mercoledì 15 febbraio 2012

Diffamatori e Diffamati

Se qualcuno pensa che le accuse di diffamazione rivolte a Rosario Marcianò possano avere qualche fondamento di realtà, dovrebbe vedere da che pulpito viene la predica. Prendiamo ad esempio questo puerile (quanto volgare e offensivo) fotomontaggio:

(la fonte è questa: 
http://leoniero.blogspot.com/2012/02/si-puo-essere-piu-straker-di-rosario.html )

cliccare per vedere lo screenshot ingrandito
Non credo ci sia bisogno di altro per comprendere che cosa stia realmente succedendo, e siamo arrivati al paradosso: chi offende viene protetto, chi è offeso viene indagato.

Ma non dovrebbe sorprendere chi conosce da vicino le istituzioni. Quando venti anni fa denunciammo le violenze e le illegalità compiute nei reparti psichiatrici di Messina le forze dell'ordine rifiutarono di intervenire "perché il primario dice che è tutto a posto" (!) e la magistratura archiviò le denunce (denunce gravi di violenza personale!) in base ad una ispezione avvenuta più di un mese dopo il fatto denunciato (quando la persona che aveva subito violenza aveva già lasciato il reparto).
Informiamo quindi tutte le persone di nostra conoscenza e diffondiamo la notizia con ogni mezzo, facciamo sì che questa squallida operazione gli si rivolti contro (appena possibile prepareremo anche delle traduzioni in più lingue per informare il mondo intero di questa vicenda) E facciamo notare che ...
se la gente che parla di scie chimiche fosse davvero maniaca e paranoica, se si inventasse davvero tutto, come mai qualcuno arriva addirittura a mettere di mezzo tribunali e avvocati per metterli a tacere? Se una persona "impazzita" dovesse inventarsi la storia che io collaboro coi marziani per pianificare l'invasione del nostro pianeta, andrei forse a denunciarlo per diffamazione? No, mi metterei a ridere e lascerei stare la questione! Eppure se crediamo che le scie chimiche non esistono, che sono tutte assurde paranoie, allora dobbiamo anche credere che questa gente stia mettendo in piedi tutto questo gran casino per un futile motivo.
Di fronte ad una simile situazione le persone che "dubitano" o "non credono" alle scie chimiche, hanno il dovere morale di riflettere e comprendere che una simile manovra ha senso solo se il potere costituito deve a tutti i costi far tacere le voci scomode che denunciano il peggiore scempio di tutti i tempi.


PS: ringrazio di cuore tutti gli amici che ci hanno scritto in questi giorni per offrire la loro solidarietà, appena possibile sarete ricontattati e nel giro di qualche giorno renderemo noto per quale mezzo conviene raccogliere fondi per il sostegno legale contro la repressione in atto.
Di uno di questi amici riporto le seguenti parole sperando che l'augurio si avveri:

Che la "guerra" si inasprisse non mi sorprende affatto, anche questo fa parte dei tempi..., ma un giorno ne usciremo vincitori! Non arrendetevi!!
CORAGGIO e in bocca al lupo!!!
Link:  http://scienzamarcia.blogspot.com/

lunedì 13 febbraio 2012

Gli ILLUMINATI dietro Avaaz

Articolo di Footam ricevuto via mail.
Gli ‘illuminati’ (e Soros) controllano l’organizzazione Avaaz promotrice di varie petizioni, alcune di valido significato (vedi Acta) altre finalizzate per agevolare gli interessi degli ‘illuminati‘, come per esempio la campagna contro Berlusconi e contro Assad.
Quindi campagne di cui generalmente tutti condividiamo il contenuto hanno lo scopo di dare un’immagine esteriore di un’organizzazione che e’ vicina agli interessi dei cittadini ma che ha fondamentalmente lo scopo di utilizzare il consenso popolare per obbiettivi criminali come il tentativo di colonizzare la Siria di cui pochi sanno, per via dei mass-media legati alle lobby di potere, la verita’ su quello che sta realmente accadendo li.
Il fondatore e’ Eli Parisier (Link) che e’ presidente di MoveOn.org societa’ finanziata, guarda caso, da Soros. Nella home page di Avaaz, anche qui guarda caso, c’e’ l’immagine di Al Gore ,membro degli ‘illuminati’ (Link) – (Link) – (Link) come testimonial di questa sito di petizioni.
Infine un altro aspetto non trascurabile e’ la sede di Avaaz cioe’ New York.

