venerdì 12 novembre 2010

LE TRASMUTAZIONI


ELETTRICITA’ e SISTEMI ELETTRICI generati nelle TRASMUTAZIONI BIOLOGICHE
Gli antichi greci scoprirono, oltre due millenni fa, che una piccola bacchetta di ambra: resina naturale, ( buon isolante elettrico come si é capito dopo), strofinata su un panno di lana asciutta, acquisiva la curiosa, magica, proprietà di attrarre piccoli corpi. Dal nome dell’ambra “electron” chiamarono il fenomeno”elettricità”. Il fenomeno tuttora ancora poco considerato, (anche nei libri di fisica occupa, sotto la denominazione di elettricità statica, uno spazio limitato), fino agli inizi dell’ottocento era rimasto poco più di una curiosità. In quegli anni (cito a memoria) diversi studiosi “meccanizzarono” il fenomeno realizzando macchine elettrostatiche in cui l’azione di strofinamento avveniva con dischi o cinghie rotanti. Per mezzo di esse si ottennero potenziali di migliaia di volt con relative spettacolari scintille. Fu scoperto che il “fluido elettrico” scorreva nei fili metallici, che si poteva isolarlo con materiali non conduttori ( facendogli fare percorsi obbligati) e che si poteva immagazzinarlo in speciali “bottiglie”. Oggi li chiamiamo condensatori. Diciamo che l’elettricità cominciava a diventare una cosa seria e tangibile. Anche se poi l’utilizzo era limitato a dimostrazioni tipo giochi di prestigio effettuati per i nobili, nei loro palazzi sfavillanti di centinaia di candele. La prima forma di illuminazione elettrica è iniziata casualmente da quelle precarie scintille oltre che dai lampi atmosferici.

L’ELETTRICITA’ DI VOLTA

Poi arrivò Alessandro Volta il quale realizzò la pila in grado di generare una corrente elettrica ossia un flusso continuo di elettricità. Consisteva in un disco metallico di rame a contatto con un disco di zinco con interposto un feltro inzuppato di acido. La reazione chimica, corrodendo lo zinco, dava come sottoprodotto, una corrente elettrica continua. Il potenziale era piccolo ( 1,5 volt ), e Volta per ottenere una tensione capace di dare una “scossa” potente alle persone, per convincerle si capisce, dovette mettere in colonna un grande numero di elementi . Da cui il nome di pila. L’invenzione della pila con il concetto di corrente elettrica, ossia di intenso flusso continuo di elettricità a basso voltaggio, che attraverso un filo metallico conduttore, poteva essere trasferita istantaneamente a distanza, assieme alla sua energia, aprì un mondo nuovo. Da notare che in quei tempi bui, l’energia più utilizzata era quella umana: (dei servi e degli schiavi). Neri o bianchi che fossero erano problematici da gestire e spostare perché andavano a piedi e se un agricoltore avesse avuto bisogno di mandarli in un suo campo poco lontano doveva rassegnarsi alla perdita di tempo dovuta al viaggio. In alcuni casi ci voleva più tempo per il viaggio che per il lavoro. (Succede ancora oggi). Adesso, due secoli dopo, miliardi di Watt “equivalenti a milioni di cavalli vapore”( in grado di fare il lavoro di milioni di uomini), generati nelle centrali elettriche, nucleari o di altro genere arrivano percorrendo, in una frazione di secondo, migliaia di chilometri per soddisfare i nostri bisogni (e i nostri capricci). I primi sviluppi si ebbero quando qualcuno scoprì che la corrente elettrica deviava l’ago di una bussola e che, quindi, generava un campo magnetico artificiale. Avvolgendo a bobina il conduttore (previo isolamento delle spire, altra invenzione basilare), questo campo poteva essere potenziato. La scoperta che un nucleo di ferro posta all’interno della bobina aumentava enormemente la potenza del campo magnetico (localmente migliaia di volte quelli naturali come quello della terra e dei minerali con proprietà magnetiche), mise a disposizione dei ricercatori e degli inventori il campo magnetico artificiale da cui sarebbe nata la tecnologia del ventesimo secolo. Il relè e il campanello elettrico con le sue estensioni: telegrafo e telefono; Dinamo, alternatori,motori elettrici,trasformatori, la radio marconiana,. Poi, con l’invenzione delle “valvole”la radio e la televisione. Infine con i transistor e i circuiti integrati. La televisione a colori, i computer con le loro infinite varianti e connessioni. Per non parlare delle grandi macchine per la medicina e le ricerche avanzate. Tutto si può far derivare dalla pila di Volta con il suo principio di “corrente elettrica” capace di trasferire, in modo fulmineo, fiumi di energia attraverso i continenti e dal campo magnetico artificiale che essa è in grado di generare.

L’ELETTRICITA’ DI GALVANI

Contemporaneo di Volta fu Luigi Galvani. illustre docente di biologia presso una delle migliori università italiane. Anche lui si interessò di elettricità, anzi i suoi studi precedettero quelli di Volta. Fra i due ci fu una lunga disputa: Volta sosteneva che l’elettricità era di natura esclusivamente fisica “artificiale” ed era generata dal contatto dei due metalli costituenti gli elettrodi. Galvani, basandosi su suoi esperimenti molto interessanti, sosteneva che era di natura “animale” ossia di origine biologica. Oggi lo chiameremmo un conflitto ideologico. Volta aveva ragione: il concetto di corrente elettrica ha conquistato il mondo e lo ha profondamente cambiato. Tuttavia aveva ragione anche Galvani: esiste senza dubbio anche l’elettricità animale ed è estremamente più raffinata della prima. C’è la stessa differenza fra una macchina elettrica per ottima che possa essere e un organismo vivente magari umile come una rana. Ho nominato la rana perché Galvani le usava per i suoi esperimenti. Averli praticamente ignorati per 200 anni non fa onore alla scienza ufficiale. Dunque il prof. Galvani, durante i suoi studi di biologia aveva notato che delle rane, morte, scorticate e divise a metà, (utilizzava la parte inferiore), appese ad un filo metallico, avevano un guizzo ogni qualvolta, mosse dal vento, toccavano la sottostante ringhiera anch’essa metallica. Il fenomeno durava per oltre 6 ore dopo la morte delle medesime. Si contraevano anche quando nella zona cadevano i fulmini , (il primo radioricevitore della storia). Ne concluse che esisteva una elettricità animale. Volta asserì che le rane erano semplici rivelatori (e non generatori di elettricità) e che essa si manifestava per il contatto stabilito dalle rane fra il metallo del filo a cui erano appese e quello della ringhiera (di un metallo diverso). A dimostrazione fece guizzare le rane toccandole con un compasso bimetalico. La scienza si sdebitò con Galvani chiamando galvanometri i rivelatori di cariche elettrostatiche. (Non mi spiego perché sono denominate correnti galvaniche quelle che si formano nelle navi per reazione elettrochimica fra le eliche di bronzo e lo scafo di ferro. A mio parere è un fenomeno esclusivamente voltaico, del tutto estraneo e quasi offensivo riferito alle idee raffinate di Galvani).

LA DIFFERENZA FRA L’ELETTRICITA’ DI VOLTA E QUELLA DI GALVANI

Abbiamo visto che la pila è un generatore di corrente, (altro non sa fare), e che detta corrente, a mezzo di conduttori adeguati e isolati può essere trasferita istantaneamente per essere utilizzata a distanza. L’elettricità e l’elettronica hanno avuto, specie negli ultimi decenni, sviluppi stupefacenti quasi incredibili. Però ogni apparecchiatura è un insieme di componenti: una sorgente di energia (pila, generatore o altro, un circuito costituito da conduttori isolati, interruttori e controlli vari, infine un sistema utilizzatore: lampada, motore, computer,o qualsiasi altro sistema elettrico. Se chiamiamo un ingegnere elettronico progettista e gli diciamo di costruirci un computer monocomponente (ossia senza far uso di alimentatori, pile, conduttori, interruttori, tastiere e attacchi di nessun genere), lo vedremmo probabilmente scappare di corsa. Eppure la natura fa queste cose da sempre e anche per gli organismi viventi più insignificanti. Nelle ultramicroscopiche cellule vive è tutto integrato: alimentatore, utilizzatore, oltre ai programmi vitali: di sviluppo, di riparazione e riproduzione, di recupero oltre che di eliminazione ecologico dei rifiuti. In dette cellule, specie in quelle nervose, l’elettricità ha un ruolo essenziale. Ma dov’è la pila? Dove sono i fili? (Il cuore,quando è sano, non ha pile, eppure genera impulsi elettrici). Qui c’è un mondo da scoprire e Galvani l’aveva intuito. Per non parlare, di alcuni pesci in grado di generare scariche elettriche potentissime, (dell’ordine di centinaia di volt e di watt, per difendersi, paralizzare le prede ed esplorare l’ambiente).
Fenomeni di cui la nostra tecnologia, non sapendoli spiegare né riprodurre, preferisce non parlare. Di questi pesci doveva parlare Galvani, non solo di rane, sarebbe stato più convincente.
Partendo dal fatto che la natura è in grado di produrre, in modo validissimo, seppur misterioso, elettricità, a livello cellulare dobbiamo necessariamente concludere che usa sistemi “nanotecnologici” in cui la “pila” è integrata con il circuito utilizzatore, che a sua volta comprende il complesso programma vitale da svolgere nel tempo. Nelle pile la corrente elettrica è il sottoprodotto di una reazione chimica autodistruttiva: (dopo un po’ si scaricano e diventano rottami estremamente inquinanti). La natura non sa che farsene di un sistema così precario, ingombrante e scadente. Sfrutta fenomeni ben più efficienti, raffinati e reversibili. Purtroppo non li conosciamo. Possiamo, però, cominciare a immaginarne i vantaggi.
Intanto la natura, integrando tutto, ha eliminato i cavi, dotando inoltre ogni cellula del suo nanoalimentatore, le ha isolate “galvanicamente” le une dalle altre. (Nei vecchi apparecchi tv un capo della rete elettrica, per risparmiare il costoso trasformatore, era collegato a massa, ciò impediva il collegamento di apparecchiature che, in mano degli utenti, sarebbero risultate collegate anch’esse, pericolosamente, alla rete). I nanocircuiti cellulari, invece, autoalimentati e isolati fra loro, garantiscono evidenti vantaggi di versatilità nella realizzazione dei complessi circuitali. In un normale microprocessore, sia pure dotato come il “pentium” di 50 milioni di transistor, essi sono tutti legati ad un polo di alimentazione (di solito quello collegato alla massa). La polarizzazione di detti transistor sono, infine, determinati al momento della realizzazione e tale rimane per sempre. La natura dotando ogni transistor del suo alimentatore isolato lo ha reso molto più versatile e capace di interagire indipendentemente con tutti gli altri. Sono sicuro che la natura non si è limitata a ciò: Assembla e disattiva all’istante a seconda delle necessità, i circuiti integrati biologici cambiando la polarizzazione: ( da pnp a npn) dei singoli transistor che li compongono e, di conseguenza, il loro modo di funzionamento e di interazione: (possono funzionare pure a rovescio). Li distrugge quando non servono più, recuperando il possibile, ed eliminando il resto con le scorie liquide organiche. Come dire che ogni cellula vivente è un computer in continua trasformazione con il suo programma e la sua fonte indipendente di energia: (nanopila). Anche il cervello è in continua trasformazione pur nella sua immensa complessità. Parlerò di ciò più avanti. Cerchiamo ora di capire qualcosa sulla fonte di energia che rende possibile la vita delle cellule e relative proprietà elettriche e chimiche.

L’EFFETTO KERVRAN

Correntin Louis Kervran (1901-1983) scoprì fin dal 1935 che gli organismi viventi erano capaci di sfruttare, oltre alle normali reazioni chimiche, (fenomeni esclusivamente elettromagnetici), tutta un’altra serie di straordinari fenomeni in cui avveniva la trasmutazione di un elemento chimico in un altro. Nonostante avesse provato in modo inoppugnabile le sue osservazioni fu sempre osteggiato dalla scienza ufficiale sostenitrice del dogma che ogni elemento ha caratteristiche chimiche immutabili: le uniche trasmutazioni conosciute e ammesse erano quelle connesse al decadimento radioattivo ed alle reazioni nucleari violente delle armi atomiche e delle stelle.
L’ingegnere e biologo Kervran ha dimostrato, invece che in natura, le trasmutazioni biologiche sono all’ordine del giorno. Esse, (come dicevo già in un mio articolo che inviai a “LE SCIENZE” nel 1974 in cui illustravo il mio modello di atomo MHD, che pure realizzai con mezzi di fortuna, sono alla base del funzionamento delle cellule nervose che molti medici tendono erroneamente a considerare come “impianti elettrici” e di tutti i fenomeni che sono alla base dei meccanismi della vita. Nonostante Kervran abbia fatto un immenso e incontestabile lavoro l’argomento è appena impostato. Gli elementi implicati più a fondo sono quelli più utilizzati negli organismi viventi. Le trasmutazioni più imponenti sono opera di microrganismi che agendo fin dalle più antiche ere geologiche hanno preparato, in miliardi di anni, (assemblando e trasmutando gli atomi di elementi adatti), lo scenario della vita. Miliardi di anni fa la Terra era un pianeta inospitale per la vita come oggi la conosciamo. (Molto peggio di Venere o Marte, era una palla di lava caldissima attorniata da mari acidi e gas velenosi). Pochi microrganismi e poche forme vegetali vivevano sul pianeta. Erano comunque già in grado di trasmutare, sfruttando le loro energie biologiche intrinseche, gli elementi primitivi per “creare” quelli favorevoli alla vita superiore E, in maniera evoluta, ancora continuano: si stima che su 100 chilogrammi di materia vivente 90 siano costituiti da microrganismi, 9 da organismi superiori complessi. La massa umana, ammonta all’uno per cento. E non potrebbe esistere né sopravvivere se non fosse sostenuta dal substrato microbico in parola. Anche se la scienza, praticamente, ignora i fenomeni, si deve alla loro remota azione l’esistenza di un’atmosfera ricca di ossigeno, (con il sequestro dell’eccesso di carbonio sotto forma di carbone e di idrocarburi fossili che ora stiamo sconsideratamente liberando). Nelle ere geologiche questi infiniti processi hanno cambiato l’atmosfera, i mari e le montagne. Formato la barriera e le isole coralline, inventato la funzione clorofilliana e tutte le altre reazioni, più evolute, alla base del funzionamento degli organismi superiori. Sicuramente, operando tuttora, anche all’interno del nostro intestino, fabbricano giornalmente,sempre con le trasmutazioni, le materie prime e i semilavorati per far funzionare la nostra complessa macchina vitale. Questi semilavorati, trasportati dal sangue in tutte cellule, garantiscono, in una seconda trasmutazione, la costruzione dei nanosistemi delle cellule stesse e quel surplus di energia necessario ad alimentarle. Come dire che la natura con la TRASMUTAZIONE, oltre a costruire all’istante i “transistor” che formano le cellule fornisce ai loro componenti ( collettore-base-emettitore), la carica elettrica per farli funzionare. Immediatamente dopo, con una trasmutazione diversa, la polarità dei transistor si inverte e si ha un altro impulso in senso contrario. Naturalmente queste sono idee da sviluppare e controllare. Si capisce comunque che un computer del genere essendo a funzionamento reversibile ha potenzialità ben superiori a quelli elettronici noti. Ogni cellula, infatti, come già accennato, essendo galvanicamente isolata ed energeticamente autosufficiente, è libera di collegarsi selettivamente, come un telefono cellulare , con tutte le altre, a mezzo di segnali impulsivi: i neurotrasmettitori. Appunto senza fili e senza circuiti.

LE TRASMUTAZIONI PIU’ NOTE

Mi limiterò a qualche esempio: il potassio aggiunto all’idrogeno si trasmuta in calcio. (Alcuni autori, ipotizzano, con l’emissione di un neutrino). Continuando: il magnesio aggiunto all’ossigeno si trasmuta in calcio. Il silicio aggiunto al carbonio si trasmuta ancora in calcio. Il magnesio più calcio meno ossigeno dà il potassio. Fluoro più carbonio dà ancora il potassio. Potassio meno carbonio dà il fluoro, ecc. Io sono solo un dilettante e non sono in grado di sviluppare argomenti di questa portata, gli interessati possono, comunque, documentarsi consultando le numerose opere dell’autore di queste scoperte: Kervran. Personalmente non le conosco lessi le prime notizie in merito su un articolo pubblicato sull’ EUROPEO negli anni 60 e, adesso, su internet. La scienza ufficiale nega le trasmutazioni biologiche , contro l’evidenza, affermando che la barriera di potenziale che circonda i nuclei atomici impedisce la loro fusione. Anche se poi ammette l’effetto tunnel e i fenomeni quantistici. All’atto delle trasmutazioni (innescate da enzimi, ormoni ecc.), si hanno movimenti di particelle: quasi certamente neutrini, elettroni (probabilmente di energia più alta di quelli normali di valenza e di conduzione), elioni, e altre.
Di mio aggiungo che tutti questi fenomeni producono anche elettricità: le già menzionate nanobatterie, nonché le giunzioni semiconduttrici costituenti le membrane delle cellule. Come già accennato questi circuiti sono estremamente più versatili di quelli elettronici perché sono autoassemblanti e reversibili nonché autodissolventi. Ripeto che i nanoelementi, all’atto della loro “creazione”, hanno anche, in maniera congenita, una carica energetica elettrica e chimica capace di farli aggregare e funzionare come transistor amplificatori. Svolta la funzione ritornano nelle condizioni iniziali pronti per ricominciare. Come dire che sono, anche, nanobatterie ricaricabili. Personalmente sono interessato a questi fenomeni: e ne parlo nei miei limiti di autodidatta perché, mi sembra, che nessuno li abbia ancora direttamente collegati alle trasmutazioni in parola.

IPOTESI SUL MECCANISMO DELLE TRASMUTAZIONI.

Come già accennato, il fenomeno delle trasmutazioni biologiche, ( anche se i fisici e i chimici non se ne sono ancora accorti), è iniziato miliardi di anni fa con l’apparizione sulla terra dei primi microrganismi. Alcuni di essi sono sopravvissuti fino a oggi e li abbiamo trovati in fondo all’oceano presso le bocche eruttive dei vulcani sommersi. Vivono tranquillamente sottoposti a spaventose pressioni, in acque bollenti (centinaia di gradi C.), nutrendosi con reazioni misteriose dei sali e dei minerali tossici in esse disciolti. In miliardi di anni hanno colonizzato il pianeta primordiale, rendendolo adatto ad ospitare e nutrire la vita nelle sue forme più evolute. Continuano, dopo essersi anch’essi evoluti, la loro incessante opera fertilizzando i campi (reintegrandone i nutrienti), infine, digeriscono i rifiuti, compresi quelli più nocivi, purificano e rinnovano, assieme alle piante, l’atmosfera.
CRAIG VENTER il padre del genoma umano (la notizia è di questi giorni), pensa di dare una mano alla natura creando con l’ingegneria genetica, dei microrganismi capaci di salvare la terra dall’inquinamento gravissimo che la minaccia. La natura ha impiegato miliardi di anni per crearci “la casa”: i fisici e i chimici in poco più di un secolo, (il secolo della chimica), l’hanno saturata di sostanze inquinanti e velenose. Materie plastiche, veleni e concimi usati in agricoltura, plutonio, uranio ,metalli pesanti, pcb, petrolio, fumi e gas distruttori dell’atmosfera, tutto contribuisce a distruggere il mirabile e delicato sistema biologico delle trasmutazioni ossia “l’incubatrice” che condiziona la nostra sopravvivenza. Si capisce che è indispensabile rallentare urgentemente l’inquinamento per dar modo al sistema di riprendersi. Ancora più necessario studiare questi processi, per trovare altre soluzioni, anche alla maniera di Venter.

IL SECOLO DELLA CHIMICA:

Nel secolo della chimica, senza preoccuparsi della loro durata e di dove andavano a finire, gli scienziati hanno realizzato centinaia di migliaia di nuove molecole e prodotti sostanzialmente estranei e tossici per la vita. Alcuni di essi: le scorie radioattive, sono praticamente eterne, altre durano secoli. Sono state disperse su tutta la superficie terrestre, negli oceani, nell’atmosfera, perfino nello spazio. ( Il pubblico si preoccupa dei pericoli delle centrali nucleari, non sa, naturalmente, dell’esistenza di altre mini centrali nucleari in orbita sulla sua testa). Realizzate per alimentare i satelliti militari, (che posizionati su orbite basse non possono usare pannelli solari per l’attrito con la stratosfera), usano l’energia nucleare di un paio di chili di plutonio, per generare con una pila termoelettrica, l’energia necessaria ai loro radar e alle loro apparecchiature elettroniche. Furono descritti da Scientific American, agli inizi degli anni 90 quando frammenti di un tale satellite russo contaminarono interi stati canadesi, fortunatamente quasi disabitati. I più diffusi di tali micidiali generatori erano stati messi a punto dall’Unione sovietica e poi venduti in gran numero anche alla concorrenza. (garanzia formidabile: erogazione di energia e di radiazioni letali per i prossimi 24000 anni). Ci vuole poco a immaginare che ne siano caduti altri visto che all’epoca se ne stimavano in orbita da 60 a 90. Naturalmente venivano monitorati e quando tendevano a perdere velocità, si cercava di farli cadere negli oceani. (Il mese scorso l’America ha abbattuto in volo un veicolo spaziale fuori controllo, (sacrificando un missile dello scudo spaziale, quanti generatori del genere conteneva)? Dopo gli anni 90, azionando il loro razzo di riserva, (quando funzionava), si è iniziato ad accelerarli mandandoli in un orbita molto più alta, (950-1000 Km), dove dovrebbero “ in sicurezza” girare nei secoli. Quanti sono? Non potrebbero scontrarsi con un meteorite? Con quali conseguenze? Purtroppo la gente vede l’immondizia solo quando sta davanti casa sua. Non ha idea del pericolo di quella sospesa sulla sua testa.

IPOTESI DI BASE SULLE TRASMUTAZIONI BIOLOGICHE.

Gli uomini sono figli delle stelle, (gli elementi chimici costituenti il loro corpo sono stati sintetizzati dalle reazioni nucleari estreme delle stelle di prima generazione), E’ alle stelle che dobbiamo guardare per cercare l’ispirazione di nuove idee. Osservando il sistema solare, abbiamo capito che l’atomo poteva essergli assimilato: il sole poteva essere paragonato al nucleo, i pianeti, al complesso degli elettroni nelle loro orbite. Ma nell’universo ci sono anche sistemi con due soli, anche con tre. Per gli atomi potrebbe valere lo stesso discorso. In tali configurazioni possiamo attenderci che gli elettroni (pianeti) più interni siano esclusivamente legati al proprio nucleo (sole), mentre quelli più esterni e lontani si muovano su un’orbita comune (probabilmente strana e deformata), comprendente e delimitante tutto il sistema. Le reazioni chimiche normali e le forze di coesione, (anche la conduzione ossia la corrente elettrica), tecnicamente dipendono dallo strato elettronico più ESTERNO. Le trasmutazioni potrebbero essere il risultato di fenomeni classificabili come “CHIMICI DEL NUCLEO (o ALCHEMICI” visto che il termine esiste), di atomi “binari” o “ternari” suscettibili di essere dissociati (o associati), con l’implicazione dell’energia degli elettroni dello strato immediatamente sottostante a quello esterno di valenza. Ciò potrebbe rendere possibile l’esistenza, per alcuni elementi di una “chimica nucleare” capace di consentire la riorganizzazione e conseguente trasmutazione dei loro sistemi atomici. Come dire che all’interno di alcuni atomi, che potremmo considerare quasi aggregazioni molecolari BISTABILI, esistono legami che possono essere allentati o rinforzati con emissione o assorbimento di energia ( e particelle come neutrini, elettroni, elioni,ecc.). Le trasmutazioni sarebbe semplicemente il risultato di questi arrangiamenti. Nelle cellule vive il fenomeno sembra essere condizionato dagli enzimi, dagli ormoni forse dai neutrini. Comunque anche nelle normali reazioni nucleari l’uranio U235 non si spezza a caso, ma seguendo precise leggi fisiche. Come se anche tale atomo fosse composto da due pezzi con linea di frattura predeterminata. Come è noto tale scissione è causata dall’incidenza di un neutrone, ( il processo coinvolge poi tutta la massa, perché ogni atomo spezzato genera due neutroni innescando per effetto valanga, la distruttiva reazione a catena). L’uomo manipolando le orbite dell’ultimo strato elettronico ha creato il mondo della chimica con emissione o assorbimento di energia (elettromagnetica) sotto varie forme. La natura interessando gli strati elettronici interni di alcuni atomi (operazioni implicanti un livello energetico più alto), semplicemente e silenziosamente, li trasmuta. Per realizzare i complessi sistemi degli organismi viventi. Potrebbe spiegare anche la “fusione fredda”.

I SISTEMI ELETTRICI NATURALI

Abbiamo già detto che la natura non disponendo di conduttori isolati e di generatori di energia elettrica ha dovuto risolvere i problemi in modo completamente diverso. Il fenomeno elettrico più impressionante è il fulmine, non per niente considerato attributo della divinità, si manifesta fra le nuvole temporalesche e la terra, (anche fra nuvola e nuvola), quando la differenza di potenziale fra di esse, milioni o miliardi di volt riesce a perforare l’atmosfera isolante. Gli studiosi hanno scoperto che la scarica avviene attraverso una traccia ionizzata che si forma gradualmente, immediatamente prima, (può essere innescata anche da un raggio laser ionizzante). Non è ancora del tutto spiegata l’origine della imponente carica elettrica. Finora si cercava di spiegarla come conseguenza delle turbolenze dei chicchi di grandine all’interno della nuvola, un fenomeno assimilabile a quelle delle macchine elettrostatiche a strofinio. Attualmente lo si spiega come conseguenza delle particelle cariche del vento solare che, sotto l’azione del campo magnetico della terra si dispongono a strati nella stratosfera. Si è osservato che, dopo le tempeste solari tali particelle cariche hanno tanta energia da paralizzare e distruggere i sistemi elettronici e satellitari alla base delle nostre comunicazioni. Fortunatamente in modo sorprendente il sistema si rinormalizza nel giro di un giorno circa. E’ stato osservato dai satelliti che ciò avviene in quanto l’elettricità in eccesso viene trasferita, in modo istantaneo, (effluvi) alle nuvole sottostanti. Silenziosi e spettacolari sono “valanghe” di elettricità, che trasferiscono l’eccesso di cariche alle nuvole, ( giganteschi condensatori), consentendo loro con i fulmini, di svolgere la loro funzione. A quanto si sta scoprendo, i fulmini, sono implicati in maniera essenziale, nei meccanismi remoti e attuali della vita sulla terra. La natura, anche in questi fenomeni, da par suo, genera e usa l’elettricità, senza fili e senza generatori, a favore della vita. Non sappiamo neanche immaginare i particolari.

CONSIDERAZIONI SUI FENOMENI ELETTROBIOLOGIC I

La pila di Volta, (anche le altre), generava un flusso elettrico come sottoprodotto della reazione chimica dell’acido sullo zinco, dopo un po’ si esauriva trasformandosi in un rifiuto estremamente inquinante. La corrente medesima aveva bisogno di sistemi di conduttori isolati formanti un circuito chiuso, andata e ritorno. La natura ha utilizzato l’elettricità realizzando delle nanopile i cui elettrodi sono costituiti da singoli atomi, che nell’atto di trasmutarsi si ritrovano in modo “pulito” caricati elettricamente. Formando con essi “transistor” si ottengono nanocircuiti autoalimentati. All’esaurirsi della carica possono essere “ricaricati” invertendoli e trasmutandoli ancora in atomi diversi. I normali transistor e circuiti integrati hanno polarità determinata all’atto della fabbricazione e funzionano solo se alimentati da una fonte esterna di elettricità. Hanno quindi dei limiti, quelli naturali sono molto più versatili: (creati e disfatti all’istante con polarità e funzionamento reversibile) sono molto più creativi oltre che non inquinanti in quanto degradabili.
Si può capire bene che un simile sistema deve essere assolutamente sicuro di avere sempre a disposizione gli atomi necessari allo svolgimento del processo. Come una fabbrica di automobili si contorna di altri produttori per non farsi mai mancare i componenti come gomme, batterie, accessori elettrici ecc. anche gli organismi viventi complessi si sono assicurati l’aiuto e la collaborazione di altri organismi più semplici, meno esigenti e capaci di sopravvivere in condizioni difficili. Limitando il discorso all’uomo, la produzione delle materie prime semilavorate da utilizzare poi nei processi vitali delle cellule, (principalmente atomi da trasmutare), viene effettuata dalla flora intestinale che tutti ospitiamo. ( Ciò presuppone in loco una complessa struttura nervosa dedicata). Può sembrare incredibile, lo ammetto, ma se i microrganismi hanno creato una cosa immensa come l’ecosistema terrestre (e tuttora lo sostengono): perché non potrebbero, continuando l’opera da essi iniziata fin dalle più lontane epoche geologiche, prepararci ancora adesso, il carburante della vita? Perché altrimenti ospitare per tutta l’esistenza, popolazioni di centinaia di miliardi di microrganismi nel nostro intestino? La natura non fa nulla per caso. Gli elementi oggetto di trasmutazione sono sempre gli stessi: calcio, magnesio, potassio ,silicio, carbonio, ossigeno, fluoro, sodio, idrogeno, ecc. E sono presenti ovunque: le galline utilizzano il silicio per trasmutarlo in calcio quando devono fare i gusci delle uova, gli agricoltori utilizzano empiricamente il fenomeno, coltivando certe piante, per far “riposare” e ricostituire la fertilità dei campi senza concimi, sfruttando la naturale attività biologica dei microrganismi contenuti nei fertilizzanti biologici. (La natura usa tranquillamente gli escrementi sparsi dagli animali per raggiungere i suoi fini. Qualche volta, anzi, come nell’ influenza aviaria, è un po’ troppo efficiente).

EFFICIENZA ENERGETICA DELLE TRASMUTAZIONI

Un essere umano vive benissimo consumando 2000 calorie nelle 24 ore. (Un ragazzo in crescita o un operaio che fa lavori pesanti un po’ di più, naturalmente). Però con tale quantità di energia: (un bicchiere di benzina), si regge in piedi, cammina, corre, lavora,studia, pensa, facendo funzionare tutti i suoi organi, compreso il cervello e il cuore che batte almeno una volta al secondo spingendo il sangue per tutto il corpo. Mantiene, inoltre, (e solo per questo dovrebbe consumare più energia di quella di cui dispone), costante la temperatura, tiene in efficienza tutti gli organi, li rinnova in continuazione, li guarisce se si ammalano: (il medico, quando è valido può solo aiutare a guarire, con medicine o tagliando qualche pezzo malato non indispensabile). Anche la voglia di vivere e di riprodursi richiede la sua parte di energia. Domanda ineludibile da dove viene questa energia? Con un bicchiere di benzina il mio tagliaerba funziona 15 minuti e taglia pochi metri quadri di prato. Io ci vivo e lavoro per un giorno intero. E’ evidente che la vita si basa su altri processi che vanno oltre la chimica pura e semplice, per attingere ad un livello superiore. Se pensiamo poi che ogni cellula e ogni organo ha le sue esigenze e i suoi meccanismi di funzionamento (tipo il cervello), che tutto deve essere coordinato e controllato e che l’insieme sopravvive con una alimentazione ridottissima e, per un tempo limitato, addirittura senza alimentazione, (il tosaerba appena finisce la benzina si ferma) dobbiamo concludere che la vita è capace di utilizzare (e recuperare), energie che non conosciamo. Anche quelle preparate dai microrganismi contenuti nel nostro intestino.
( Proprio oggi ho sentito dalla televisione che una mucca produce, nel suo intestino sempre grazie ai microrganismi contenuti, anche 480 grammi di metano al giorno). Probabilmente il rendimento di questi processi è “moltiplicato” dalla reversibilità dei fenomeni che permette di recuperare, istantaneamente, buona parte dell’energia in gioco. Come se il tosaerba avesse un sistema capace di ritrasformare l’anidride carbonica emessa in altro tipo di carburante. (La natura, comunque, in tempi lunghi, per mezzo della funzione clorofilliana e con l’ausilio della luce solare, lo fa: l’anidride carbonica atmosferica libera l’ossigeno e ridiventa carbone: cibo o legna, ossia energia riutilizzabile sotto altra forma e aria salubre). Gli esseri viventi, evidentemente, simile recupero lo fanno istantaneamente. Qualcosa di simile al gas del frigo che viene continuamente compresso ed espanso per trasportare il calore e l’energia. Nei sistemi biologici la natura usa tutta una serie di trasmutazioni atomiche integrate e complementari per far funzionare, a circuito chiuso, i suoi mirabili sistemi.
Un articolo di Alessandra Viola, pubblicato su “L’Espresso” del 13 agosto 2008, inizia così: “ da decenni in tutto il mondo si scommette sul biodiesel cioè sui carburanti ottenuti da fonti vegetali da utilizzare in alternativa al petrolio…. Hanno il vantaggio di non aumentare il livello di anidride carbonica nell’atmosfera perché le piante per crescere devono assorbire carbone atmosferico nella stessa quantità di quello emesso. Hanno però l’insopportabile inconveniente di sottrarre terreno coltivabile all’agricoltura alimentare. Fortunatamente si è scoperto che questa funzione può essere svolta con rendimenti straordinari da certi tipi di alghe microscopiche. Queste coltivazioni condotte anche in Italia dall’Enea, in acque anche non pulite, crescono rapidissimamente assorbendo grandi quantità di anidride carbonica producendo alla fine del processo una sorta di fango verdastro contenente dal 30 al 50 per cento di lipidi (grassi) combustibili. Il processo produce anche idrogeno”. L’articolo continua così: “per fare un raffronto, le microalghe hanno una resa in termini energetici quattro volte superiore alla canna da zucchero, dieci volte superiore all’olio di palma e addirittura 45 volte superiore all’olio di colza, che molti italiani già usano per riempire il serbatoio delle loro auto…..Con le coltivazioni di alghe si possono produrre ogni anno 30 tonnellate di biodiesel per ettaro, a fronte delle sei che si ricava da una corrispondente estensione coltivata a palme da olio e dell’unica tonnellata ottenuta coltivando colza…..Il processo si può realizzare su terreni desertici o comunque scadenti, cattura anidride carbonica, produce una grande quantità di biocombustibile immediatamente utilizzabile oltre a ossigeno. Produce anche, grazie alla fermentazione causata da microrganismi, idrogeno, (da 5 a 20 metri cubi per metro cubo di materiale residuo), anch’esso pronto all’impiego. Sono affermazioni quasi incredibili, anche se fossero attendibili solo in parte, si possono spiegare solo con l’azione dei microrganismi (batteri o alghe), alla base delle trasmutazioni biologiche che, come già esposto, dall’origine dei tempi, (quando hanno preparato la nostra “casa” accogliente, sintetizzando anche il petrolio), lavorano tuttora per noi facendo funzionare con mirabile incredibile efficienza il nostro corpo e il nostro mondo. E’ assolutamente necessario ripudiare le vecchie idee avanzando nuove teorie per scoprire dettagliatamente come agiscono, magari modificarli, e farli lavorare per la vita. Sono sicuramente in grado di risolvere anche i nostri problemi energetici.


PRIME IPOTESI SULLE CELLULE NERVOSE

Come già accennato all’origine c’è la produzione da parte della flora intestinale (con trasmutazioni che potremmo definire “di tipo primario”) di elementi dotati di una nanocarica elettrica e chimica in grado, una volta trasportati dal flusso sanguigno, di organizzarsi per formare, alimentare e far funzionare, con una serie di trasmutazioni “secondarie”, l’insieme delle cellule localizzate in tutto l’organismo. Mi limiterò a parlare delle cellule nervose, di cui, studiando i sintomi di un mio recente infortunio, mi pare di aver capito qualcosa. La fibra nervosa è una struttura tubolare di svariate dimensioni, (a seconda delle funzioni). Non disponendo di buoni conduttori la natura l’ha elettrificata circondandola di una “nuvola elettrizzata”, ripetendo il sistema circuito aperto delle nuvole atmosferiche già descritto. Nell’atmosfera l’elettricità viene fornita dal sole, nel sistema nervoso dal flusso continuo di atomi trasmutanti, dotati della loro carica elettrica congenita. Entrambe le “nuvole” in parola sono dei condensatori continuamente ricaricati. (Anche i nostri apparecchi elettronici, del resto, non sono alimentati direttamente dalla rete, ma dalla elettricità immagazzinata dal dielettrico isolante del condensatore di alimentazione continuamente rifornito di elettricità, dagli impulsi rettificati della rete medesima). La parete tubolare dei nervi ha caratteristiche di semiconduttore e racchiude un “midollo” interno di elementi anch’essi trasmutabili. I ricercatori parlano di una pompa Sodio-Potassio avente la funzione di spingere (pompare) gli elementi in parola attraverso la parete dei nervi. E’ più semplice pensare che l’elemento interno cambi per TRASMUTAZIONE e non perchè “pompato” dall’ambiente esterno. Necessariamente anche gli atomi contenuti all’interno del nervo sono trasmutabili. L’impulso di comando che li “accende” (come la scintilla di accensione dei motori a scoppio), ha origine nel cervello. Il fenomeno impulsivo si propaga, lungo l’asse nervino, come il fuoco in una miccia, ovviamente può propagarsi solo in avanti, fino al bersaglio, es. un muscolo che provvede, poi, ad assorbire e utilizzare i residui con ulteriori trasmutazioni complementari. E‘ probabile che l’ultima trasmutazione produca il calcio che poi finisce immagazzinato nelle ossa. Passato l’impulso il sistema, attingendo energia e atomi dalla nuvola elettrizzata esterna, ritorna quasi istantaneamente alla condizione iniziale. La relativa trasmutazione avviene nell’attraversamento della membrana del nervo in parola. Riassumendo: le nuvole elettrizzate con i fulmini danno energia alla terra, le nuvole che circondano i nervi, forniscono alla stessa maniera, energia ai medesimi.. Naturalmente, partendo dalle conoscenze già acquisite, i dettagli sono tutti da studiare. In tale contesto il nervo non è un semplice conduttore dell’impulso ma una catena ininterrotta di amplificatori coassiali che si attivano in successione attingendo energia dalla nuvola esterna alla fibra. E’ come se in un cavo oceanico che ha bisogno di molti amplificatori di linea ( per compensare le attenuazioni), quest’ultimi venissero alimentati localmente, attingendo l’energia dall’acqua salata con pile formate da coppie di piastre rame zinco. Nei sistemi biologici l’energia è sempre generata dalle trasmutazioni. I principi di funzionamento e i nano-fulmini (compresa anche la componente acustica), connessi a questi fenomeni potrebbero essere estesi al funzionamento del DNA. Me lo suggerisce l’aver ascoltato, qualche mese fa dalla televisione, un crepitio registrato da un ricercatore che lo ha definito: la voce del DNA. Come dire che anche il DNA UTILIZZA LE TRASMUTAZIONI CON RELATIVI NANO-FULMINI. Della possibilità offerta dalle trasmutazioni di costruire transistor reversibili e dalle caratteristiche variabili si è già accennato. Questi fenomeni sono alla base del funzionamento, con opportune varianti, di tutte le cellule viventi. Raggiungono il massimo della complessità nel sistema nervoso e nel cervello. Le energie implicate nelle trasmutazioni non sono solamente elettromagnetiche ma nucleari. Se è esatta l’ipotesi degli atomi binari possiamo spiegare la loro maggiore energia ed efficienza con l’utilizzo dei “più veloci” elettroni interni. Seguendo lo schema dell’atomo MHD essi trasportano oltre alla carica elettrica (campo elettromagnetico ed energia chimica), anche energia MHD (e connesso campo gravitazionale). Sono ipotesi ardite ma la natura va sempre oltre le nostre supposizioni. Quasi inutile aggiungere che la natura utilizza i descritti fenomeni integrandoli a “cascata” secondo i suoi bisogni e fini secondo una insuperabile tecnologia digitale. Anche la contestata fusione fredda potrebbe appartenere a questa classe di fenomeni.

CENNI SULL’ATOMO MHD

Nei primi anni 70 elaborai un modello di atomo gravitazionale in cui la MHD aveva un ruolo fondamentale. (Non è stato mai preso in considerazione ma mi accontento di sentirmi in buona compagnia: Galvani è stato ignorato per due secoli, Kervran per 60 anni almeno). Sono comunque sopravvissuto. Procediamo. E’ noto che la MHD frena, assieme alla gravità ad essa associata, la dispersione dell’energia generata nei nuclei stellari. I fisici stimano che, nel sole, essa impieghi centomila anni per procedere dal centro alla superficie, dove arriva “raffreddata” ai 6500 gradi circa della fotosfera. Il mio modello atomico era qualcosa di simile: anche esso era un sistema gravitazionale, in cui l’altissima energia del nucleo veniva contenuta e compressa dal sistema MHD ad esso integrato. (Sostanzialmente una cavità sferica risonante con il nucleo centrale avente funzione di “eccitatore” e gli elettroni, in varie orbite integrate nel sistema, a formare la “parete riflettente”. (A più strati). Come i filtri a cavità usati in radiofrequenza. Con la differenza che funzionavano in MHD: ossia che le onde sferiche stazionarie erano MHD e non elettromagnetiche. Negli avvallamenti fra dette onde girano (come solitoni), gli elettroni. Ritornando all’atomo normale e limitando il discorso ai suoi aspetti e fenomeni esteriori, nel tentativo di illustrarlo con un po’ di fantasia, possiamo paragonarlo al pianeta Saturno dove vediamo che esso è attorniato dal suo corteo di anelli. Come l’atomo dai suoi sistemi elettronici. Detto pianeta, come pure l’atomo, è assimilabile ad un motore elettrico, in cui il magnetismo planetario costituisce il campo; i microsatelliti che girano negli interspazi fra gli anelli: i conduttori del rotore; le microparticelle elettrizzate degli anelli: il circuito di alimentazione, ( le spazzole). L’energia di alimentazione viene fornita dal campo elettrico, di origine solare, che attornia il pianeta. Ricordo che la differenza di potenziale fra la superficie e lo spazio era di oltre 5000 volt. L’atomo da me descritto era simile. Il nucleo con il suo campo magnetico svolgeva la funzione di induttore: STATORE, gli elettroni: i conduttori dell’INDOTTO rotante. Detti elettroni erano obbligati a seguire precise orbite perché inseriti in un sistema di onde stazionarie MHD irradiati dal nucleo. Esse costituivano le SPAZZOLE alimentanti il rotore. Gli elettroni, oltre a costituire i fili elettrici dell’indotto, possono essere considerati SOLITONI in movimento fra gli avvallamenti delle onde MHD in parola. Tutto l’insieme in un sistema essenzialmente gravitazionale tenuto unito dalla MHD. Il sistema, essendo sostanzialmente una cavità risonante è, chiuso, per principio. Ed è per questo che è capace di contenere quasi totalmente e perfettamente l’energia del nucleo.
Solo nelle accelerazioni/decelerazioni e nei cambi di direzione, l’atomo, deformandosi, manifesta esternamente fenomeni gravitazionali “indotti”: l’inerzia, l’effetto giroscopico e altri che la scienza collega alla “massa”. Dopo la deformazione, l’atomo, trova un nuovo equilibrio ed è per tale motivo che tende a conservare il suo nuovo stato di moto o di quiete relativa. Identica deformazione viene indotta da campi gravitazionali esterni che danno origine al peso. La gravità vera o primaria è quella dell’uovo cosmico, (all’origine) e quella contenuta in ogni atomo, dopo l’espansione.
Le normali proprietà chimiche, aggreganti ed elettriche dell’atomo, come è noto, dipendono dalle caratteristiche dello strato elettronico più esterno. Se esistono però elementi “composti” con due o più nuclei (come i sistemi solari con due o più soli), bisogna immaginare altri modi di aggregazione e altri fenomeni.
Mi propongo di riprendere l’argomento che mi pare suscettibile di interessanti sviluppi.

I CONDUTTORI, I SEMICONDUTTORI, GLI AMPLIFICATORI.

