3 gennaio 2013
Eliminare o limitare il Contante è un regalo alle banche, è un mezzo
per il controllo della nostra vita, è un esproprio della nostra
ricchezza. Per impedire tutto ciò dobbiamo far sentire il nostro grido
di disapprovazione, per questo motivo è nata l’iniziativa Contante Libero (http://www.contantelibero.it/) una associazione informale di cittadini che difende la circolazione e l’uso del contante.
La prima iniziativa per la difesa del denaro contante è una raccolta di firme e di indirizzi mail verificati
di italiani che vogliono il Contante Libero, l’obbiettivo è far si che
questo tema entri nel dibattito politico e in campagna elettorale e
abbiamo intenzione di segnalare qualche giorno prima delle elezioni quali forze politiche sono per il Contante Libero e quali per la sua eliminazione o forte limitazione.
Facciamo sentire la nostra voce con tutti i mezzi che la rete ci
mette a disposizione e con eventi sul territorio. Non possiamo
permettere che libertà, privacy e ricchezza ci vengano strappate via
senza lottare.
Oggi 3 Gennaio 2013 33 fra blog e siti di informazione indipendente urlano contemporaneamente la nostra voce (Blog e Amici di Contante Libero). Altri si aggiungeranno in seguito, ma qui e oggi abbiamo bisogno di voi per Fare il Contante Libero:
b) Condividi Contante Libero su Facebook e su Twitter o su altri social network.
c) Manda una Mail,ne abbiamo preparata una a titolo di esempio, usate la vostra mailing list diffondetela fra i vostri amici:
Perchè Contante Libero
Il precedente scellerato governo Monti ha già messo limiti severi all’utilizzo del contante (da 2.500 a
1.000€, e pur dall’iniziale limite antiriciclaggio di 12.500) e come se
non bastasse ha obbligato le persone anziane ad aprire e/o alimentare
un conto corrente bancario per ricevere la pensione. E’ impossibile non
vedere un preciso disegno per mettere sotto il controllo delle banche e
del governo, la vita e la ricchezza di ogni cittadino italiano. Il capo
della coalizione che secondo i sondaggi si accinge a vincere le prossime
elezioni, vuole mettere limiti ancora più severi all’uso e alla
circolazione del contante (da 1000€ a 300€ fino a 50€), in questo modo
quasi ogni singola transazione verrà tracciata con il nome e il cognome
di chi l’ha fatta e il luogo e l’ora dove è avvenuta, e per ogni
passaggio di denaro le banche esproprieranno una parte della nostra
ricchezza.
Il grande fratello è qui e si chiama Bancomat, Carta di Credito, Assegno, PayPal: denaro elettronico.
Avete pensato che ogni vostra azione, spostamento, piccolo segreto,
sarà tracciato in un conto corrente o in un database a disposizione di:
- Banche
- Compagnie telefoniche
- Assicurazioni
- Società che gestiscono denaro elettronico
- E ovviamente lo Stato e i suoi funzionari, i quali avranno libero accesso a queste informazioni
Volete vivere davvero in un mondo così? Vi sentirete più al sicuro perchè tanto voi “non avete nulla da nascondere”? Davvero?
Immaginate di avere un amico/a , un hobby, un interesse che per
qualsiasi ragione desiderate rimanga una faccenda riservata, pensate sia
possibile in un mondo che preveda la sola moneta elettronica, dunque
tracciata, come mezzo di pagamento?
Scordatevelo.
E se un giorno diventerete scomodi, per eliminarvi, diffamarvi,gettarvi fango addosso sarà
sufficiente utilizzare un buon software di analisi dei dati e un’oretta
di consulenza da parte di un operatore specializzato. Può darsi che
abbiate comprato fiori e cioccolatini il giorno che “invece” avreste
dovuto “essere in viaggio con il capo”. Può darsi che abbiate fatto una
capatina di troppo al bar in orario di lavoro. Immaginate voi ogni altra
implicazione.
Ma non basta c’è di più, avete mai fatto un calcolo su quanta ricchezza rimanga in mano alle banche attraverso le transazioni con denaro elettronico?
Prendiamo alcuni dati di partenza:
1) 100€

… trasformati in impulsi digitali.
2) Le commissioni “normali” che ciascun negoziante
paga al sistema bancario per l’utilizzo di un POS, la macchinetta che
legge i bancomat e le carte di credito. Prendiamo ad esempio il Banco Posta (il negoziante poi ve le ribalterà sul prezzo del bene acquistato, non esistono pasti gratis.):

facciamo una media di 0,8% per transazione.