 Link: http://www.stampalibera.com/?p=40913#more-40913

domenica 12 febbraio 2012

Fiscal Compact: un golpe istituzionale nazionale ed europeol’UEM

Fiscal Compact, un golpe istituzionale nazionale ed europeo

Il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell’Unione economica e monetaria, o ‘Fiscal Compact’ è stato firmato il 30 gennaio da 25 paesi su 27, tutti tranne Gran Bretagna e Repubblica Ceca. La versione ufficiale, invece, è del 31 gennaio 2012. Tutte le lingue dei paesi firmatari fanno fede, ma esiste al momento unicamente la versione ufficiale inglese. Il Fiscal Compact dovrebbe essere ratificato dai parlamenti nazionali, esiste quindi un flebile margine di manovra sui nostri deputati e il governo paraculato da Bruxelles: CALCI IN CULO ai primi e ricovero coatto ai secondi.

L’applicazione di questo Trattato è strettamente connessa alla creazione del MES, con sede a Lussemburgo: il MES è stato firmato dai ministri delle Finanze a novembre – l’ex ministro 3Monti che fa per 3 - e dall’allora presidente del gruppo misterico Economic and Financial Committee ed ex Direttore generale al Tesoro Grilli, l’attuale ministro delle Finanze nonché fratello di ventura di Monti in Bruegel.

Una nuova versione del MES è stata firmata il 2 febbraio scorso dagli ambasciatori permanenti degli Stati membri presso il Consiglio europeo ( Coreper): un vero golpe costituzionale a livello UE, un cambiamento di Costituzione effettuato fuori dalle forme previste dai testi nazionali ed europei stessi. Soprattutto perché il MES aumenta i poteri delle istituzioni europee, in violazione dell’articolo 48,6 del Trattato dell’Unione europea. Ricordiamo che il MES sarà un fondo che con la scusa di aiutarci – cioé indebitarci – ci svenerà poiché tale fondo, lungi dal diventare il prestatore di ultima istanza, come preconizzano alcuni per la BCE, diventerà il nostro strozzino/creditore privilegiato, se non ci conformiamo il MES sarà anche organo giudiziario immune da tutto. Pur di non rivelare l’arcano della creazione monetaria ex nihilo, dal nulla, la menzogna si avvita su sé stessa, si gonfia, traballa, diventa bolla e scoppia.

Sia il MES che il Fiscal Compact devono essere ratificati dai parlamenti nazionali, e per quest’ultimo una procedura di modifica della Costituzione è in atto, per costituzionalizzare il ‘pareggio di bilancio’: il Senato lo ha già approvato prima che cascasse il governo, la Camera lo sta approvando/dibattendo (?) in questi giorni (cfr. http://www.camera.it/465?area=1&tema=496&Il+pareggio+di+bilancio+in+Costituzione ) e poi dovrà essere riapprovato dalle due camere del parlamento. E’ la procedura dell’articolo 138 della Costituzione che fortunatamente prevede anche che entro tre mesi dalla pubblicazione della legge può essere sottoposta a referendum popolare, se ne fanno “domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.” ( http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131428/131434/131435/articolo.htm ). Il Fiscal Compact continua nel golpe dittatoriale di questa UE: infatti, si rendono i parlamenti nazionale e il parlamento europeo, appendici inutili e facoltative, riducendoli all’organizzazione di una conferenza per discutere ma non per decidere in merito; si coinvolge la BCE; si modificano i trattati UE e le costituzioni nazionali; si trasforma in stato giuridico/poliziesco l’UE con tanto di sanzioni pecuniarie; si toglie persino agli Stati la facoltà di decidere l’importo di titoli del debito da emettere, che vuol dire la nostra fine, metterci alla mercé degli speculatori internazionali che non aspettano altro che di occupare il nostro paese, le nostre rendite, i nostri paesaggi, la nostra posizione, le nostre terre, le nostre spiagge. E se protestiamo, Eurogendfor con sede a Vicenza agli ordini della NATO mentre i carabinieri, e altri corpi di polizia saranno resi sempre più inetti alla NOSTRA DIFESA.

Singolare la clausola sulle ‘circostanze eccezionali’: nessuna attenuante, la dittatura sanguinaria ci perseguiterà imperterrita, sia in caso di guerra, sia in caso di fame. Come se lo prevedesse, magari ha emesso qualche bel CDO per scommetterci.
La traduzione che segue è una traduzione non ufficiale della versione ufficiale Fiscal Compact in inglese a cura di Nicoletta Forcheri, che mette in grassetto e parentesi quadre le messe in evidenza.

N. Forcheri, 12 febbraio 2012. 
 
Link: http://www.stampalibera.com/?p=40835#more-40835

venerdì 10 febbraio 2012

L'attacco contro il gestore del sito tanker enemy (e diverse segnalazioni)



La prova delle scie chimiche, l'ennesima: chi le denuncia viene censurato, vilipeso, oltraggiato e poi persino denunciato per ... diffamazione; la denuncia parte poi da gente che continuamente usa parole "ben poco gentili" nei confronti di chi, a dir loro, "crede alle scie chimiche".
Ma se la gente che parla di scie chimiche fosse davvero maniaca e paranoica, se si inventasse davvero tutto, come mai questa gente arriva addirittura a mettere di mezzo tribunali e avvocati? Se una persona "impazzita" dovesse inventarsi la storia che io collaboro coi marziani per pianificare l'invasione del nostro pianeta, andrei forse a denunciarlo per diffamazione? No, mi metterei a ridere e lascerei stare la questione! Eppure se crediamo che le scie chimiche non esistono, che sono tutte assurde paranoie, allora dobbiamo anche credere che questa gente stia mettendo in piedi tutto questo gran casino per un futile motivo
Di fronte a d una simile situazione le persone che "dubitano" o "non credono" alle scie chimiche, hanno il dovere morale di riflettere e comprendere che una simile manovra ha senso solo se il potere costituito deve a tutti i costi far tacere le voci scomode che denunciano il peggiore scempio di tutti i tempi.
Fate vedere questo video a tutte le persone "scettiche" "dubbiose", fate girare l'informazione, fatelo sapere a tutta Italia. Informate tutti i contatti e diffondete la notizia tramite le mailing list, facciamo sì che questa squallida operazione gli si rivolti contro.


A presto ci attiveremo per una campagna di sostegno anche finanziario per le spese legali. Ovviamente i soliti noti hanno preso al volo l'occasione per insinuare che siamo dei ladri, degli approfittatori, che parliamo di scie chimiche solo per avere una scusa per raccogliere soldi ... ma ormai ci abbiamo fatto il callo, e poi chi vuole tapparsi gli occhi non troverà sempre delle ottime scuse per non guardare in faccia la realtà.


Anche Valdo Vaccaro nel mirino dei disinformatori

giovedì 9 febbraio 2012

Il gruppo di potere che possiede l'Italia


articolo di Roberto Pacella per Byoblu.com

Il 2 giugno 1992 lo Yacht reale inglese Britannia attraccò al porto di Civitavecchia per poi fare rotta lungo la costa dell’Argentario.

 A bordo della nave erano presenti alcuni banchieri inglesi. Alcuni manager ed economisti italiani vennero invitati a partecipare ad una riunione. Tra questi: Giovanni Bazoli, Presidente del Banco Antonveneto, Lorenzo Pallesi, Presidente INA Assitalia, Gabriele Cagliari, Presidente dell’Eni, Innocenzo Cipolletta, Direttore Generale di Confindustria, e Mario Draghi, allora Direttore Generale del Ministero del Tesoro. Si discuteva delle privatizzazioni italiane. Per qualcuno si pianificava la svendita dell’Italia.


  Con il D.L. 5 dicembre 1991 n. 386, poi convertito nella Legge 29 gennaio 1992 n. 35, venivano dettate disposizioni in materia di trasformazione di enti pubblici economici, nonché di aziende autonome statali, in società per azioni. Con questo primo atto si è dato il via a quella che poi si è rivelata una vera e propria svendita dell’intero sistema industriale italiano.

  A presiedere il comitato per le privatizzazioni fu chiamato proprio Mario Draghi, ruolo che ricoprì in qualità di Direttore Generale del Ministero del Tesoro. E’ interessante notare che Draghi proveniva dalla direzione esecutiva della Banca Mondiale e che, dopo quell’incarico, diventò vicepresidente del Management Committee della Goldman Sachs. Dopo aver fatto parte dei consigli di amministrazione di banche ed aziende come ENI, IRI, Banca Nazionale del Lavoro, IMI, nel 2006 fu nominato Governatore della Banca d’Italia. In quella veste diventa anche Presidente del Financial Stability Board, organismo che si occupa di monitorare istituzioni e mercati internazionali.

 Come che sia, si cominciò privatizzando il gruppo agro-alimentare SME, azienda pubblica controllata dall’IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale presieduto all’epoca da Romani Prodi) e proprietaria tra gli altri di marchi come Motta, Antica gelateria del Corso e Surgela. Ma se da un lato era indispensabile che lo stato smettesse di fare l’imprenditore producendo panettoni o surgelati, dall’altro non si potevano dismettere aziende statali erogatrici di servizi, perché un intero sistema politico si opponeva. D’altra parte, che motivo avevano i politici della cosiddetta prima repubblica di privarsi di aziende che garantivano loro una buona rendita di posizione? Era forse necessario toglierli di mezzo? Se così fosse, sarebbe allora lecito pensare che l’inchiesta Mani Pulite non fosse nata per caso, ma fosse piuttosto un'abile azione pilotata. Ed è altrettanto lecito sospettare che Gabriele Cagliari (Presidente dell’Eni) si fosse “suicidato” perché contrario a tutta l’operazione. E ancora, che il PCI fosse stato appena sfiorato dalle indagini perché non coinvolto nella gestione del potere, se non marginalmente.

 Tant'è che le cose procedono speditamente: vengono “privatizzate” l’IRI, l’ENI, l’INA, l’ENEL, i Monopoli di Stato finchè, nel 1998, è la volta di Poste Italiane. Romano Prodi, appena divenuto Presidente del Consiglio, nomina Corrado Passera amministratore delegato delle Poste, al fine di risanare una società in forte passivo. Il piano industriale di Passera si realizza con un taglio del personale di ben 22.000 unità e con  l’assunzione di giovani sotto i 24 anni con contratti triennali di apprendistato. Ora finalmente può farlo, dato che le Poste Italiane non sono più un’azienda dello stato, ma una normale società per azioni che può agire con ogni mezzo, dovendo sottostare alle sole "leggi del mercato".  Sotto la gestione Passera viene costituita BancoPosta, una banca a tutti gli effetti ma con i vantaggi che la posizione dominante di Poste Italiane gli procura e con una distribuzione capillare sul territorio italiano da oltre 14.000 sportelli. Come mai le banche, sempre pronte a difendere i loro interessi, non sollevano la benché minima obiezione contro un'operazione avvenuta in regime di palese concorrenza sleale?

  Fatto sta che Corrado Passera, dopo il suo incarico alle Poste, viene chiamato da Banca Intesa, nata dall’integrazione di Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto. Anche qui è interessante notare come sia avvvenuta la composizione del mosaico. L’Ambrosiano Veneto nasce dalle ceneri del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, fortemente legato allo IOR (Istituto di Opere Religiose con sede in Vaticano). Dopo la liquidazione del Banco Ambrosiano un gruppo di banche pubbliche e private (tra cui BNL, IMI e Istituto San Paolo di Torino) accetta di partecipare al salvataggio dell’istituto, La presidenza del Nuovo Banco Ambrosiano viene affidata a Giovanni Bazoli (sì, quello del Britannia). Quindi, grazie alla fusione con la Banca Cattolica del Veneto, l'istituto diventa poi il Banco Ambrosiano Veneto. Banca Intesa, invece, diventa Intesa San Paolo, dopo la fusione di IMI con il San Paolo di Torino che origina il San Paolo Imi grazie all'acquisizione del Banco di Napoli e di una serie di banche locali. Corrado Passera è uno degli artefici di questa catena complessa di integrazioni.

 Nel 2008, appena eletto, Berlusconi lo chiama al salvataggio di Alitalia e si pone nella cordata di imprenditori che rileveranno la compagnia ed oggi, come sappiamo, è Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti nel governo presieduto da Mario Monti. Nel frattempo Mario Draghi (dopo l’uscita di scena di Dominique Strauss-Kahn) è stato nominato Presidente della Banca Centrale Europea. Questo gruppo di potere ha illuso il PCI-PDS-DS, ora PD, di esserne parte, ma quando si è trattato di cedergli le briciole (vedi l’acquisizione di Unipol di Giovanni Consorte) ha mostrato il suo vero volto.

  La verità sfugge, oleosamente mimetizzata nell'avvicendarsi dei fatti, ma vi sono dubbi significativi che questa girandola di eventi e persone, sempre le stesse, non sia frutto di coincidenze. Si tratta in ogni caso di una ristretta élite che pianifica le sorti di un intero popolo, attraverso la persecuzione di strategie affaristiche le quali si intrecciano saldamente alla politica. Una volta i re venivano investiti dell’autorità divina (abbiamo avuto anche un “politico” che si diceva unto dal Signore) ma quelli erano altri tempi. Ciò che risalta è la genuflessione della nostra classe dirigente al potere economico.

  Per questo, ogni volta che sentite parlare di privatizzazioni, è bene che vi facciate più di una domanda.
Roberto Pacella

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