venerdì 18 febbraio 2011

SINDROME DI MORGELLONS - MISTERO DEL NUOVO MILLENNIO

Cos’è Morgellons?
E’ una malattia che non ha una definizione convenzionale, ancora. Venne così chiamata dalla mamma di una bambina che presentava strani sintomi cutanei, analoghi a quelli di una patologia di cui la donna aveva letto in un testo medico del 1600, per la precisione in una lettera scritta ad un amico da sir Thomas Browne (1605-1682), un erudito inglese che si interessò a varie branche del sapere, sentendosi influenzato dalla rivoluzione scientifica apportata da Bacone. In quella lettera  Browne descriveva parecchie circostanze mediche da lui riscontrate, compreso il fatto che in Linguadoca vi era una endemia chiamata Morgellons, che colpiva i bambini più che gli adulti, i quali presentavano una 'crescita di capelli' non in testa ma sul retro del corpo, unita a convulsioni e tosse. Ho trovato la lettera e riporto il passo in cui si accenna al Morgellons:
"Hairs which have most amused me have not been in the Face or Head, but on the Back, and not in Men but Children, as I long ago observed in that Endemial Distemper of little Children in Languedock, called the Morgellons, wherein they critically break out with harsh Hairs on their Backs, which takes off the Unquiet Symptomes of the Disease, and delivers them from Coughs and Convulsions"

Certo se il Morgellons fosse stato già noto allora, nel XVII secolo e in una regione francese, come mai oggi quasi nessuno lo conosce? E chi lo aveva per primo chiamato così? Dove si era manifestato la prima volta? Ma è davvero sovrapponibile al morbo di questo nostro XXI secolo?
La signora Mary Leitao (biologa), che oggi è Presidente della Fondazione di Ricerche Morgellons, madre della piccola paziente, trovò diverse corrispondenze tra la malattia di sua figlia e quanto descritto da Browne e chiamò allo stesso modo il morbo sconosciuto. I fatti risalgono al 2002 in America, a McMurray (Pennsylvania). La figlia di Mary non riusciva a trovare un medico in grado di capire quale fosse il suo male, ma finalmente -grazie anche ai suoi 'sospetti' che si trattasse di una patologia 'nuova'- alcuni medici le diedero ascolto. Non potendo includere i suoi sintomi in nessuna delle patologie (nemmeno rare) esistenti, sentirono di doverne diagnosticare una del tutto ‘nuova’ e misteriosa, che denominarono Morgellons e aderirono alla MFR (Morgellons Research Foundation). In essa vengono da allora studiati tutti quei casi ‘irrisolti’ che sono giunti alla loro osservazione in anni precedenti (dal 1956 al 2007) e che presentano peculiarità analoghe a quelle della figlia di Mary. Erano state classificate come parassitosi ma non erano curabili come tali; inoltre quei casi si erano dimostrati molto diversi rispetto alle altre forme di parassitosi, con sintomi sistemici e non solo localizzati. Tali pazienti si videro appioppare affrettatamente anche una diagnosi generica di malattia psichiatrica (“allucinosi parassitaria”), in quanto generata da ‘autosuggestione’, mentre sembra che i medici di questi pazienti abbiano osservato che i sintomi della malattia precedono gli effetti ‘impressionabili’. E dopo che ci si documenta un poco, si capisce perché i pazienti comincino comprensibilmente ad ‘agitarsi’ e preoccuparsi fino a giungere a delle possibili crisi nervose!
I sintomi
Le caratteristiche peculiari del morbo di Morgellons sono tre:
bulletLesioni cutanee (tipo una ‘comune’ puntura da insetto) sulle quali sono presenti granelli neri o bianchi, simili nel formato ai granuli di sabbia. Con un microscopio -ma anche ad occhio nudo- è possibile vedere la presenza di  “filamenti” di fibre bianchi, blu, rossi o neri (i più comunemente individuati) che diventerebbero fluorescenti alla luce ultravioletta. E' riferita anche la fuoriuscita di un' gel' scuro dalla pelle.Tali filamenti possono comparire anche sulla pelle intatta e le lesioni possono essere secondarie alla loro insorgenza a causa del fastidio avvertito dai soggetti (prurito o dolore intensi) che iniziano a grattarsi procurandosi fino a severe lesioni. Queste ‘fibre’ non sono di origine naturale ma apparterrebbero a quella categorie di materiali ‘artificiali’ costruiti dall’uomo per mezzo delle cosiddette ‘nanotecnologie’. Tali fibre fondono a oltre 700 gradi centigradi (la nostra pelle a 74 circa). I filamenti sarebbero stati confrontati con oltre 90.000 composti presenti nel database del laboratorio del Centro per lo studio del morbo di Morgellons della Oklahoma State University Center for Health Sciences di Tulsa, senza tuttavia  riscontrare niente di simile.
bulletSensazione che ‘qualcosa’ cammini sotto la pelle, si muova, a volte in modo intermittente altre volte continuativamente, provocando disagi di diverso tipo. Può venire interessata tutta la pelle oppure essere limitata al cuoi capelluto, al naso, alle orecchie, al viso, sotto le ginocchia…
bulletDolori muscolo-scheletrici di vara entità e interessanti diversi distretti corporei; talvolta si accompagna la comparsa di prematuri segni di degenerazione dei dischi vertebrali.
bulletSono stati segnalati inoltre limitazioni funzionali tali da interferire con le attività quotidiane; disturbi gastro intestinali; a livello cardiologico sono stati rilevati sintomi di tachicardia e miocarditi; disfunzioni cognitive, come alterazioni della memoria di breve durata, deficit di attenzione, aumento dell’impressionabilità, ossessioni.
Chi se ne sta occupando
Inizialmente la signora Mary Leitao, oggi presidente della MFR, fu oggetto di pesanti critiche da parte della comunità medico-scientifica, che la tacciò di aver orchestrato una messa in scena. Quando si vide recapitare un numero attorno alle settemila email –si dice- di persone che erano affette dagli stessi sintomi (o avevano in casa propri cari malati di quella strana patologia) non si perse d’animo e continuò la sua ‘battaglia’ riunendo tutte le risorse e le forze disposte a prendere parte ad un vero progetto di Ricerca.
Il ristretto numero di medici della MFR decise di estendere i propri intenti a tutti i professionisti sanitari che si sentivano coinvolti in tale ricerca, coloro che avevano avuto modo di entrare in contatto con pazienti affetti da quella ‘strana’ e altamente invalidante patologia, facendo opera di divulgazione per farla anzitutto conoscere, primo passo per una presa di coscienza del problema.
I pazienti afflitti dai sintomi sopra descritti riferiscono di aver peregrinato assai da un medico all’altro, da uno specialista all’altro denunciando la mancata sensibilità di costoro nello studiare la loro patologia; di aver ricevuto scetticismo, derisione, frettolose rassicurazioni di una guarigione che mai arriva. I rimedi generici loro prescritti si sono dimostrati inefficaci e ancor peggio, si sono talvolta ritrovati come cavie per meri scopi economici (forse per testare su di essi nuovi prodotti farmaceutici facendo leva sulla speranza di trovare una soluzione al loro problema clinico).  Il team della MFR si è posto come obiettivo di dare una connotazione nuova alla malattia di questi pazienti, anzitutto raccogliendo i dati necessari per poterla definire eticamente. Oggi il sito della fondazione conta quasi dodicimila iscritti, per la maggiore abitanti in California, Florida e Texas, zone che sembrano essere tra le più colpite dall’oscura sindrome. Contempla specialisti di diverse discipline (neurologi, chirurghi, epidemiologi, infermieri professionali e altre figure sanitarie), che collaborano con i pazienti e i loro parenti al fine di raccogliere un database (Registro) di informazioni più completo possibile. E’ nato così il primo studio che ha coinvolto i pazienti teoricamente affetti da malattia di Morgellons per scoprirne cause e trattamenti. Sono stati sottoposti ad esami ematici, dermatologici, psichici, a biopsie cutanee e a breve si dovrebbero avere dei risultati più specifici in merito alle attuali conoscenze della malattia misteriosa.
Recentemente un organo sanitario ufficiale statunitense, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta) ha dichiarato di ‘voler vederci chiaro’ e, insieme alla Kaiser Permanentes’s Northern California Division of Research ha iniziato uno studio per cercare di rispondere alle molte richieste di informazione e aiuto sopraggiunte numerosissime dai cittadini e dai medici, i quali versano anch’essi spesso ancora nell’ignoranza e non sanno cosa sia il morbo di Morgellons, che avrebbe colpito oltre ventimila individui negli Stati Uniti. Il 16 gennaio 2008 si è tenuta una riunione scientifica del CDC, nel Texas, a Sant’Antonio, a cui hanno partecipato medici, microbiologi, scienziati, veterinari, che tentano di dare delle risposte sanitarie in materia. Era presente anche il direttore della MFR per ribadire le prospettive dei pazienti –in gran numero di età infantile- e dei parenti, oltre che tracciare la ‘breve’ storia o profilo del morbo. Sono state presentate anche discussioni in merito alle strategie da adottare per migliorare il corso della ricerca. Nel corso di tale evento è stata fornita una descrizione congiunta(1)della malattia: "Morgellons is an unexplained and debilitating condition that has emerged as a public health concern.  Recently, the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) has received an increased number of inquiries from the public, health care providers, public health officials, Congress, and the media regarding this condition.   Persons who suffer from this condition report a range of coetaneous symptoms including crawling, biting and stinging sensations; granules, threads or black speck-like materials on or beneath the skin; and/or skin lesions (e.g., rashes or sores) and some sufferers also report systemic manifestations such as fatigue, mental confusion, short term memory loss, joint pain, and changes in vision".
In America, dal 2004 ad oggi, l’argomento ha trovato spazio su diverse testate giornalistiche anche di prestigio. Tra gli altri, il Daily Mail (18/9/2007), il News Scientist Magazine (12/9/2007), The Wall Street Journal (13/9/2007), Los Angeles Time (13/11/2006), Washington Times (27/6/2006), Chicago Tribune (25/6/2006), San Francisco Chronicle (2/6/2006), Popular Mechanics (6/2005), Reno Gazette Journal (8/5/2004).
Esiste anche una discreta bibliografia, tutta Americana: Savely, VR, Stricher, RB “Morgellons Disease: the Mystery Unfolds” Expert Review of Dermatology, 2007, vol.2, pagg. 585-591; Morgellons Disease (letter to Editor), Bransfield RT, Psychiatric News, 2007; 42: 11, page 24; Harvey, WT Morgellons Disease. I Am Acd Dermatol.2007; 56:705-706; Psychology Today Magazine, March 6, 2007 The Morgellons Mystery; American Journal of Clinical Dermatology 2006, vol.7, Issue authored by Ginger Savely, NP, Mary Leitao and Raphael B.Stricker, MD “The Mystery of Morgellons Disease: infection or Delusion?”; Advance For Nurse Practitioners-May 2005 –National Nursing Publication’s article on Morgellons Disease authored by Ginger Savely, FNP-C and Mary M. Leitao.
Il 29 marzo 2008 si terrà ad Austin (Texas) una conferenza medico -scientifica internazionale sul Morgellons, intitolata "Searching for the UnCommon Thread" come riportato nel sito Charles E. Holman Foundation -A Source For Morgellons Disease Information, uno degli organismi sorti per lo studio della malattia.
 
E in Europa?
Pare che il morbo sia arrivato anche qui. Ne ha parlato il londinese Time già nel 2006 e numerosi sono i blog in cui viene sempre più spesso affrontato l'argomento. Mancherebbe comunque un approccio ufficiale da parte degli Organismi sanitari, almeno per il momento.
 
"Interazioni" con altre malattie
La sindrome di Morgellons è stata ‘confusa’ nel corso degli anni con una serie di patologie dalle quali sembra doversi comunque differenziare, appunto per le peculiarità che presenta. In alcuni casi il paziente riferisce di essere stato ‘punto’ da qualche insetto prima del manifestarsi di tutti gli altri sintomi oppure tale è la sensazione che ne hanno ricevuto; alcuni pazienti sono positivi ai test per altre malattie parassitarie, nonché sembrano avere beneficiato di alcuni trattamenti antiparassitari; hanno generalmente mostrato un calo delle difese immunitarie. Appare pertanto logica l’ipotesi che prima del manifestarsi della malattia vera e propria, il soggetto possa contrarre un malaugurato incontro ravvicinato con un parassita che immette nel suo organismo ‘qualcosa’?  Tali insetti potrebbero provenire dai sistemi fognari, dice la d.ssa Hildegarde Staninger, che recentemente ha prodotto una sconcertante tesi del problema, dopo aver eseguito numerose analisi laboratoristiche dei filamenti che fuoriescono dalla cute dei pazienti. Tra poco ne parleremo.
Tra le malattie con cui è stata scambiata la sindrome di Morgellons figura la Malattia di Lyme, che venne individuata nel 1975 nella omonima cittadina che dà il nome alla patologia, dai ricercatori dell’Università statunitense di Yale in base ad uno studio condotto su un gruppo di bambini che dimostrava una curiosa epidemia di artrite giovanile. I piccoli pazienti presentavano un eritema migrante dal quale sembrava conseguire poi la patologia multiorgano. Nel 1982 fu isolato e classificato il vero responsabile della malattia, da Willy Burgdorfer e A.G.Barbour; si trattava di un microrganismo appartenente all’ordine delle Spirochetales, genere Borrelia, e la specie isolata prese nome dal suo scopritore, burgdorferi. Questo avveniva in America mentre in Europa, in cui la malattia aveva connotazioni cliniche un po’ diverse, vennero isolate due specie diverse di Borrelia: garinii e afzeli (che in America sono assenti) ad opera dell’ Istituto Pasteur di Parigi. Oggi la sua definizione è che si tratti di “ una malattia infettiva sistemica causata da certe specie di Borrelia e trasmessa dagli animali affetti (piccoli roditori, ma anche altri animali, che rappresentano il serbatoio naturale dell’infezione) all’uomo attraverso vettori artropodi ematofagi del Genere Ixodes” (che chiameremo zecche). Si può venire punti dalla zecca anche stando sdraiati su un prato o durante escursioni all'aperto. I sintomi della Malattia di Lyme sono molteplici e si distinguono in due fasi principali: dopo il morso della zecca incriminata (che passa perlopiù inosservato perchè indolore) possono passare dai quattro ai sessanta giorni (tempo di latenza lunghissimo) prima di accusare i primi sinomi, dapprima a carico della cute (fase preoce) e poi una seconda fase che coinvolge altri organi, come articolazioni, SNC, cuore,occhi…La diagnosi dev’essere posta in tempi rapidi per una prognosi fausta altrimenti può evolvere drammaticamente per le complicanze o cronicizzarsi con esiti permanenti. Stando al dr. William Harvey, presidente del Comitato consultivo dei formazione della NASA (NASA Education Advisory Committee) il 94% delle persone affette da Morgellons sono state trovate positive al batterio associato alla malattia di Lyme e questo appare interessante quanto strano poichè proprio dove è più alta l'incidenza del Morgellons (California,Texas e Florida) si rileva una bassa incidenza della malattia di Lyme.
Spesso i  pazienti affetti da Morgellons sono positivi al test di Fakuda per la diagnosi di Sindrome da Affaticamento cronico che prevede l’aderenza ad almeno tre fattori oltre il principale, che è la stanchezza debilitante e persistente da almeno sei mesi, tale da non permettere la metà delle attività di vita quotidiana, in assenza di altra patologia sottostante. Gli altri sintomi -almeno tre concomitanti- devono persistere o ricorrere da almeno sei mesi e possono essere  linfoadenopatia cervicale o ascellare, dolori articolari, mialgie, cefalea atipica, faringodinia, difficoltà di concentrazione e/o memoria.
Pur trovando alcune ‘similitudini’ con il Morgellons, siamo davanti ad una sindrome diversa. Morgellons non ha a tutt’oggi una definizione ufficiale sanitaria e nosografica, che solo gli studi incrociati potranno portare a delineare.
 Le cause della malattia: ‘polveri intelligenti’ ?
In un clima ancora del tutto incerto, meno che mai si conoscono le cause di questo preoccupante morbo, che nuove indagini si prefiggono di individuare. Emergono però all’attenzione delle coraggiose quanto allarmanti teorie correlate alle sofisticate scoperte tecnologiche del nostro tempo. Provengono da diversi studiosi accreditati, che se ne stanno formando un’idea abbastanza chiara in base a  quello che hanno trovato analizzando le ‘fibre’ presenti sui pazienti. Il neurologo Edward Spencer, membro del Barkley City Council, confermando la diffusione del Morgellons, fa riferimento alle ‘polveri intelligenti’, una probabile strumento nanotecnologico. Ma che cosa significa esattamente? Chiamato anche 'smart dust' è un pulviscolo costituito da miriadi di microchip capace di mimetizzarsi nell'ambiente e di 'spiarlo' (trasportato anche da vettori inconsapevoli) captando ogni cosa come farebbero i nostri cinque sensi. Con la differenza che è invisibile.
Da dove arriverebbero queste ‘polveri intelligenti’?
Inquinamento atmosferico? Il National Register of Environmental Professional (NREP, americano) lo deve aver incluso come una delle cagioni  della malattia, se ha allestito un’apposita unità di intervento per indagare su eventuali cause ambientali. Ma forse è qualcosa di più subdolo, di più cattivo. Qualcosa che è l'uomo a creare e diffondere per scopi non meglio identificati ma come al solito a farne le spese sono gli ignari cittadini.
Il dottor Janavoy attesta che i filamenti fibrosi che fuoriescono dalla pelle dei pazienti affetti da Morgellons non hanno nulla a che vedere con l’apparato pilifero dell’essere umano, né con peli né con capelli; non si tratta nemmeno di cellule né di parassiti: sarebbero ‘nanomacchine’ veicolate da insetti. Ancora questa parola che riporta alla ‘famigerata’ nuova frontiera della scienza: le nanotecnologie, così auspicate per risolvere numerosi problemi in campi variegati…La tossicologa Hildegarda Staninger ha accertato nel 2006, tramite esami di laboratorio, che il Morgellons è collegato alla presenza di frammenti di silicone e fibre di polietilene nell’organismo dei pazienti; anche lei è del parere che questi composti si usino nell’industria nanotecnologica per incapsulare virus geneticamente modificati, detti ‘viron’, estremamente più piccoli dei già microscopici virus. Le nanofibre del resto, viaggiano in dimensioni da 100 nanometri in giù. L’istologia cutanea dei pazienti esaminati ha messo in evidenza la presenza di tubicini di vetro e di silicone, in assenza di protesi di qualsiasi tipo eventualmente impiantate nell’organismo in oggetto. La d.ssa, con il dr. Rahim Karjoo ha avanzato l’ipotesi di una possibile correlazione tra le tanto discusse ‘scie chimiche’ o chemtrails con l’incidenza della sindrome di Morgellons.  Gli aerei emettono normalmente scie di condensazione (contrails) che svaniscono dopo pochissimi minuti mentre le chemtrails hanno caratteristiche assai differenti, perdurando nell’aria per ore, allargandosi a dismisura e formando nel cielo dei veri e propri incroci geometrici, delle ‘griglie’ che conterrebbero elementi chimici dannosi per l’atmosfera, nonché –una volta ricaduti a terra – per tutto quanto tocchiamo, mangiamo, respiriamo. Analizzando dei campioni di terreno in cui erano sicuramente ricaduti residui ‘dispersi’ nel cielo dalle verosimili scie ‘chimiche’, i due citati ricercatori hanno scoperto una sovrapposizione tra gli elementi individuati e quelli presenti nelle ‘fibre’ dei pazienti affetti da Morgellons. Entrambi riconducibili non certo a strutture cellulari (estranee all’organismo umano) ma a forme nanotecnologiche dalla funzione non determinata. Costruite però dall'uomo. I filamenti si possono unire, allargare, espandere; alcuni hanno apparenze biologiche artificiali, cioè contenenti DNA o RNA, microrganismi, proteine, enzimi, plasmidi usati nell’industria delle nanotecnologie. Non ci sembra poco. Anche se il vero significato spetta codificarlo agli esperti. A meno che i due stiano facendo una crociata contro le industrie nanotecnologiche, bisognerebbe quanto meno rifletterci su. Non sappiamo se esista un reale legame tra l’inquinamento climatico, multifattoriale, e la malattia di Morgellons. Del resto, siamo già rassegnati a convivere con l’oscuro nemico che è l’inquinamento (visibile e invisibile) e che produce tante altre patologie. Ma aver cominciato a prendere coscienza di questa nuova piaga del ventunesimo secolo è già qualcosa; tuttavia la reazione più comune è di mostrarsi quasi increduli che possa esistere veramente un morbo del genere, che coglie tutti impreparati. Non si sa nemmeno bene come classificarla, come curarla, come gestirla, né di conseguenza come prevenirla e la tendenza del suo sviluppo per il futuro. Perchè Morgellons?
E’, al momento, uno dei misteri di questo neonato millennio.

martedì 15 febbraio 2011

La Sfinge avrebbe la stessa età di Gobekli Tepe?

La datazione al carbonio 14 dell'antico tempio di Gobelki Tepe ha riacceso il dibattito sulla vera età della Sfinge. Nuove prove suggeriscono possa essere 8000 anni più antica di quanto precedentemente pensato.
 
Eresia: Gobelki Tepe potrebbe essere più vecchia di quanto si pensasse! Quando un po’ di anni fa Robert Bauval, Graham Hancock, John Anthony e altri, sfidarono la datazione della Sfinge comunemente accettata, gli accademici risposero gridando “eresia!” Successivamente, Robert Schoch, professore di geologia dell’Università di Boston, ha datato il monumento di Giza intorno al 7000 a.C., due volte la data accettata, invocando un’analoga retrodatazione.

“Non ci sono proprio prove che possa essere vero” disse l’egittologa Carol Redmount dell’Università della California di Berkeley (Los Angeles Time, 23 ottobre 1991). “La popolazione di quella regione non avrebbe avuto la tecnologia, le istituzioni di governo, o anche la volontà di costruire tali strutture migliaia di anni prima del regno di Chefren.” E questa, in poche parole, era la visione condivisa da simili scienziati ed egittologi.
La Sfinge è dello stesso periodo di Gobekli Tepe? 
Potevano uomini delle caverne aver costruito la Sfinge? Gli accademici avevano di fronte un problema di fattibilità. Come potevano gli uomini delle caverne del neolitico avere costruito un tale impressionante esemplare come la Sfinge migliaia di anni prima della data di costruzione accettata per, diciamo, Stonehenge e le piramidi? In un’epoca antecedente al 3000 a.C., gli accademici velocemente mettevano in evidenza, i soli manufatti conosciuti erano punte di lancia di selce e tende per nascondersi dagli animali. In nessun modo le popolazioni del primo neolitico potevano aver costruito qualcosa di così elaborato come le piramidi giganti o la Sfinge.  

Una dichiarazione, paradossalmente, con cui gli eretici erano assolutamente d’accordo! 
Infatti, gli “eretici” credevano che la Sfinge e gli altri antichi monumenti fossero stati costruiti da una “perduta civilizzazione”, che era stata cancellata alla fine dell’ultima era glaciale, e diffondevano prove convincenti di questa fine. Ma anche quest’idea era scansata dagli accademici, i quali rimanevano risoluti nelle loro dogmatiche asserzioni secondo cui le date dovevano essere sbagliate. Poi venne la scoperta di Gobekli Tepe.
Ciò che gli scienziati accademici non si aspettavano fu la scoperta nel 1994 di un sito comprendente un massiccio, complesso ed elaborato tempio megalitico sepolto sotto gli altopiani dell’Anatolia, nel sud-est della Turchia, conosciuto come Gobelki Tepe, che significa “collina con l’ombelico”. Inizialmente, si pensava avesse un’età simile agli altri monumenti megalitici. Dai primi scavi al suo disseppellimento, Gobelki Tepe ha riservato molte sorprese. Ma nessuna in grado di “fermare il tempo” come i risultati dei test effettuati per determinare la sua precisa età.

Gobelki Tepe_fantarcheologia_superevaPer la costernazione degli studiosi accademici, la datazione al carbonio di Gobelki Tepe è uno sconcertante 11.000 a.C. , una data troppo remota per rientrare nei modelli accettati dell’evoluzione umana. Diversamente dalle date proposte da Schoch e da altri eretici, la datazione per mezzo del “Carbonio 14″ non poteva essere messa in discussione. Oggi Gobelki Tepe è considerato il più importante sito archeologico nel mondo, e situato com’è tra i fiumi Eufrate e Tigri, è considerato da qualche eminente archeologo, essere il sito del favoloso “Giardino dell’Eden”, anche solo in un contesto allegorico.
Riferimenti biblici a parte, la questione resta in piedi: chi ha costruito questo impressionante anacronismo? Uomini delle grotte? Alieni? …o una perduta civilizzazione dell’antichità? Per il momento, gli studiosi accademici si erano dati alla fuga.

Delle costruzioni vecchie di 13.000 anni così complesse ed elaborate come Gobekli Tepe, semplicemente non dovrebbero esistere per l’attuale modo di considerare la preistoria. Il fatto che esistano ha forzato l’archeologia ufficiale a ripensare le sue teorie del mondo antico e, cosa più importante, le persone che popolavano quel mondo. Nessuno, nell’ambito della scienza ufficale, è naturalmente ancora preparato a considerare seriamente la possibilità che il complesso di Gobekli Tepe possa essere stato costruito da una perduta civilizzazione che una volta popolava la Terra, e forse era più avanzata tecnologicamente di quanto si possa comunemente pensare, e che è stata spazzata via contemporaneamente allo scioglimento dei ghiacci durante la fine dell’ultima era glaciale.

Sebbene tale scenario potrebbe venire associato al “mito di Noè” - l’estinzione di un intero popolo in una grande alluvione, o qualche altra catastrofe globale intorno a 12.000 anni fa - il mondo accademico resta fermamente convinto che tale civilizzazione non esistesse. Ma dunque chi edificò Gobekli Tepe?
gobelki tepe_fantarcheologia_superevaIncredibilmente, la visione accettata dall’archeologia ufficiale, è che i nostri antenati cacciatori-raccoglitori sarebbero stati in grado di “disegnare linee dritte” dopo tutto…
Quando solo una manciata di anni prima, gli accademici non retrocedevano dal dire che gli “uomini delle caverne” i quali popolavano la regione, non potevano in alcun modo aver costruito qualcosa di sofisticato come la Sfinge, tanto meno il
sito del tempio altamente complesso di Gobekli Tepe, adesso sono costretti a rimescolare le carte e ad ammettere che si erano sbagliati. Adesso sostengono che i cacciatori-raccoglitori del Neolitico costruirono le antiche strutture, tutto da soli. Sebbene questa notevole inversione di marcia nell’opinione degli accademici, sia stata salutata da qualcuno come una “breccia”, altri restano convinti che queste antiche strutture, come la Sfinge e Gobekli Tepe, siano le tracce di una civilizzazione perduta. Comunque la pensiamo, ciò che può essere definito come certo è che la cifra di 11.000 anni a.C. per Gobelki Tepe, proveniente della datazione al carbonio, significa che possiamo riesamenare le prove riguardanti l’età della Sfinge con rinnovato entusiasmo.

Commentando il lavoro di Robert Schoch sulla nuova datazione della Sfinge, ricordiamo, l’egittologa Carol Redmount dell’Università della California disse: “Non ci sono prove che possa essere vero!” Le sue ragioni per avere questa opinione erano che le tribù di cacciatori-raccoglitori di quel periodo “non avrebbero avuto la tecnologia, le istituzioni governative o anche la volontà di edificare tali strutture migliaia di anni prima del regno di Chefren.” Noi adesso sappiamo che Carol Redmount si sbagliava.

sphinx_fantarcheologia_superevaMa Robert Schoch non era la sola voce nel deserto che proclamava un punto di vista alternativo.
Secondo certi allineamenti astroarcheologici scoperti da Robert Bauval e Graham Hancock, sono state suggerite date di gran lunga più vecchie per le piramidi di Giza e la Sfinge. Queste datazioni sono state, naturalmente, “gettate nella spazzatura” dagli studiosi ufficiali, ma con la scoperta di Gobelki Tepe, una nuova prospettiva è stata lanciata su quando venne costruito il complesso di Giza.
Stando alla cronaca, i lavori combinati di Bauval ed Hancock proposero date stabilite intorno al 10.500 per la costruzione della Sfinge, e suggeriscono come possa essere ancora più antica. In una certa misura, questo punto di vista è condiviso anche da scrittori ed egittologi. John Anthony West, la cui ricerca durante gli anni 70 e 80 gli fece concludere che la Sfinge era di gran lunga più antica di quanto gli archeologi ortodossi erano preparati ad accettare. West inoltre concluse, per di più, come ci fossero buone probabilità che potesse essere stata costruita da una civiltà ora perduta nella notte dei tempi.

Allo stesso modo di Schoch, West propose che l’erosione del piedistallo della Sfinge, dovuta all’azione delle acque, provava come il monumento in questione fosse molto più antico della data di 2.500 a.C. generalmente attribuitagli. A causa dell’evidenza dell’erosione dovuta alle abbondanti precipitazioni piovane - venne fatto osservare -la Sfinge deve essere stata edificata in un periodo prossimo a 10.000 anni fa, l’ultima volta che la regione fu teatro di precipitazioni tali da causare simili erosioni.
E in un recente studio intitolato Geological aspect of the problem of dating the great egyptian sphinx construction (”Aspetti geologici sui problemi di datazione della grande costruzione egizia - chiamata - Sfinge”) pubblicato nel 2008 e presentato presso la Conferenza Internazionale di Geoarcheologia e Archeomineralogia, sono state presentate prove che dimostrano come la costruzione della Sfinge è infatti retrodatata indietro nel tempo fino all’era pleistocenica, vale a dire 10.000 anni fa.

Dovrebbe essere osservato che il principale argomento a favore della cosiddetta “data ufficiale” di 2.500 a.C. per l’edificazione della Sfinge dipende fortemente dal confronto coi monumenti raffiguranti volti umani come quello del Faraone Chefren (2520-2494 a.C.). L’archeologia ufficiale insiste col dire che la Sfinge è un qualche tipo di monumento dedicato al Grande Faraone perchè vengono percepite somiglianze nel volto scolpito. Ma dovrebbe anche essere osservato che diversi test di tipo forense hanno dimostrato come il volto della Sfinge non è presumibilmente quello di Chefren, e dunque l’assunzione che la Sfinge venne edificata durante il regno di Chefren è lontana dall’essere certificata una volta per tutte.
Infatti, molte delle evidenze tendono adesso a supportare i punti di vista degli eretici, su come la Sfinge possa essere stata edificata all’incirca nel 10.500 a.C., diventando così praticamente contemporanea al complesso di Gobelki Tepe, entrambi con un’età di 12.500 anni.

E’interessante rendersi conto di come un crescente consenso sia pronto anche ad accettare come una “perduta” civiltà, la quale popolava le aree costiere del mondo antico possa avere costruito la Sfinge, così come le piramidi e Gobelki Tepe, prima di essere spazzata via da una grande alluvione causata dallo scioglimento delle calotte di ghiaccioo alla fine dell’ultima era glaciale, verso il 10.000 a.C. Ricerche in questo ambito sono in corso, e i prossimi aggiornamenti potranno riservare sorprese. Queste antiche meraviglie sono state costruite grazie all’aiuto di intelligenze non terrestri da una civilizzazione umana avanzatissima completamente sconosciuta? …o sono state costruite da nostri antenati cacciatori-raccoglitori, “uomini delle caverne” che popolavano la regione nord-mediorientale tra i 12.000 e i 13.000 anni fa?!

Incisioni rupestri vecchie di 12.000 anni in una grotta a Timor Est

 grotta Lene HaraA volte capita che, nel bel mezzo di una ricerca, si scopra qualcosa di straordinario e di completamente differente dall'oggetto delle nostre indagini. E' il caso di un team di archeologi e paleontologi che, sulle tracce di fossili di ratti giganti nella caverna di Lene Hara a Timor Est, si sono imbattuti in petroglifi molto antichi, risalenti probabilmente a 12.000 anni fa.
Il team del CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) stava cercando campioni fossili di ratto gigante all'interno della caverna calcarea di Lene Hara nell'arcipelago indonesiano, che si ritiene sia stata occupata da esseri umani qualche migliaio di anni fa.


Incisioni rupestri Lene HaraLa caverna era già nota per alcune pitture rupestri raffiguranti barche, animali e esseri umani. Sotto il pigmento bianco di queste pitture ci sarebbero inoltre resti di arte rupestre risalenti ad almeno 24.000 anni fa. Anche se il pigmento bianco non è stato analizzato direttamente, un frammento di calcare contenente tracce di ocra è stato datato dalla Australian National University ad oltre 30.000 anni fa.
I ricercatori, tuttavia, non erano minimamente interessati alle antiche pitture. Il loro obiettivo erano i ratti, per la precisione fossili di ratti giganti indonesiani.

Incisioni rupestri Lene Hara"Guardando in alto dalla pavimentazione della caverna verso un collega seduto su una cornice di roccia, la mia torcia ha illuminato ciò che sembravano delle incisioni sbiadite" spiega Ken Aplin. "Ho puntato la torcia e ho visto un intero pannello di facce preistoriche umane scolpite sulla parete della caverna. I locali con cui stavamo lavorando sono rimasti colpiti dalla scoperta. Hanno detto che le facce hanno scelto quel giorno per mostrarsi perché erano compiaciute del lavoro che stavamo svolgendo".
I petroglifi raffigurano dei volti stilizzati con occhi, naso e bocca. Una delle teste ha un copricapo circolare, con raggi che incorniciano il viso.
La datazione effettuata dai ricercatori dell'Università del Queensland hanno rivelato che le incisioni potrebbero essere vecchie di 10-12.000 anni.
"Registrare e datare l'arte rupestre di Timor dovrebbe essere una priorità per le ricerche future, per via della sua importanza e valore culturale nella comprensione dello sviluppo artistico del nostro passato" spiega la professoressa Sue O’Connor, che in precedenza aveva già effettuato datazioni sulle pitture della grotta.

lunedì 14 febbraio 2011

COSTITUZIONE ART. 12 13.

Art. 12
 
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.








Art. 13.
 
La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

giovedì 10 febbraio 2011

COSTITUZIONE ART. 10. 11.

Articolo 10

 

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.





Articolo 11


L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

mercoledì 9 febbraio 2011

Il caso letterario E ora indignatevi

Sono soltanto una trentina di pagine, vendute in Francia a pochi spiccioli, tre euro. Eppure da ottobre a Natale hanno conquistato la bellezza di 600 mila lettori e scalzato dalla cima della classifica delle vendite letterarie bestseller annunciati come il pluripremiato romanzo La Carte et le Territoire di Michel Houellebecq. Frutto della penna, e soprattutto dell’indignazione civile, di un illuminato 93enne.
600 MILA COPIE IN TRE MESI. Ebbene sì, l’autore del caso letterario dell’anno in Francia si chiama Stéphane Hessel, eroe della Resistenza durante l’occupazione nazista del suolo transalpino, poeta e diplomatico, nato nel lontano 1917. È il bello della letteratura: chiunque e in ogni momento della sua vita può scrivere e conquistare il mondo, o il proprio Paese. Se le parole sono vibranti e appassionate, l’età non conta.
Il caso Hessel ha colpito l’immaginario francese proprio per la passione civile di cui è capace l’autore, nonostante la sua veneranda età. O forse precisamente per questo motivo: per il fatto di aver vissuto così a lungo, pagando in prima persona, sulla propria pelle, i rivolgimenti e i rovesci della Storia. E imparando il valore dell’indignazione non violenta come motore del progresso dei popoli.
PACIFICA CHIAMATA ALLE ARMI. Indignez-vous! è una chiamata alle armi per la società francese tutta, a partire dai giovani. Un pamphlet che attinge a piene mani alle viscere dei francesi, esortati a riscrivere la contemporaneità a partire dalla propria sacrosanta, indispensabile indignazione nei confronti di un Paese, e della sua politica, che sulle questioni fondamentali ha smarrito la giusta via. Per un semplice motivo: perché ha perso la capacità di indignarsi e di ribellarsi contro l’ingiustizia.

Buchenwald e la Resistenza

Il ragionare fuori dal coro è peraltro un dono di famiglia, a casa Hessel. La madre di Stéphane, diplomatica protestante e alquanto libertina, aveva ispirato il regista Francois Truffaut per il personaggio di Catherine/Jeanne Moreau, vertice del triangolo amoroso raccontato nel meraviglioso film del 1962 Jules et Jim.
UNA VITA IN PRIMA LINEA. Anche Stéphane aveva infine seguito le orme materne diventando ambasciatore di Francia. Ma prima, figlio di padre ebreo, aveva combattuto l’invasione nazista, era stato catturato e deportato a Buchenwald e a Dora. Era riuscito a fuggire dai campi di concentramento e nel 1948 aveva contribuito alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, l’apice della creazione di una rinnovata coscienza civile internazionale, dopo le violenze e le miserie della guerra.
INDIGNATEVI! Come Gabriel Garcia Marquez, Hessel l’ambasciatore di Francia avrebbe potuto “confessare d’aver vissuto”, per così dire. Magari scrivere un lungo e autocelebrativo volume di memorie. Invece ha scelto di rianimare la coscienza dei suoi compatrioti del nuovo millennio condensando il suo sguardo e le sue esperienze in poche, sferzanti pagine. Indicando i temi su cui vale la pena indignarsi per cambiare la società: il crescente divario tra ricchi e poveri, la necessità di ricreare un sistema dell’informazione autenticamente libero, lo scioccante trattamento riservato dalla Francia di Sarkozy agli immigrati, la questione ambientale e quella palestinese, l’impunità derisoria delle leggi e del diritto internazionale di cui gode Israele, la necessità di difendere il sistema del welfare. Recuperando quell’indignazione che aveva animato la resistenza francese.

«La necessità della ribellione pacifica»

«Il mio è un appello a tutti i cittadini, vecchi e giovani, affinché ognuno si senta pienamente responsabile delle diseguaglianze e di ciò che non funziona nella nostra società» ha spiegato Hessel in occasione dell’uscita del saggio.
A OGNUNO IL SUO. «Vorrei che ogni individuo fosse capace di trovare il proprio personale motivo di ribellione pacifica: l’indignazione è preziosa». Il pamphlet, pubblicato in Francia per la Indigène, una piccola casa editrice con sede in un attico a Montpellier, verrà tradotto nelle prossime settimane in altri paesi, primo fra tutti l’Italia. Altro Paese in cui una rinnovata indignazione civile per una «insurrezione pacifica», nelle parole di Hessel, avrebbe un valore inestimabile.
Martedì, 28 Dicembre 2010

Il debito pubblico italiano è un FURTO e una MENZOGNA

di Giuseppe Migliorino

Qual è il grande problema italiano? L'enorme debito pubblico pari a circa 1.06 volte il Pil (se vi interessa il numero in euro, siamo intorno a 1500 miliardi). Non è questo che ci dicono? Non è a causa di questo enorme debito pubblico che, a destra ed a sinistra, passando per Berlusconi e Veltroni, ci dicono che il governo deve mantenere una tassazione elevatissima, tra le più alte del mondo? Non è a causa di questo enorme debito pubblico che le tasse aumentano in continuazione? Erano 287 miliardi di euro nel 1990, e sono diventate 630 miliardi di euro nel 2005: un aumento medio del 5.3% l'anno. Avete capito, italiani ed italiane: ogni anno lo stato vi aumenta le tasse del 5.3%. Pure quando c'è Berlusconi, che fanfarona di riduzioni. I vostri stipendi sono aumentati del 5.3% l'anno? ..... Col cazzo!! Se vi è andata bene, avete ricevuto aumenti medi del 2.65% l'anno, sicché, ogni anno, quei simpaticoni che voi eleggete, vi hanno "inculato" il 2.65% del vostro reddito. Non è un opinione, sono numeri. Bene, vi siete già incazzati vero? Fratelli e sorelle d'Italia, questo non è ancora niente. La volete sapere una cosa molto simpatica? Il debito pubblico italiano, quella cosa enorme che, ci dicono, costringe a mantenere le tasse così alte e sempre in aumento, E' UNA TRUFFA !! Ed adesso vi spiego. Supponete che lo stato spenda 120, ed incassi 100. Si forma, ovviamente, un deficit di 20. Cumulando i deficit di tutti gli anni, si forma il debito pubblico (quello che, per noi italiani, è circa 1500 miliardi di euro). Lo sapete verso chi si forma quel debito? Verso la Banca d'Italia (adesso la BCE ) che, ogni anno, stampa i denari (capito? Stampa carta o numeri su un computer) e la cede allo stato, in cambio di Bot e Cct. Ecco il meccanismo: la Banca d'Italia stampa (a costo quasi zero, perché si tratta di carta o di numeri su un computer) i soldi e li dà allo stato italiano, il quale, in cambio gli dà Bot e Cct, che la Banca d'Italia vende ai risparmiatori, incassando i denari di questi ultimi. Lo stato paga gli interessi su quei Bot e Cct e alla scadenza rimborsa il capitale. Mi avete seguito? Avete visto dov'è la truffa? Lo stato paga capitale più interessi, i risparmiatori si prendono gli interessi, e la Banca d'Italia il capitale. Per pagare il capitale più gli interessi, lo stato deve ancora indebitarsi (perché non ha gli sghei) e, quindi, emette altri Bot e Cct che seguono lo stesso percorso dei primi: gli interessi ai risparmiatori ed il capitale alla Banca d'Italia. Vi è tutto chiaro adesso? Il debito dello stato italiano, è verso la Banca d'Italia. Ora, fratelli e sorelle d'Italia, se la Banca d'Italia (o la Bce ) fosse di proprietà dello stato (e, quindi, di noi tutti), quel debito non esisterebbe: lo stato (cioè noi), avremmo un debito verso lo stato (cioè sempre noi). Vi è chiaro? Avete dei dubbi? ED INVECE NO!!!! La Banca d'Italia non è dello stato italiano, ma di azionisti privati. CAPITO, PORCA PUTTANA?? Lo capite come ci stanno pigliando per il culo?? Il nostro enorme debito pubblico è una TRUFFA: montagne di denari regalati agli azionisti della Banca d'Italia per non ..... fare un cazzo (stampare denaro a costo quasi zero). Mi avete capito o no? Quell'enormità di tasse che crescono al ritmo mostruoso del 5.3% l'anno e che ci vengono spacciate per "necessità inderogabile" a causa di quello stesso enorme debito pubblico, sono un FURTO (giacché derivano da un debito pubblico che, a sua volta, è un FURTO). Avete capito, fratelli e sorelle d'Italia? Ci pigliano per il culo, ci tartassano, ci spremono e ci succhiano il sangue per darlo in pasto a gente ricchissima che ha le leve del comando economico mondiale. E succede lo stesso anche altrove. E l'America non fa eccezione. Lo sapete chi sono gli azionisti della Federal reserve ( la Banca centrale americana)? Scommetto che pensavate che fossero i cittadini americani ......!!?? COL CAZZO!! Guardate chi sono gli azionisti: Rothshild Bank di Londra; Kuhn Loeb Bank di New York; Warburg Bank di Amburgo; Israel Moses Seif Banks d'Italia; Rothshild Bank di Berlino; Goldman Sachs di New York (N.b. tra i maggiori dirigenti europei di quest’ultima vi sono Romano Prodi, Mario Monti e Mario Draghi…); Lehman Brothers di New York; Warburg Bank di Amsterdam; Lazard Brothers di Parigi; Chase Manhattan Bank (dinastia dei Rockfeller) di New York. Le più potenti organizzazioni finanziarie del pianeta. State cominciando a capire? Non ancora?? Embeh giovinotti, allora siete proprio coglioni, e meritate di essere spremuti fino all'ultimo.
Opposta Direzione - numero 6 - Maggio 2008

domenica 6 febbraio 2011

COSTITUZIONE ART. 8. 9.

Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

venerdì 4 febbraio 2011

Birke Baehr: Cosa non va nel nostro sistema alimentare

Oggi parliamo del nostro sistema alimentare e di cosa in esso non va.
Prima di tutto, bisognerebbe dire, che ci sarebbe da sorprendersi di quanto facilmente i bambini siano portati a credere a tutta la commercializzazione e alla pubblicità in TV, nelle scuole pubbliche e più o meno in qualunque altro posto si guardi.
Sembrerebbe che le corporazioni cerchino sempre di convincere i bambini a convincere i loro genitori a comprare cose hce non sono affatto buone né per loro stessi né per il pianeta. Sopratutto i bambini piccoli sono attratti dalle confezioni colorate e dai giocattoli di plastica. Devo ammetterlo ero uno di loro anch'io da piccolo.
Si pensa anche che tutto il nostro cibo arrivi da queste piccole fattorie felici, dove i maiali si rotolano nel fango e le mucche pascolano tutto il giorno per i prati. Quello che si sarebbe scoperto é che tutto questo non é vero. Alcuni curiosi hanno iniziato a esaminare questa roba su Internet, sui libri e sui documentari, nei viaggi con le loro famiglie. Hanno scoperto il lato oscuro del sistema alimentare industrializzato.

Primo, ci sono i semi e gli organismi geneticamente manipolati. Ovvero un seme manipolato in laboratorio per fare qualcosa che non era voluto dalla natura - come prendere il DNA di un pesce e metterlo nel DNA di un pomodoro - bleah.
Senza fraintendimenti, il pesce e i pomodori sono buoni, ma questo é orripilante. Poi i semi vengono piantati, poi crescono. É stato provato che il cibo che producono causa cancro e altri problemi agli animali da laboratorio. E le persone mangiano cibo prodotto in questo modo dagli anni novanta. E molta gente non sa nemmeno che esistono. Sapete che tutti i topi nutriti con cereali geneticamente modificati hanno sviluppato segni di tossicità in fegato e reni? Ciò include infiammazione ai reni e lesioni e aumento del volume dei reni.
Tuttora, quasi tutti i cereali che mangiamo sono in qualche modo geneticamente modificati. E lasciatemelo dire, i cereali sono in tutto.
E non nominiamo nemmeno le operazioni di alimentazione animale limitata, chiamate CAFO's. Gli agricoltori tradizionali usano fertilizzanti chimici fatti da combustibili fossili che mischiano col terriccio per far crescere le piante. Lo fanno perché hanno spogliato il suolo di tutti i nutrienti facendo crescere di continuo la stessa produzione. Poi, su frutta e verdura spruzzano prodotti chimici più dannosi, come pesticidi ed erbicidi, per uccidere erbacce e insetti. Quando piove, questi prodotti chimici filtrano nel terreno, o se ne vanno nei nostri acquedotti, avvelenando anche la nostra acqua. Poi irradiano il nostro cibo, provando a farlo durare di più, in modo che possa viaggiare per migliaia di chilometri, da dove viene coltivato ai supermercati.
Così ci sarebbe da chiedersi: Come si potrebbe cambiare? Come si potrebbero cambiare queste cose? Ecco cosa avrebbero scoperto.
Avrebbero scoperto che c'è un movimento per un mondo migliore. Tempo fa, un ragazzo volendo essere un giocatore di football dell' NFL avrebbe deciso che preferiva essere un agricoltore organico, avendo così un più grande impatto sul mondo. Joel Salatin, lo chiamano agricoltore pazzo, perché coltiva le piante contro il sistema. Dato che questo ragazzo veniva istruito a casa, un giorno andò a sentirlo parlare. Questo agricoltore pazzo, non usa nessun pesticida, erbicida, o seme geneticamente modificato. Ecco perché il sistema lo chiama pazzo. Voglio che sappiate che noi tutti possiamo fare la differenza, facendo scelte diverse, comprando il cibo direttamente dagli agricoltori locali, o vicini che conosciamo da sempre. Alcune persone dicono che il cibo organico o locale costa di più, ma é vero? Con tutte queste cose che abbiamo imparato sul sistema alimentare, ci sembra che o paghiamo l'agricoltore, o paghiamo l'ospedale. Ci sono agricoltori, la fuori come Bill Keener nella Sequachie Cove Farm in Tennessee, le cui mucche mangiano erba e i cui maiali si rotolano nel fango, proprio come si pensava all'inizio. Quindi ogni volta che si entra in un supermercato non bisognerebbe dimenticare di pensare locale, scegliere organico, conoscere agricoltori e il nostro cibo.

mercoledì 2 febbraio 2011

Italiani brava gente


L'Italia é un fiume che si é fermato, e si é trasformato in una Laguna Chiusa, senza riciclo, senza respiro. Il destino é il sovrapporsi di strati sempre piú densi di paralisi generazionali. Le idee non nascono e non muoiono piú nel Paese del Sole e del Mare. Esiste un problema ormai cronico di noia o addirittura assenza di Filosofia e di Pensiero rinnovatore. Apatia nei confronti di percorsi difficili ma costruttivi.

La malattia da espatrio che colpisce due giovani italiani su tre ha le sue radici in un sistema clientelare che impedisce di avanzare per merito, di avere retribuzioni adeguate alla media europea e di beneficiare di cuscinetti economici di base per affrontare le esigenze di un mercato del lavoro flessibilmente precario. Siamo drammaticamente sprovvisti di meritocrazia in politica, nelle università, nel settore pubblico, nella cultura e nelle piccole e medie imprese. Nella maggior parte dell’Europa la meritocrazia è considerata un valore: io ti seleziono, punto su di te, ti offro uno stipendio e prospettive di carriera adeguate, perché puoi aiutarmi a progredire e puoi portarmi un valore aggiunto. In Italia la meritocrazia semplicemente non serve. L’Istat ci informa che la vita degli italiani si è ulteriormente allungata: 84 anni per le donne, 78 per gli uomini. Gli ultracentenari sono triplicati. Gli over 85 sono il 2,8% della popolazione, nel 2001 erano il 2,2, gli over 65 sono il 20,3%, dieci anni fa erano il 18,4. Sembrano buone notizie, ma non lo sono. Anche perchè hanno come contraltare il fatto che l’Italia continua ad avere il più basso tasso di natalità al mondo e che i giovani intorno ai vent’anni sono solo 500mila, meno dell’un per cento. L’età media degli italiani è di 43 anni e mezzo, quella dei tunisini è di trent’anni. Siamo un Paese di vecchi.
Un Paese di vecchi è svuotato di energie. Se capita talvolta che uno stupro o una rapina siano sventati dall’intervento di qualcuno, è, di solito, un rumeno, un rom, un albanese, uno slavo. Gli italiani si girano dall’altra parte. Perchè romeni, rom, albanesi, slavi hanno una vitalità, e anche un’aggressività, che noi abbiamo perduto e questa è una delle ragioni che ci rende così difficili i rapporti con gli immigrati.

Un Paese di vecchi pensa vecchio. E costringe a pensar vecchio anche i suoi pochi giovani. Non per nulla, siamo ancora arroccati su categorie politiche, destra e sinistra, che hanno più di due secoli e mezzo e perennemente intrappolati in polemiche catacombali: sulla Resistenza, il fascismo, l’antifascismo, il comunismo, l’anticomunismo, l’Olocausto, il Sessantotto. Non è affatto vero che la memoria sia sempre una buona cosa. Un eccesso di memoria è un ostacolo alla vita. I giovani non hanno memoria e hanno il diritto di non averla. I vecchi stan sempre a rivangare le vecchie cose - perchè gli ricordano la loro giovinezza - mentre il presente gli sfugge fra le dita come l’acqua di una crudele Fata Morgana. Un Paese di vecchi è un Paese triste. Perchè il vecchio, anche se da noi si cerca di occultare in tutti i modi questa realtà e si nega addirittura la dimensione della vecchiaia dandole nomi diversi, è a costante confronto con la morte e c’è poco da stare allegri.
Questo vertiginoso aumento dell’età fa sì che dei vecchi, già logori, stanchi e acciaccati per conto loro, debbano occuparsi, senza averne le energie, di genitori ultraottantenni ancora più logori, stanchi e acciaccati. Basta guardarsi intorno per vedere che una buona fetta di over 60 è in questa situazione che limita la loro già limitata esistenza.
Particolarmente penosa è la condizione del vecchio in Occidente. Terribile è la sua solitudine, che non risparmia nessuno, nemmeno gente famosa e facoltosa come ci dice il suicidio di Mario Monicelli. Del resto, è da parecchi decenni che si assiste a un fenomeno del tutto nuovo: il suicidio del vecchio. Perchè la condizione del vecchio in una società industriale è diversissima da quelle del vecchio in una società agricola. Quest’ultimo vive la sua vecchiaia circondato dai figli, dai nipoti, dalle donne, dai bambini (in Europa solo il 3,5% degli anziani vive in famiglia), resta il capo del gruppo, conserva un ruolo e quindi la sua esistenza ha un senso. Nella società industriale il vecchio (e spesso anche chi non è ancora biologicamente tale) è continuamente superato dai rapidissimi cambiamenti tecnologici. Non è più lui a insegnare ai giovani, ma i giovani a lui.

giovedì 27 gennaio 2011

COSTITUZIONE ART. 6. 7.

Art. 6.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.




Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

LA DINASTIA CHE CONTROLLA IL MONDO




Settembre 2004: alla Mostra del Cinema di Venezia viene presentato fuori concorso il film "Manchurian Candidate", che uscirà nelle sale italiane presumibilmente in ottobre. È un thriller politico e "fantascientifico", remake di "Va e uccidi" con Frank Sinatra. La trama è simile: un candidato alla Casa Bianca fantoccio di poteri occulti, la multi-nazionale Manchurian, che sperimenta le frontiere del lavaggio del cervello e della manipolazione della memoria per condizionare i comportamenti dove la sua perdita è intesa come perdita della coscienza indipendente. Il meccanismo è sempre la stesso, la paura del mondo esterno. Negli anni cinquanta era il comunismo, oggi è il terrorismo a fare da spauracchio al popolo americano.

Agendo su questa paura si può arrivare ad un controllo totale del pensiero. La paura infatti porta la gente ad accettare anche la guida di un governo nel quale non si riconosce pienamente, e a tollerare leggi intollerabili in nome della sicurezza collettiva. La Manchurian del titolo è una potente multinazionale che col suo denaro determina scelte politiche, investe in armi, tecnologie di guerra ecc. Il riferimento all’attuale quadro politico, americano e mondiale, è fin troppo palese, e la Manchurian del film è un pò come le società controllate da molti esponenti politici...

... dell’attuale governo USA, tra le prime a garantirsi gli appalti più ricchi in Iraq.

Di storie come quella della Manchurian e del suo candidato al governo del mondo è piena la letteratura, e troppo spesso sconfina con la fantapolitica: che i politici non siano propriamente delle mammole lo si sa, che i candidati non corrispondano a ciò che si intendeva nell'antica Roma con la parola Candidato (colui che può, poichè privo di pregiudizio, indossare la tunica bianca ed occuparsi della Polis), anche questo lo si sa. Ma che questi politici - Candidati e non - siano dei fantocci nelle mani di potenti logge massoniche, e che questi burattinai muovano le fila della finanza, dell'economia e della politica mondiale dall’ombra del loro anonimato, può sembrare a molti un’ ipotesi fantasiosa, se non addirittura il frutto di una mente poco sana.

Eppure la Manchurian e il suo Candidato mi hanno portato a rileggere una "vecchia storiella" nella quale, tra leggenda e fantasia, si racconta l'origine di uno stemma - lo scudo rosso - e di come la casata che se ne fregiava sarebbe riuscita a determinare, influenzare e cambiare la storia mondiale. Ma sarà solo una storiella?



Amshel Moses Mayer

Le origini di questa casa finanziaria risalgono alla Germania del 1743, nella città di Francoforte, quando, cinquant'anni dopo la nascita della banca d'Inghilterra, un orafo ebreo di nome Amschel Moses Mayer inaugurò un locale per il conio di monete, collocando sull'entrata un'insegna rappresentante un'aquila romana su uno scudo rosso; il negozio divenne noto come la Ditta dello Scudo Rosso o, in lingua tedesca, Rothschild.

Quando il figlio di Mayer, ereditò la conduzione dell'azienda, decise di cambiare il nome appunto in Rothschild, dando così origine alla dinastia; egli imparò ben presto che prestare denaro a governi e monarchi era assai più vantaggioso che farlo nei confronti di singoli privati, in quanto non solo i prestiti erano di maggiore entità, ma venivano anche assicurati dalle tasse delle varie nazioni.

Mayer Rothschild aveva cinque figli che addestrò alle segrete tecniche di creazione e manipolazione del denaro e che inviò nelle principali capitali europee per aprire filiali della banca di famiglia; stabilì inoltre che uno dei figli di ogni generazione avrebbe diretto gli affari della casa (escluse le donne). E i conti li sapevano fare molto bene! Conti che dirottavano sempre più verso operazioni finanziarie speculative su titoli britannici ed esteri, cambi valute, metalli pregiati ecc.

Ecco qualche esempio:

Il Duca di Wellington non avrebbe potuto pagare il suo esercito nella battaglia di Waterloo senza il portafogli dei Rothschild la cui banca, dopo la vittoria, si aggiudicò il contratto per il pagamento dei tributi agli alleati europei.

Anche la Francia ricorse ai Rothschild per rimpinguare le casse nazionali svuotate dall'estenuante guerra Franco-Prussiana, e il principe di Metternich a Vienna stipulava, sempre con la banca Rothschild, contratti di prestito per finanziare il debito estero.

E grazie ad una immissione di un grosso quantitativo di oro, nel 1826, riuscirono a scongiurare una grave crisi di liquidità della Banca d'Inghilterra, che aveva piegato le gambe del governo britannico.

Il loro potere economico aumentava col passare degli anni e delle generazioni che si susseguirono nella dinastia. Così li vediamo finanziare la rete ferroviaria in Francia, Italia, Austria, per il canale di Suez, permisero l'acquisto di terreni minerari in Spagna, Sudamerica, Sudafrica, e Africa Occidentale. L'oro era così importante per i Rothschild che dal 1919 fino ai nostri giorni la banca ha ospitato e presieduto, due volte al giorno, il fixing mondiale del prezzo dell'oro.

Ripetiamo: erano i Rotschild a stabilire il prezzo mondiale dell'oro.

Narra la leggenda che una banca della famiglia abbia addirittura finanziato John D. Rockefeller per la sua monopolizzazione della raffinazione del petrolio che portò alla fondazione della Standard Oil. Dopo la prima guerra mondiale il denaro Rothschild finanziò la ricostruzione post-bellica in Francia, Germania, Cecoslovacchia ed Ungheria. Certo che per un banchiere la guerra è una ghiotta opportunità di investimenti, di prestiti, di ricostruzioni….insomma di profitto. E a questo punto si insinua legittimo un dubbio:

E’ possibile che banchieri senza scrupoli fomentino, a proprio piacimento, le guerre, magari finanziando entrambe le fazioni, innescando poi la miccia, e fornendo infine i soldi per la ricostruzione? Scatenare una guerra non è così difficile, dopotutto: una volta fornite le armi ad entrambe le parti, basta trovare una motivazione qualunque - religione, petrolio o terrorismo, c’è da scegliere – per scatenarle l’una contro l’altra.

E oggi? Come è messa questa "famigliola"?

Se dunque le guerre si creano per un profitto (è un'offesa all'intelligenza non riconoscerlo), prendiamo un attimo in considerazione questa lotta per il dominio globale scatenata dall'America nella cui agenda militare lanciata alla fine della Guerra Fredda sono entrate le guerre all'Afghanistan e all'Iraq. Ma è stato ed è un periodo contraddistinto anche da operazioni di Intelligence all'interno dell'ex Unione Sovietica , strumentali per scatenare guerre civili in diverse ex repubbliche, comprese la Cecenia , la Georgia e l'Arzebaijan : lo scopo è sempre lo stesso e cioè la prospettiva di rendere sicuro il controllo delle pipeline del petrolio e del gas.

Queste operazioni militari sono condotte in stretto coordinamento con le riforme del "libero mercato" imposte sotto la tutela dell' FMI in Europa Orientale, nell'ex Unione Sovietica e nei Balcani, devono destabilizzare le economie nazionali e permettere alle economie occidentali di acquisire la proprietà ed il controllo dell'ex blocco orientale.

Questo processo è alla base delle fusioni e scalate strategiche nelle industrie petrolifere e del gas ex sovietiche da parte di potenti multinazionali occidentali, attraverso manipolazione e corruzione politica.

È impensabile che la famiglia Rothschild, la famiglia più potente del mondo, sia estranea a questa ricolonizzazione americana volta ad oriente. La stampa e i media non si occupano mai di loro, e la cosa è quanto meno bizzarra: possibile che a nessuno interessi sapere nulla della famiglia più potente del mondo? Dobbiamo essere maliziosi a forza, e dire che la stampa NON può occuparsi di loro?

Oggi per avere notizie dei Rothschild basta aprire un giornale finanziario, e se si legge che la multinazionale X si è unita con la transnazionale Y, sicuramente lo ha fatto sotto l'insegna dello scudo rosso. Sono fusioni il cui unico scopo infatti è la creazione di megacorporazioni, amministrate da pochissimi, e composte da migliaia di holding e affiliate. Sono operazioni però che necessitano di molti soldi, liquidi e disponibili, e chi, se non grossi banchieri, ha accesso a tali risorse?

Queste sono solo alcune delle piu note società mondiali controllate dal rosso scudo di Amshel Mayer: De Beers, diamanti. Enron, fallita di recente. Telecom, France Telecom, Deutch Telekom, Alcatel, Eircom, Mannesmann, AT&T, BBC. E poi Petro China, Petro Bras, Canal+ , Vivendi, Aventis, Uniliver, Royal Canin, Pfaff, Deutch Post……..e tante altre. In Italia abbiamo Tiscali, Seat Pagine Gialle, Eni, Rai, Banca di Roma, Banco di Napoli, BNL, Banca Intesa, Bipop-Carive, Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena, Rolo Banca , Finmeccanica……..e la lista è appena iniziata.

Qualche autore ha pubblicato affermazioni assai inquietanti su questa dinastia di banchieri, tanto quanto è inquietante il fatto che tutti i maggiori media evitino accuratamente di trattare trame ed intrecci economici che sono sotto gli occhi di tutti – o almeno di chi vuole vedere.

Forse non siamo davanti ad una cospirazione globalizzata alla Orwell, ma possiamo almeno farci sorgere il dubbio che una potente famiglia che finanziava le guerre, senza badare ad una fazione piuttosto che ad un'altra, che finanziava le ricostruzioni post-belliche, che finanziava Governi e governanti, Sovrani e regnanti, non lo faccia ancora oggi?

Scrisse Frederic Morton : I Rothschild hanno conquistato il mondo in modo più completo, più astuto e molto più durevole di quanto non abbiano fatto in precedenza tutti i Cesari".

Tra queste riflessioni ce n'è una che è prepotente e drammatica: se negli ultimi 200 anni c'è un solo potere in Europa ed è quello dei Rothschild …se non c'è stata guerra che non sia stata finanziata dalle sue banche, se non c'è governo europeo che non abbia avuto a che fare col denaro dello scudo rosso….allora chi ha finanziato l'Olocausto?

Oppure..chi non lo ha impedito? Come mai i Rothschild non hanno subito persecuzioni naziste pur essendo risaputo che dietro il cognome tedesco c'era una famiglia ebrea?

Hanno solo potuto e saputo comperare la loro libertà, o risultano nella lista dei grandi industriali che hanno finanziato il nazismo?

Se vi sembra fantapolitica, allora almeno considerate le motivazioni per le quali i governi di tutte le maggiori nazioni mondiali abbiano e continuino a promulgare leggi bancarie che consentono agli istituti di credito di prestare almeno dieci volte tanto la somma che hanno in deposito. In pratica le banche possono creare denaro dal nulla, ogni qualvolta lo vogliono.. E che i Governi mondiali facciano leggi ad hoc è sintomatico: chi governa davvero il mondo sono loro, i banchieri.

Ho sentito dire che dalle guerre nessuno trae guadagno, ma questo non è vero. I banchieri ci guadagnano di continuo, a breve termine. Prestano denaro che non esiste per finanziare entrambe le parti e realizzano profitti enormi sugli interessi. Poi, quando i due o più paesi si sono devastati l'un l'altro, con l'aiuto del denaro fornito dalle banche, quelle stesse banche prestano loro ancora più soldi che non esistono per ricostruire le loro nazioni e le infrastrutture distrutte . Questo produce ancora più profitti per le banche e, attraverso Il debito, fornisce loro il controllo di quei paesi e dei loro popoli.

E se gli imperi americani di J.P. Morgan, e di Rockfeller a detta di qualche storico, sono stati originati dall'impero Rothschild, e se accettiamo la teoria, non poi così tanto improbabile, che pochi potenti multinazionali governino il mondo e tirino le fila di nazioni e governi, quale vero potere ha la casa dello scudo rosso?

L'uscita nelle sale cinematografiche americane del film è coincisa con la vigilia delle elezioni. Certo non sarà questo film a modificare i risultati elettorali, ma è un film anti-guerra, e lancia un messaggio alla gente, cioè quello che non si mandano cittadini a combattere per uccidere in altri paesi, e aiuta a riflettere e a discutere sugli intrecci tra interessi delle grosse corporation e la Casa Bianca.

Ma è la realtà, come sempre, che supera di gran lunga la fantasia.

lunedì 24 gennaio 2011

COSTITUZIONE ART. 4. 5.

Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.





Art. 5.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

martedì 18 gennaio 2011

Ecco cosa cè nelle scie chimiche




Lightwatcher.com riporta: “Componenti biologici sono stati rilevati in campioni prelevati in quota, e che comprendono: muffe modificate, globuli rossi essiccati e ceppi di batteri esotici “


Inoltre, il premiato giornalista investigativo Will Thomas, ha riportato i risultati in cui sono stati trovati oltre 300 tipi di funghi viralmente mutati nel particolato di caduta delle scie chimiche. L’Idaho Observer ha riportato i risultati delle analisi in cui sono stati rilevati 26 metalli tra cui bario, alluminio e uranio, una varietà di agenti patogeni infettivi e sostanze chimiche e farmaci , tra cui 2 tipi di sedativi , nelle scie chimiche , e inoltre 6 tipi di batteri, tra cui l’antrace e la polmonite, nove sostanze chimiche, compresi cloruro di acetilcolina, 26 metalli pesanti tra cui arsenico, oro, piombo, mercurio, argento, uranio e zinco, 4 muffe e funghi, 7 virus, 2 tipi di cancro, 2 vaccini. Il Dott. R. Michael Castle segnala il ritrovamento di fibre di polimero cationico. Altri hanno riportato i risultati di minuscole uova di nematodi parassiti di qualche tipo , incassati nelle fibre.


Articolo completo qui;
http://raggioindaco.wordpress.com/

lunedì 10 gennaio 2011

Cosa circonda la MIR?



John Glenn dice di aver visto nel corso del primo volo spaziale orbitale degli Stati Uniti delle Lucciole, così le identifica lui. La tal cosa ha interessato direttamente un astronauta degli Stati Uniti d'America e ci sono prove documentarie di tipo "ufficiale" sull'avvenimento. Il sito web Spacelog ha l'intento di pubblicare e rendere più accessibile al pubblico i dati riguardanti le missioni spaziali e ha pubblicato la famosa missione Apollo 13 e Mercurio Friendship 7 e ci si aspetta di poterne leggerne altre in futuro.
Ma la domanda comunque resta:
"Cosa sono?" "Cosa fanno?" e "Perché sono li?"

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