Cosa succede ai nostri 100€ dopo 100 transazioni?
| N. Passaggi ad un POS |
Cosa Rimane di 100€ |
Commissione
Bancaria %
|
Commissione
Bancaria in Valore Assoluto
|
Note |
| start |
100€ |
0,8% |
0,8€ |
Si parte con i nostri 100€ |
| 1 |
99,2€ |
0,8% |
0,794€ |
al primo passaggio diventano 99,2€. 80c sono andati alla banca |
| 2 |
98,406€ |
0,8% |
0,787€ |
al secondo passaggio diventano 98,406€. 78,7c vanno alla banca |
| …. |
….. |
…. |
….. |
etc etc |
| 100 |
44,79€ |
0,8% |
0,358€ |
Al 100esimo passaggio i 100€ sono diventati 44,79, le banche si sono prese 55,21€ sui 100€ iniziali |
Dopo solo 100 passaggi ad un POS le banche hanno requisito all’economia il 55,21% della ricchezza iniziale immessa nel sistema.
Le Menzogne da Smascherare
Prima Menzogna: La lotta al contante in quanto strumento fondamentale per combattere l’evasione fiscale.
Questa è l’argomentazione principale che viene usata da chi si
prodiga per avere una società senza contante. Ad una prima analisi
questa giustificazione sembrerebbe inattaccabile; tuttavia, mediante una
disamina più attenta e approfondita si scopre che il grosso
dell’evasione fiscale non ruota affatto attorno l’utilizzo del denaro
contante, ma riguarda invece transazioni decisamente più sofisticate.
I fenomeni evasivi/elusivi numericamente più rilevanti,
quali l’occultamento di ricavi e compensi o l’indebita deduzione dei
costi, vengono, infatti, messi in atto con l’impiego di strutture e
comportamenti fittizi che prescindono dall’uso del contante e
dall’obbligo di avvalersi del canale bancario per rendere le operazioni
tracciabili.
Diffondere l’idea che la maniera più efficace per contrastare
l’evasione fiscale risieda nella lotta al contante significa, dunque,
pubblicizzare volutamente un erroneo convincimento. L’evasione si
combatte mettendo a punto un quadro normativo stabile e facilmente
comprensibile, tagliando il numero degli adempimenti, instaurando un
rapporto di fiducia tra il Fisco e il contribuente e riducendo in
maniera sistematica e ragionevole la pressione fiscale tramite un
preventivo calo della spesa e dell’inefficienza pubblica.
A fronte delle sopraccitate misure, l’eliminazione del contante non
serve praticamente a nulla se non a privare milioni di cittadini (il
popolo minuto) dell’unico formidabile strumento di “dissenso di massa” che essi possono avere a loro disposizione per non essere sopraffatti da inique regole e politiche fiscali.
Seconda Menzogna: La lotta al contante non incide direttamente sulla libertà e le abitudini delle persone.
Affermazione semplicemente senza senso. Restringendo le possibilità
per gli agenti economici di scegliere come metodo di pagamento ciò che
essi considerano più adeguato, si va ad incidere per forza di cose
direttamente sulla libertà e le abitudini delle persone.
Terza Menzogna: Contante strumento scomodo ed obsoleto.
L’esperienza sostiene l’esatto contrario. Nella quotidianità
solamente l’impiego del contante permette ad alcune transazioni di
essere portate a termine in maniera celere e quindi proficua. Di
conseguenza, eliminando o riducendo ancor più drasticamente questa
modalità di pagamento, si introdurranno necessariamente in più parti del
sistema economico rimarchevoli inefficienze che, in ultima analisi,
avranno il demerito di rendere maggiormente complicata la vita delle
persone.
Quarta Menzogna: La lotta al contante è decisiva anche nella lotta ai furti e alle rapine.
«Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per
comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né
la sicurezza».
Basterebbe citare questo famoso aforisma di Benjamin Franklin, uno
dei Padri Fondatori degli Stati Uniti d’America, per dimostrare
l’illegittima sussistenza di questo assunto. Ma, poiché è necessario
essere veritieri fino in fondo, si deve anche constatare come
l’eliminazione del contante non rappresenti sicuramente la panacea
contro furti e rapine. Clonazione di bancomat e di carte di credito,
manipolazione di conti bancari, furto d’identità o anche le incresciose
aggressioni alle abitazioni dei cittadini sono tutti esempi di fenomeni
criminali sui quali la lotta al contante non può avere di certo
un’incidenza decisiva.
I blog di Contante Libero: