfinge ha il corpo di un Leone tranne la testa.
Un egittologo avrebbe scoperto che i segni lasciati dalla natura erano inequivocabili, e che non erano il risultato della sabbia o del vento, ma di un corso d'acqua profondo almeno un metro. Venne calcolato che sulla Sfinge dovette passare una quantità d'acqua torrenziale per almeno 1000 anni, altrimenti non avrebbe potuto avere i segni di erosione che presenta alla sua base. Il deserto del Sahara ha un'età che va dai 7000 ai 9000 anni, il che significa che la Sfinge dovrebbe averne 10000. Gli archeologi egiziani non hanno nulla da dire in merito. Le prove sono a favore della veridicità di questa teoria, mettendo comunque in discussione tutte le mie convinzioni su chi abitava il pianeta in quel periodo. Si pensa che non esistesse nessuno in grado di costruire qualcosa come la Sfinge, cioè tra gli 8000 e i 10.000 anni fa.
La Sfinge conterrebbe le prove di 5 milioni di anni di civilizzazione su questo pianeta. Tenendo presente che la civiltà risalirebbe a 500 milioni di anni. Cinque milioni di anni fa accadde qualcosa che distrusse gli archivi acasici del pianeta. Non si sa che cosa potrebbe essere accaduto.
La civiltà sumerica sorse dal nulla, pare, senza aver subìto evoluzione. La stessa cosa vale per l'Egitto. Tra le rovine delle città sumere sono state ritrovate delle tavolette che descrivono il sistema solare con la lista e l'ordine corretto della posizione dei pianeti. Una di queste tavolette darebbe la distanza esatta tra i pianeti. Com'era possibile possedere un insegnamento del genere? Le tavolette fornirebbero i registri dettagliati che riguardano la processione degli equinozi. Come potevano i Sumeri avere questo insegnamento se prima di loro non vi era stata nessuna civiltà avanzata, 2160 anni prima di loro?

Chi ci avrebbe creato?
Sitchin è dell’idea che nel nostro sistema solare ci sia un altro pianeta, chiamato Nibiru, che ha un'orbita ellittica simile a quella di una cometa.
Per compiere un'intera orbita intorno al sole impiegherebbe 3600 anni.
La popolazione di questo pianeta, chiamata Nefilim, arrivò sulla Terra 400.000 anni fa; avrebbero avuto bisogno di oro per la loro atmosfera.
Sul suo libro intitolato la Genesi, Sitchin scrive che sul loro pianeta Nibiru gli Anunnaki, o i Nefilim, stavano affrontando una situazione che presto capiterà anche quì sulla Terra:
un deterioramento ecologico che renderà la vita sempre più insostenibile.
Avrebbero avuto bisogno di proteggere la loro atmosfera e l'unica soluzione fu di sospendere particelle d'oro sopra di essa come uno scudo.
Sarebbero quindi arrivati sulla Terra per estrarre l'oro, servendosi di minatori da loro creati e resi in schiavitù, che dopo 200.000 anni si ribellarono e smisero di fare quel lavoro di sottomissione. A quel punto i Nefilim avrebbero decisero di creare una razza sottomessa, quella umana, per estrarre l'oro al loro posto. In Sud Africa nelle più antiche miniere d'oro conosciute, gli archeologi hanno trovato le ossa di Homo Sapiens e manufatti che risalgono ad un periodo che va dal 100.000 al 50.000 avanti Cristo. Per Zecaria Sitchin siamo stati creati dai Nefilim circa 300.000 anni fa.
Sitchin pensa che siamo stati creati dai Nefilim attraverso degli esperimenti genetici Come avrebbero potuto fare tutto questo da soli?
Sembra abbiano ricevuto un aiuto esterno al sistema solare, il quale venne da una fonte: i Nefilim, gli abitanti di Sirio.
Sarebbero atterrati nell'oceano ed emersero in una forma per metà pesce e per metà umana. A un certo punto avrebbero decisero di andarsene, ma vollero lasciarsi dietro un certo livello di consapevolezza.
La preparazione simultanea di questa creazione o trans-inseminazione fu effettuata su Sirio B o, più precisamente sul terzo pianeta orbitante intorno a Sirio B, viaggiarono sino a raggiungere la Terra. Queste due razze separate avrebbero creato la nostra razza. Una proveniente da Nibiru (i Nefilim) e una proveniente da Sirio.
Sempre secondo Sitchin, nei testi sumeri del dodicesimo pianeta si leggerebbe che: dopo che i Nefilim ci crearono per lavorare nelle miniere d'oro in Africa, alcuni di noi furono portati in Mesopotamia per partecipare alla costruzione dei Giardini dell'Eden. Gli "dei" ci amavano perchè ci avevano creati a loro immagine, ma nel giardino dell'Eden dove i Nefilim tenevano i loro frutteti, ci fu detto di non consumare il frutto di un determinato albero, chiamato l'albero della conoscenza.
A quanto pare Noi disubbidimmo, mangiammo il frutto e ottenemmo la conoscenza, che loro ci volevano negare. Ottenere la conoscenza fu per noi un evento efficace perché potèmmo imparare a riprodurci sessualmente. Fino a quel momento eravamo degli ibridi, un incrocio tra due specie differenti e come tutti gli ibridi non eravamo in grado di riprodurci. Sitchin interpreta i testi sumeri dicendo che siamo un incrocio tra i Nefilim e l'uomo Herectus, il predecessore del'Homo Sapiens.
Per i Nefilim, il fatto che non volessero farci riprodurre, sarebbe stato riconducibile al fatto che gli permetteva di mantenere il controllo sul loro esperimento, noi. La conoscenza acquisita dal frutto proibito non sarebbe stata puramente scientifica. Sarebbe stata la nozione di come procreare, di come trasformaci da esseri ibridi a esseri in grado di riprodursi e creare una loro specie indipendente. I Nefilim si arrabbiarono e ci ordinarono di lasciare i giardini dell'Eden. Secondo gli studiosi dei testi antichi gli archivi Sumeri sono precedenti a quelli della Bibbia, e le storie della creazione biblica sembrano essere dei riassunti dei testi sumeri.
Nonostante ci avessero costretto a lasciare i giardini, i Nefilim ci consentirono di coltivare per alimentarci, andammo in un'area montagnosa a oriente della Mesopotamia. Secondo Thot rimanemmo in quel luogo per molto tempo, fino a quando avvenne un importante cambiamento della consapevolezza e un nuovo spostamento dei poli. Quel continente s’inabissò. Molti dei sopravvissuti andarono in africa, ma i più evoluti raggiunsero Lemuria, una terra che emerse sopra le acque quando l'altro continente s’inabissò.
LEMURIA
Il continente di Lemuria esistette per un periodo tra i 60.000 e i 70.000 anni.
Allora la consapevolezza dell'umanità sarebbe principalmente stata intuitiva e femminile. Avrebbero raggiunto una tecnologia che noi non potremmo nemmeno immaginare. Possedevano delle bacchette divinatorie che si attivavano solamente quando la mente e il cuore erano collegati.
Erano ben consapevoli che il loro continente stava per inabissarsi, questo gli permise di prendere tutte le precauzioni del caso.
Quando il continente era vicino alla sua fine i lemuriani decisero di emigrare da Lemuria in una zona che a sud si estendeva fino al lago Titicaca e a nord sino al monte Shasta, in California.
ATLANTIDE
Quando Lumuria sprofondò ci fu uno spostamento dell'asse dei poli, a seguito del quale che provocò lo sprofondamento di Lemuria e l'emersione di nuove terre tra cui la massa terrestre di Atlantide.
I mille Maestri immortali della scuola di Misteri di Naacal di Lemuria si trasferirono ad Atlantide, presso una delle 10 isole chiamate Undal, la prima cosa che fecero fu di costruire un muro nel mezzo dell'isola da nord a sud che la tagliava in due.
Dopo ciò eressero un muro di dimensioni più ridotte da est a ovest, dividendo così l'isola in quattro parti. Questa struttura ricorda la mente umana che è divisa in due emisferi con un corpo calloso che vi corre in mezzo. L'emisfero sinistro che è quello maschile si basa sulla logica, mentre l'emisfero destro femminile si basa sull'esperienza e sull'intuizione. Ma la parte maschile possiede in se anche una componente femminile, e quello femminile possiede una parte maschile o logica. Sono i quattro quadrati della mente umana.
Quando i maestri completarono la divisione dell'isola si divisero in due, metà di loro si stabilì da una parte dell'isola e l'altra metà dall'altra.
I maestri del lato sinistro diventarono dei logici mentre quelli che si stabilirono dalla parte destra dell'isola diventarono degli intuitivi.
Ogni persona fu affidata alla corrente della sua particolare natura. I Lemuriani che si erano stabiliti nella regione che andava dal lago Titicaca sino al monte Shasta non sapevano perché, ma improvvisamente sentirono il bisogno di emigrare verso Atlantide. Vi furono attirati dai vortici di energia creati dai maestri immortali.
Lo schema evolutivo di Lemuria sarebbe stato tale che i suoi abitanti avrebbero sviluppato solo la natura di 8 dei 10 vortici dell'Albero della Vita. Quindi i Lumuriani emigrarono solo verso 8 dei 10 luoghi stabiliti, che divennero le città più importanti di Atlantide, ed i restanti 2 vortici rimasero vacanti.
Da allora cominciarono i problemi.
I due vortici di energia rimasti vuoti finirono per riempirsi di razze extraterresti non invitate, che finirono per unire la loro consapevolezza con quella umana e divennero parte del nostro sistema evolutivo.
La prima razza extraterrestre ad approdare sulla terra sarebbe stata quella degli Ebrei, la cui origine è sconosciuta. Furono d'aiuto in molti modi poiché portarono informazioni molto avanzate che noi non possedevamo ancora.
Il vero problema sarebbe stato la seconda razza extraterreste che approdò sulla terra.
Venivano da Marte.
Non il pianeta Marte così come lo conosciamo noi, ma com'era circa un milione di anni fa.
A quei tempi Marte sarebbe stato un bellissimo pianeta pieno di vita, così come lo è la Terra.
Gli abitanti di Marte, però, soffrivano perché il loro pianeta stava morendo a causa degli effetti della "rivolta di Lucifero”.
Il problema dei Marziani non era stato causato da Lucifero in persona, piuttosto de un personaggio simile.





LA RIVOLTA DI LUCIFERO
Lucifero sarebbe uno degli Angeli più potenti, ma avrebbe un grande difetto: pensare di valere quanto Dio stesso.
Lucifero conoscerebbe lo schema della creazione, la Merkaba, che all’inizio era stato concepito per operare solo interiormente, mantenendo intatti il corpo emotivo e quello mentale, in modo da creare una protezione a tutti i livelli.
Lucifero avrebbe preferito la strada più breve e semplice applicando lo schema esteriore, creando così una separazione tra lui e Dio.
Creò una Merkaba solo esteriore.
All’inizio la cosa non gli creò problemi, anzi dall'alto della sua presunzione fece questo ragionamento, disse a se stesso: "Dio opera interiormente, mentre io esteriormente, sarà sempre la stessa vecchia Merkaba".
Che è un po’ come dire che l'Amore e l'odio sono la stessa cosa.
Esteriorizzare la Merkaba era una cosa molto, ma molto più seria.
Questo esperimento contro la volontà di Dio sarebbe stato tentato tre volte in precedenza prima di toccare il nostro Pianeta e tutto sarebbe sempre finito in un caos totale.
L'ultima rivolta di Lucifero sarebbe avvenuta 200.000 anni fa e, in quell'occasione, egli avrebbe convinto molti Angeli a passare dalla sua parte.
Sembrerebbe che la popolazione abitante Marte sia morta in seguito ad un altro conflitto con Lucifero.
Lo sviluppo del solo emisfero sinistro del cervello, quello legato alla logica e alla razionalità, farebbe completamente dimenticare la valenza e l'importanza dell'Amore, unitamente alla creazione della dualità: Bene-Male.
Un esempio di razza di questo genere è sarebbe rappresentato dai Grigi.
Essi sarebbero i discendenti dei marziani, una delle razze aliene che starebbe visitando il nostro Pianeta adesso.
Quando i Marziani arrivarono ad Atlantide portarono con loro gli effetti della rivolta di Lucifero e ciò provocò la catastrofe.
Il problema dei Marziani sarebbe stato quello che avrebbero avuto una cultura impregnata solo di conoscenza intellettuale, loro comprendevano tutto attraverso la logica, e la razionalità, avevano perso l'uso del corpo emotivo, legato all'intuizione e all'Amore, non provavano alcun tipo di sentimento, se non una gran voglia di prevalere sugli altri dominandoli attraverso le loro conoscenze tecnologiche.
Di conseguenza sarebbero stati coinvolti in un conflitto continuo e avrebbero distrutto la loro atmosfera, proprio come staremmo facendo noi adesso.
Mentre Marte stava morendo, un piccolo gruppo dei suoi abitanti avrebbe costruito delle strutture che noi abbiamo catalogato come Cydonia, con un enorme volto umanoide.
I monumenti che la nave spaziale Viking ha fotografato su Marte nel 1976.
Questi monumenti rappresentano con dettagli di grande raffinatezza matematica i vari livelli della forma di una Stella-Tetraedro inserita in una sfera, e descrivono anche il modo in cui i Marziani crearono la loro sciagurata Merkaba esteriore.
I marziani sarebbero stati in grado di viaggiare attraverso lo Spazio-Tempo e di decidere quali fossero il tempo e lo spazio ideali per entrare nel nostro Pianeta.
Videro Atlantide e decisero che sarebbe potuto andare bene.
Fecero il loro ingresso contro la nostra volontà, avrebbero cercato di imporsi immediatamente ma fallirono, perché in pochi.
Alla fine avrebbero deciso di penetrare attraverso il nostro lato femminile, anche se non riuscivano a comprenderlo e ad accettarlo.
Si rivelò una buona mossa.
Per 50.000 anni agirono in questo modo, senza però raggiungere dei grandi risultati.
La loro influenza su di noi sarebbe stata così forte che iniziò a mettere in moto un processo di spostamento della nostra consapevolezza, dal lato femminile a quello maschile.
Non ci dovrebbe essere stato un passaggio definitivo, ma la nostra coscienza fu distorta in maniera considerevole.
I MARZIANI AD ATLANTIDE
Quando i Marziani s’inserirono nel nostro schema evolutivo ad Atlantide, noi avevamo raggiunto un livello paragonabile a quello di una ragazzina di 13 o 14 anni, mentre loro avevano un livello pari a quello di un uomo di 65 anni.
Pertanto s'imposero nel nostro schema evolutivo contro la nostra volontà.
Avrebbero potuto tranquillamente sopraffarci se solo fossero stati un numero superiore.
Ma erano troppo pochi e furono costretti a rispettare il nostro ingenuo schema evolutivo, almeno per qualche tempo.
Nonostante i continui conflitti le cose procedettero abbastanza normalmente fino a circa 16.000 anni fa.
All'epoca un meteorite colpì il nostro Pianeta nel punto in cui si trova l'attuale Charlestown, nella Carolaina del Sud.
Gli Atlantidei avrebbero posseduto una cultura molto evoluta, che li portò a rendersi conto del pericolo proveniente dal cielo.
Avrebbero avuto la tecnologia per respingere la cometa fuori dal cielo.
I Marziani avrebbero voluto usare la loro tecnologia per distruggere il corpo celeste che stava per colpire il Pianeta, ma nonostante la grande influenza che avevano su di noi, ebbe il sopravvento la parte femminile degli atlantidei, che diceva che se ciò doveva accadere era sicuramente la volontà di Dio.
Così il meteorite colpì il pianeta, nella parte abitata principalmente dai Marziani. La maggior parte della regione sprofondò. Per i Marziani sopravvissuti fu l'ultima goccia.
I sostenitori convinti della Merkaba esteriore decisero che non avrebbero più seguito il nostro modo di pensare e avrebbero continuato per la loro strada.
Avrebbero deciso di mettere in atto un altro esperimento luciferino, come avevano fatto un milione di anni prima su Marte e che aveva dato origine al veicolo esteriore.
Tuttavia non possedevano ancora la capacità di creare la Merkaba interna, poiché negli anni sulla terra non si erano mai veramente interessati al loro sviluppo della parte femminile, quindi non avevano un corpo emotivo e di conseguenza non avevano e non provavano Amore per niente e nessuno.
Senza questo elemento, non avrebbero potuto creare il campo di contro rotazione, per la creazione del corpo unico.
Credevano di avere la capacità di creare la Merkaba esteriore.
Nel tentativo di crearla, avrebbero intensificato la patologia della rivolta di Lucifero sulla terra e avrebbero fallito miseramente.
Persero il controllo dell'esperimento, in seguito al quale i livelli tra le dimensioni cominciarono a schiudersi, provocando l'arrivo di milioni di spiriti che non avrebbero dovuto trovarsi sul pianeta, entità fino a quel momento confinate in altri mondi dimensionali.
Quest'ultimo colpo fu fatale il pianeta fu travolto dalla follia.
Immaginatevi milioni di spiriti di entità telecinetiche, urlanti, terrorizzate e dotate di alte capacità medianiche che scorrazzavano non solo nell'atmosfera ma anche nella mente e nello spirito degli abitanti del pianeta.
I Maestri ascesi sarebbero stati di grande aiuto, per chiudere e sigillare le principali fenditure che si erano create tra le dimensioni.
Questo esperimento fallito si verificò circa 16.000 anni fa, e per i successivi 4.000 anni le cose non fecero che peggiorare.
I Maestri ascesi che rappresentavano l'aspetto superiore della nostra specie, il più alto livello di consapevolezza mai raggiunto su questo pianeta, si elevarono fino al decimo, undicesimo e dodicesimo sovratono della sesta dimensione in cerca di aiuto.
Volevano trovare un modo per salvare tutti.
Tutti perché dal loro punto di vista fatto di Amore e Unità, era inammissibile salvare solo gli atlantidei e far morire i marziani e le entità che avevano invaso il pianeta.
Pertanto si diedero da fare per trovare il modo migliore affinché non ci fossero vincitori e vinti ma solamente dei vincitori.

LA MERKABA
Tutti hanno un corpo fisico, uno mentale e uno emotivo.
Ciascuno di questi corpi avrebbe una forma a tetraedro.
Sarebbero tre campi energetici uguali e sovrapposti uno all'altro.
L'unica differenza che ci sarebbe: solo quello legato al corpo fisico è fermo e non ruota.
La Merkaba sarebbe stata creata dalla contro-rotazione dei campi di energia.
La Stella Tetraedro mentale sarebbe di natura elettrica e maschile, e ruoterebbe verso sinistra.
La Stella Tetraedro emotiva sarebbe di natura magnetica e femminile, e ruoterebbe verso destra.
Il legame che comprenderebbe lo spirito, il cuore e il corpo fisico e una velocità critica creerebbe la Merkaba.
La Stella Tetraedro sarebbe formata da due teraedri che si intersecano in modo da formare une sorta di stella di Davide dall'aspetto tridimensionale.
I due tetraedri intersecati rappresenterebbero le due energie, maschile e femminile in perfetto equilibrio.
Esisterebbe un tetraedro intorno ad ogni cosa, non solo ai nostri corpi.
Sarebbe l'immagine attraverso la quale vengono create tutte le cose, una serie di schemi geometrici che circondano i nostri corpi.
L'immagine inizierebbe alla base della colonna vertebrale.
Da quel punto si estenderebbe per circa 16 metri di diametro.
La sua prima forma sarebbe una stella tetraedro, poi un cubo, una sfera ed infine una piramide intrecciata.
Una volta che si sa come attivare i campi di contro-rotazione di luce, si potrebbe usare la Merkaba per viaggiare attraverso l'universo.

Governo Segreto


La velocità é il fattore determinante, e chi controlla i fattori esterni a noi ignoti ne é consapevole e tende reti sempre più sottili e forti per renderci sempre più ciechi; gli obiettivi si fanno sempre più ambiti ed il sistema si rafforza sempre di più. (6)

Il Governo segreto, altrimenti conosciuto come:
• gli Illuminati
• i Bilderberger
• la Commissione Trilaterale
• il Consiglio delle Relazioni Estere
• etc.
in realtà il nome con cui viene chiamato non è importante, quello che è importante è sapere chi sono, che cosa vogliono e come agiscono.
Ai più potrebbe sembrare fanta-politica, ma la vera fanta-politica sarebbe quella che c’è propinata dai media, giacché non reale, anzi frutto di manovre e macchinazioni del Governo Segreto.
Chi sono i Membri?
Il governo segreto è composto dalle circa 2000 persone più abbienti del pianeta Terra.
Controllerebbero chi viene eletto a governare i paesi, quando come e dove far scoppiare una guerra, e quando questa non deve avvenire.
Controllerebbero l'andamento valutario delle singole monete, l'inflazione e di conseguenza la ricchezza e la povertà dei vari stati.
Terrebbero sotto controllo le carestie che colpiscono le popolazioni, per tenerle assoggettate al loro di controllo, in modo che con l’instaurazione di governi fantoccio, riuscirebbero a sfruttare le risorse naturali di questi paesi.
Avrebbero complicità ad alto livello con membri importanti dei vari staff.
I vari capi di governo molto spesso sarebbero inconsapevoli di essere manovrati.
In questo modo riuscirebbero a controllare le scelte e le decisioni degli stessi.
E se ci fossero dei governanti poco controllabili, sarebbero eliminati senza scrupolo.
La stessa sorte toccherebbe anche alle persone del mondo degli affari che rivestono cariche importanti che ad un certo punto inizierebbero a ledere i “loro” interessi.
Tra le loro fila si troverebbero personaggi molto importanti dei servizi segreti, che sarebbero alle dirette dipendenze del Governo Segreto.
Ad un certo punto del nostro passato, il Governo Segreto avrebbe avuto contatti con civiltà aliene, poco raccomandabili, come i Grigi.

Coscienza Cristica


Questa cecità indotta dal sistema ci rende molto vulnerabili dai fattori esterni a noi ignoti. (5)

La coscienza Cristica, è il livello di coscienza al quale sarebbe chiamata l’ umanità.
Il pianeta terra e l’Uomo starebbero seguendo il loro percorso di evoluzione, ad un livello:
• fisico
• emotivo
• mentale
• spirituale.
Saremmo ora al secondo livello della scala evolutiva.
Nell'universo esisterebbero svariate forme di vita, con aspetto, forma e livelli molto diversi.
I vari livelli di coscienza vanno da quello precedente al nostro fino al quinto.
Noi ci troveremmo ora al secondo di questi livelli.
Sulla terra si potrebbe arrivare solo fino al quinto livello, dopodiché ci dovrebbe essere una trasformazione in modo tale da trascendere la vita così come la si conosce.
Fino al quinto livello si continuerebbe l‘evoluzione sulla terra così come la si conosce ad un altro livello dimensionale.
I livelli di consapevolezza sarebbero collegati al numero di cromosomi del nostro schema genetico.
Ognuno di essi prevedrebbe un differente livello di altezza.
Il primo livello di consapevolezza sarebbe in armonia con la consapevolezza dell'Unità.
A questo punto la consapevolezza collettiva opererebbe in modo che se uno sperimentasse qualcosa, sarebbe possibile per tutti gli altri aver accesso al suo ricordo e riviverlo.
E' il tempo-sogno degli aborigeni australiani.
Il secondo livello di consapevolezza è quello in cui ci troveremmo ora.
Non si possederebbe più questa consapevolezza dell'Unità, siamo stati divisi e separati.
Al terzo livello di consapevolezza saremmo riportati al livello dell'Unità
Al terzo livello è associata un'istantanea manifestazione:
non è più il tempo del Sogno ma della Realtà.
Quando ci si ricorde qualcosa essa diventa reale.
Non è semplicemente un ricordo, ma quello di tutti gli esseri consapevoli di Cristo che mai abbiano vissuto.
Nel terzo livello si realizzerebbe una consapevolezza unica che si muove in ogni cosa: la sua chiave è il ricordo.
Questa sarebbe la vera immortalità.
Essa non consiste nel poter vivere nel corpo per sempre, perché vi sarebbe sempre uno stadio superiore da raggiungere.
Il problema da risolvere è:
• non creare una frattura nella consapevolezza mentre ci si sposta tra i differenti livelli
• non subire perdite di memoria
• essere in grado di andarsene quando si vuole
• continuare a sapere dove si è stati.
Il quarto livello di consapevolezza è privo di armonia quanto il secondo, ma rappresenterebbe un passo necessario per raggiungere il quinto e più alto livello che potrebbe essere raggiunto su questo Pianeta.
Nell'evoluzione sarebbe tutto un procedere in un unico senso che è verso l'alto.
Anche se sarebbe altrettanto vero e sperimentato o sperimentabile da tutti che si cresce attraverso esperienze apparentemente negative; si dovrebbe riuscire a vedere l'aspetto positivo, il così detto bicchiere mezzo pieno.
Se si analizzassero questi livelli di coscienza, come le prove che la vita ci mette sempre davanti, come le opportunità, allora potrebbe essere tutto veritiero.
La Coscienza Cristica porterebbe l'Umanità a sperimentare l'Amore incondizionato proprio dei Maestri Ascesi.
In una realtà di Luce, Amore e Creazione.

Cambio Dimensionale e Ascensione




Vediamo davanti a noi i nostri obiettivi, che cambiano e si fanno sempre più ambiti, ignorando totalmente il momento ed il punto in cui ci troviamo. (4)

E' da tempo che in ambienti Spirituali, Esoterici, Religiosi e Scientifici si dica che qualcosa di grande, e incredibile sta per succedere.
Secondo alcuni, si parla di fine del mondo, secondo altri di rinascita o dell'avvento di una nuova età dell'oro.
Chi ha ragione?
Chi ha torto?
Una parte di ragione si troverebbe all'interno di tutte le possibilità sopra prospettate. Con diverse parti si intende:
• ambienti spirituali
• esoterici
• religiosi
• scientifici
• In contesti sociali moderni, e così in contesti sociali di tipo tribale.
Tutto riporterebbe a dei profondi cambiamenti della nostra realtà in tutti i suoi aspetti: Scientifico
• Fisico
• Spirituale
• Economico
• Sociale
Questi cambiamenti, per quanto ci si sforzi di immaginarli, saranno molto più radicali e fantastici di quanto la fantasia possa suggerire, almeno fino ad oggi che si vive un livello di coscienza limitato, anche se questo non è esattamente vero per tutti.
Esisterebbero persone sul pianeta che sono in grado di percepire interiormente quanto stà avvenendo, così come ci sarebbero molti scienziati che sarebbero a conoscenza di una parte di questi cambiamenti.
Cosa s'intende per "Cambio Dimensionale e Ascensione"?
Per quanto riguarda tutti gli aspetti di questo fenomeno vi rimando alle singole pagine di questo sito.


Il Cambio Dimensionale.
L' universo nella sua totalità è più ampio di quanto ci si possa immaginare.
Quello che si percepisce attraverso gli organi sensoriali, è una parte, quantificabile circa col 5% della Creazione intera.
Se si pensa che il cervello, che è l'organo preposto alle funzioni dell'uomo, è attivo nella misura di circa il 5%, si presuppone che a mano a mano che impariamo ad usare sempre di più le facoltà del cervello, si apriranno mondi ancora sconosciuti.
Mondi che vanno oltre a quelli compresi fino ad ora, grazie all'utilizzo dei sensi, che sono assopiti.
Anch'essi sono attivi al 5% della loro potenzialità.
Lo stesso vale anche per ciò che si conosce riguardo il corpo, la coscienza e di conseguenza la comprensione della realtà.
Se paragoniamo un uomo ad un bambino lo si può immaginare come ad un infante di 3/5 anni.
L'universo è composto da diversi livelli di conoscenza e comprensione, se si pensa all'universo come a 100, oggi si vivrebbe a 5.
Potrebbe nascere spontanea la domanda: "Dov'è il restante 95%?".
Tutto quello che non si vede e percepisce è qui, solo che per il momento non è ancora visibile dagli occhi addormentati.
La scienza ci insegna che tutto è energia, alcune cose sono energeticamente superiori ad altre, alcune energie sono visibili ed altre invisibili.
I colori, l'uomo riesce a percepirli con i suoi occhi, i colori che vanno dal rosso al viola, e tutte le possibili combinazioni tra questi.
Si è a conoscenza che esistono altri colori non visibili agli occhi, che nella scala cromatica sono inferiori o superiori all'energia legata a quelli visibili.
Si parla degli infrarossi e degli ultravioletti.
I primi si trovano prima del rosso, i secondi dopo il viola.
Questi sono colori esistenti, anche se non si vedono ad occhio nudo, grazie ad apparecchiature apposite sono stati individuati, ve ne sono moltissimi altri ancora da scoprire.
La realtà che sarebbe percepita è molto meno di quella che esiste.
Questo è uno dei motivi per i quali i Grandi Maestri del passato e del presente, dicono che si vive in un mondo illusorio.
Il restante 95% di realtà non visibile, si divide a sua volta in vari livelli, che si potrebbero paragonare a varie classi di insegnamento, che vanno dall'asilo nido all'università.
Il nostro livello attualmente sarebbe ancora da asilo nido.
Questo restante 95% esiste parallelamente al 5% percepito, solo che non si è ancora abbastanza evoluti da percepirlo.
Tutti i livelli che non percepiti ancora sono delle dimensioni parallele.
Quando si parla di Cambio Dimensionale si intenderebbe riuscire ad entrare in sintonia con una dimensione superiore alla attuale.
Questo è quanto starebbe per accadere all'umanità, si starebbe passando alla classe superiore, cambierebbe completamente la realtà, si arriverebbe alla fine di un ciclo, ed all'inizio di un altro.
Ascensione.

L'Ascensione è il processo che permetterebbe di raggiungere il prossimo livello di comprensione della realtà, il nuovo livello di coscienza.
Potrebbero esistere diversi metodi per raggiungere il nuovo livello di coscienza, ma l'ascensione sarebbe il più straordinario e verrebbe sperimentato dalle persone che più di tutti avranno lavorato per sviluppare il Corpo di Luce.
Per sapere dove si andrebbe a finire è bene aver chiaro dove ci troviamo adesso.
E' impossibile decidere di raggiungere un obiettivo, se non si sa dove ci si trova.
Partendo dal presupposto che si sappia dove si è, si puó decidere di raggiungere l’obiettivo in diversi modi e facendo diverse strade, la stessa cosa accadrebbe all'umanità per quanto riguarderebbe il futuro Cambio Dimensionale.
Ci si troverebbe al livello di coscienza legato alla terza dimensione.
Tale dimensione sarebbe legata ad un livello di consapevolezza piuttosto limitato.
Si starebbe sperimentando un livello di separazione, dove non c'è coscienza di Unità, si vivrebbe la separazione a tutti i livelli: bene/male, maschile/femminile, bello/brutto, alto/basso, bianco/nero, e così via.
In realtà, noi saremmo tutte queste cose contemporaneamente.
Si dice che viviamo un livello di coscienza limitato, e ciò varrebbe anche per ciò che siamo realmente.
Penseremmo a noi stessi in termini esclusivamente materiali, vedremmo solo il corpo fisico e penseremmo di essere soltanto quello.
In verità siamo delle entità spirituali, siamo delle anime, siamo energia pura, siamo Amore incondizionato.
Il Cristo stesso ci ha portato questi insegnamenti dicendoci che ciò che ha fatto, tutti Noi possiamo farlo meglio.
Ma ostinandoci a vivere nella separazione, nell'egoismo, nel male, ci precluderemmo questa possibilità.
L'Ascensione sarà realizzabile quando si riuscirà a creare il Corpo di Luce, s’ intende la capacità di trasformare il corpo in energia pura, questo permetterà di viaggiare attraverso le dimensioni, e vivere realtà sconosciute.
Il prossimo livello, sarebbe la quinta dimensione, tale dimensione è il primo livello legato alla Coscienza Cristica.
Cioè il livello raggiunto dai Maestri Ascesi come:
• Il Cristo Gesù
• Il Buddha
• Krisna
e tanti altri conosciuti come Santi.
E' una realtà fatta di Amore, Luce e Pace.

3. Inconsapevolezza Interdimensionale,o Ciecitá Dimensionale



Cosa sono le dimensioni:

La realtà che percepiamo con i nostri sensi e la nostra coscienza non è che una parte di ciò che esiste.
L'universo nella sua totalità è costituito da mondi a noi sconosciuti, poiché con i nostri sensi, ancora poco sviluppati, non siamo in grado di percepirli.
Ogni dimensione è legata a questo livello di coscienza, di evoluzione spirituale.
In realtà si è tentati di dire che viviamo contemporaneamente in tutte le dimensioni, solo che il nostro livello di comprensione attualmente incarnato in terza dimensione, non è cosciente della sua totalità.
Quando dormiamo e sogniamo, risvegliandoci non siamo coscienti di quello che abbiamo sognato la notte precedente.
Perché la nostra coscienza durante il sogno è limitata alla dimensione del sonno.
Quando ci svegliamo, se siamo in grado di ricordare i sogni, siamo coscienti, anche dei sogni delle notti precedenti.
Lo stesso succede quando in un percorso di crescita spirituale usciamo piano dal torpore e dalla non coscienza, si diviene sempre più coscienti di ciò che si è in realtà.
E' come se si vedessero dall'alto tutti i pezzi del puzzle che si incastrano perfettamente. Pezzi del puzzle, che in uno stato di coscienza limitata, si riesce appena a percepire singolarmente.
Molta gente parla di Chakra e Corpi Sottili.
I Chakra e i corpi sottili, sono interconnessi fra di loro, si compenetrano costituendo un unico corpo.
Solo che al momento, visto il livello spirituale poco evoluto, si vivono ancora separatamente.
Ogni Chakra e ogni corpo sottile è in realtà connesso ai vari livelli dimensionali.
Il sistema di Chakra
È composto da 12 Chakra principali, che si estendono lungo la colonna vertebrale.
Si è a conoscenza di solo sette di questi Chakra, quando in realtà ne esisterebbero addirittura dodici, questo dal 1989, momento in cui sono stati tolti i sigilli ai cinque Chakra mancanti.
Torno a rioccuparmi delle dimensioni.
Come ho spiegato prima, il IO SONO, che è il nostro Spirito, nella sua massima espressione, è l'insieme dell'unità di tutte le nostre componenti (fisiche, emotive, mentali, animiste e spirituali), ed è cosciente dell'universo intero.
Ogni livello sarebbe connesso con una dimensione.
Le armoniche dimensionali sono dodici sottodimensioni.
Noi ora viviamo in terza dimensione.
La terza dimensione si divide a sua volta in altre dodici, cioè le armoniche dimensionali.
Tutto questo indicherebbe che in realtà esistono altri undici pianeti terra dove vi è vita (equiparabile alla nostra, o leggermente diversa).
Questi pianeti, esisterebbero esattamente dove siamo noi, sarebbero dei pianeti paralleli, che noi non possiamo vedere in quanto vibrano ad una frequenza energetica non visibile ai nostri sensi.
Quindi, riassumendo, esisterebbero dodici dimensioni a loro volta divise in dodici armoniche dimensionali, per un totale di centoquarantaquattro dimensioni.
L’ottava dimensionale superiore è a sua volta divisa in centoquarantaquattro dimensioni, e vi dovremmo accedere una volta che avremo completato il nostro ciclo evolutivo all'interno della nostra ottava dimensionale.
Come ci si potrebbe immaginare oltre a queste ottave dimensionali ve ne sono altre, pertanto possiamo dedurre quanto lontani siamo dalla fonte, che sarà la fine e il nuovo inizio del nostro viaggio.
Dalla nona, decima, undicesima e dodicesima armonica dimensionale della quarta dimensione fino a tutta la quinta e anche altre, dovremmo trovare i Maestri Ascesi come il Cristo, il Buddha, San Francesco e tanti altri.
Secondo quanto ci hanno trasmesso questi Maestri, la loro comunità è composta da 10.000 membri.
Duemila dei quali si troverebbero ora incarnati sulla terra, per aiutarci nella nostra fase di crescita spirituale.
Una volta che saremo riusciti a realizzare il nostro Corpo di Luce o MerKaBa, dovremo essere in grado di viaggiare attraverso le dimensioni, con la velocità del pensiero.
Utilizzando come veicolo il nostro corpo, che potrebbe essere in grado di trasformarsi in energia pura, e viaggiare attraverso il cosiddetto iperspazio.
Si prospetterebbe quindi per tutte le persone che lo vorranno un futuro fantastico, in quanto tutti i Maestri indicherebbero il nostro livello di coscienza attuale come il non reale.
I cambiamenti che sono stati descritti in questa e in altre pagine dovrebbero essere già iniziati, e noi ci troveremmo esattamente nel mezzo di questa fase di modificazione della coscienza, del corpo e dello spirito.

2. Accellerazione della Frequenza di Schumann



Caduta del Magnetismo della Terra


Il magnetismo terrestre è un'energia di tipo magnetico, che avvolge il nostro pianeta, dando ai poli dello stesso una polarità diversa. Come in una calamita, dove abbiamo un polo positivo ed uno negativo. Questo è un fenomeno molto semplice da produrre, infatti se noi prendessimo una barretta di ferro, ed intorno alla stessa, le avvolgessimo a spirale un filo di rame, attraverso il quale passa della corrente, ecco che per incanto la barretta avrebbe un'estremità magnetica positiva ed una negativa. Facendo passare la corrente elettrica dall'altro capo del filo di rame, quindi dall'altra estremità della barretta, si vedrà invertirsi la polarità energetica della stessa.
Il magnetismo del Pianeta Terra è prodotto dal nucleo ferroso e dalla velocità con cui la Terra ruota. Studiosi in materia hanno dimostrato che il magnetismo terrestre sta diminuendo. La frequenza di Schumann, invece, sta aumentando. L’intensità del Magnetismo Terrestre è data dalla velocità con cui il pianeta ruota sul suo asse. Quindi più velocemente gira e più il magnetismo è alto, più è lenta e più il magnetismo è basso. Detto questo possiamo dedurre che il nostro pianeta sta rallentando la sua velocità di rotazione.
Studi geologici recenti provano che questo è un evento che si verifica ciclicamente, noi ci stiamo avviando verso questa fase ciclica. Gli studi geologici hanno messo in evidenza un fenomeno, cioè l'inversione della polarità magnetica del pianeta. Come è possibile? Hanno scoperto che il magnetismo in passato è arrivato a livello zero, questo vuol dire che la terra per un certo periodo ha smesso di ruotare su sé stessa, quindi si è fermata. Questo, comunque, non è ancora sufficiente a far invertire la polarità magnetica, la quale è data da un’inversione del senso di rotazione del pianeta.
È stato dimostrato che la Madre Terra si è già fermata e poi ha ricominciato a ruotare in senso inverso.
Questa inversione di rotazione dimostra il fenomeno dell'inversione del magnetismo terrestre.
In appoggio a questi dati scientifici si è trovato, in antichi testi, testimonianze di quanto appena affermato. Ci sono antiche scritture ebraiche e altri scritti di Enoch, che parlano di un periodo definito la notte più lunga di 72 ore, così come in antichi testi Maya si trova la testimonianza del giorno più lungo sempre di 72 ore (tre giorni).
Inoltre molti profeti antichi e moderni ci hanno inviato messaggi sul prossimo verificarsi di questo evento proprio ai nostri tempi.
A fronte di questo gli scienziati devono costantemente monitorare questo rallentamento del pianeta, in quanto ciò ha reso totalmente imprecisi gli orologi nucleari di massima precisione che sono utilizzati per scandire il tempo.
Il rallentamento avvenuto fin'ora è praticamente impercettibile, ma è sufficiente ad aver fatto sì che se gli orologi non venissero aggiornati costantemente negli ultimi 10 anni, mezzogiorno corrisponderebbe alla mezzanotte.
"Risvegliarsi al Punto Zero".
Il punto zero è il momento in cui la Frequenza Schumann raggiunge il suo massimo di tredici Hertz e il magnetismo terreste il suo minimo di zero Hertz.
La velocità dell'innalzamento della Frequenza Schumann e della caduta del Magnetismo Terrestre non è costante e lineare, ma bensì esponenziale.
Tutto è iniziato molto lentamente, man mano che il tempo passa tutto ciò si verifica sempre più velocemente.
Questi fenomeni, che non sono le uniche concause dei cambiamenti che stiamo vivendo e che arriveranno al loro apice nel 2012, non accadranno contemporaneamente.
Quando la frequenza di Schumann salirà a tredici Hertz e il magnetismo terrestre scenderà a zero Hertz, quando ci troveremo al centro della Cintura Fotonica, quando effettueremo il giro di boa della precessione degli equinozi, allora e solo allora avremo raggiunto il punto zero, con la relativa possibilità di realizzare il Corpo di Luce ed effettuare il salto quantico della coscienza umana alla Quinta dimensione.
Tutto nell'universo è espressione di vita, la vita è tutto ciò che è, null'altro ci aspetta se non continuare a vivere il nostro Gioco Cosmico Multidimensionale, solo noi possiamo determinare le esperienze che vivremo, come giocare all'interno dell' Universo e che ruolo avere in tutto ciò.
Non vi è una scelta giusta ed una sbagliata, ma semplicemente la scelta migliore per poter vivere l'esperienza più elevata di ciò che siamo, anche attraverso l'esperienza di Maya (illusione), nostra grande maestra che ci permette di sperimentare tutto ciò che non siamo.

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