Sono definiti conduttori quegli elementi, di solito metalli, in grado di condurre elettricità senza eccessive perdite. Isolanti quelli che non ne sono capaci. Sono alla base dell’utilizzo dell’elettricità e ci consente di trasportarla in sicurezza “costringendola” (senza dispersioni), attraverso, infiniti circuiti, a lavorare per noi. Nell’anno 1947 sono stati scoperti “i semiconduttori”. Non conduttori, non isolanti, hanno reso possibile la realizzazione di dispositivi, (denominati transistor), in cui la conducibilità poteva essere controllata da segnali elettrici applicati ad un elettrodo di controllo piazzato fra l’elettrodo d’ingresso e quello di uscita. Si era trovato così il sostituto della valvole elettroniche a cui dobbiamo i primi progressi tecnologici. Nelle valvole la corrente elettronica, generata per via termica dal catodo, si propagava attraverso il vuoto fino a raggiungere l’anodo opportunamente polarizzato. Durante il percorso veniva controllata da una ”griglia” pilotata dal segnale d’ingresso che si ritrovava amplificato all’uscita. Esistono in funzione, nelle nostre case, ancora miliardi di sistemi del genere ( i tubi catodici).
Con i transistor costituiti da strati sovrapposti di semiconduttori a conducibilità condizionata, (ottenuta drogando detti strati con tracce di altri elementi chimici), si sono potuti ottenere dispositivi amplificatori straordinariamente efficienti. Il vantaggio consiste nel poter fare circuiti di dimensioni molecolari e di riunirli a milioni in sistemi integrati piccolissimi. Anch’essi però vogliono una alimentazione esterna. Differiscono dai tubi perché il processo non avviene nel vuoto ma coinvolgendo le proprietà fisiche della conduzione localizzate nello strato elettronico esterno degli atomi dei semiconduttori medesimi. Ciò è ottenuto inserendo degli atomi estranei, (con eccesso o carenza di elettroni), in grado di introdurre sapienti distorsioni nel reticolo cristallino degli strati semiconduttori il sistema. Tale artificio (drogaggio) consente di influire sulla loro conduzione controllandola con un potenziale elettrico applicato alla “base” che, inserita fra l’entrata e l’uscita, ha la stessa funzione della “griglia” dei tubi elettronici. Se tale potenziale è un segnale lo si può amplificare. Oltre agli amplificatori si possono realizzare oscillatori e una quantità di altri circuiti elettronici.
I costruttori realizzano i transistor inserendo in un cristallo di silicio che ha 4 elettroni di valenza, atomi con 3 o 5 elettroni di valenza (drogaggio). Ciò, deformando il reticolo cristallino, inserisce in esso un eccesso o un carenza intrinseca di elettroni con l’acquisizione delle note proprietà dei semiconduttori. La natura realizza i suoi transistor drogando le molecole della vita, non inserendo atomi diversi, ma trasmutando alcuni degli atomi che le compongono. Resta sempre da capire come fa la natura a realizzare i suoi sistemi senza fili ne altri componenti circuitali e senza alimentatori. Cominciamo col dire che nei tubi la manipolazione della corrente elettronica avviene nel vuoto. Nei transistor attraverso la materia solida: da cui la definizione elettronica allo stato solido. Con molta probabilità gli “amplificatori biologici per trasmutazione” si autoassemblano in ambiente liquido ossia in soluzioni acquose. Essendo, comunque, presente una componente MHD la soluzione assumerà l’aspetto di un gel di consistenza variabile. (Come il mercurio, che in un esperimento classico sulla MHD, diventa, sotto l’azione combinata di un campo magnetico e di una corrente elettrica,”denso” come il miele). La guaina che riveste i nervi, probabilmente per il suo aspetto e consistenza, è stata denominata “mielina”, pura coincidenza? Comunque essa non è sicuramente solo” l’isolante” dei circuiti nervosi., ma anche il suo sistema di alimentazione: Il modello è quello delle nuvole atmosferiche cariche di elettricità. Nelle nuvole l’energia è fornita dalle particelle cariche solari. Nella mielina: dalle trasmutazioni degli atomi trasportati dal sangue. Come già detto, dopo il passaggio dell’impulso nervoso si torna allo stato iniziale. Il sistema presuppone, naturalmente tutta una sequenza di trasmutazioni complementari e diverse. Tanto per dire che c’è parecchio da scoprire: avendo una pista da seguire sarà più facile. Nelle trasmutazioni gli atomi della vita oltre a generare la carica elettrica conferisce proprietà semiconduttrici all’insieme per rendere possibile la creazione delle membrane dei “transistor biologici”. Questi fenomeni, anche se straordinari, sarebbero comunque di natura elettromagnetica.
In realtà essi liberano anche l’energia contenuta fra l’orbita dello strato elettronico più esterno circondante l’atomo complesso e quelli propri dell’ultimo strato degli atomi componenti, e questo è un fenomeno di natura nucleare/ MHD/gravitazionale. Per questo è tanto efficiente. Soprattutto lascia intravedere un mondo nuovo estremamente importante.
Sappiamo già che la MHD svolge un ruolo fondamentale nel contenimento della materia e dell’energia nelle stelle e negli atomi. Sappiamo ancora che gli atomi dei nostri corpi sono stati sintetizzati nelle esplosioni finali della stelle delle prime generazioni, dobbiamo convincerci che la vita utilizza ancora, in maniera dolce, le stesse forze e le stesse leggi fisiche. La chimica non basta a spiegare la complessità dei fenomeni.
Come dire che la vita, sempre pronta a sfruttare tutte le possibilità, utilizza, da par suo, Tuttora e da sempre, questi straordinari fenomeni “nucleari e gravitazionali” nelle sue mirabili acrobazie. Sarebbe opportuno, però, prima di addentrarci nei problemi connessi, cercare qualche conferma sperimentale.
Altre idee non mi mancano ma ho difficoltà ad esporle perché, ripeto, troppo incredibili. Mi azzardo, comunque ad proporre alcune:

IDEE “ALIENE” SUL CERVELLO

Molti ricercatori usano paragonare il cervello umano a un gigantesco computer. A mio umile parere è un concetto estremamente riduttivo. Paragonarlo ad un sistema integrato di computer è già un po’ meglio, non rende però ancora un’idea adeguata della sua complessità. Mi azzardo a esporre il mio pensiero, (lo so è incredibile ma tutte le realizzazioni della natura sono incredibili).
Il cervello mi sembra assimilabile ad una fabbrica di computer anzi alla SILICON VALLEY.
Da piccoli indizi si possono dedurre informazioni importanti. In un articolo de “LE SCIENZE” di qualche anno fa, (le cose che mi colpiscono richiamano reminiscenze misteriosamente stratificate nella mia mente e non riesco a dimenticarle), si affermava che contrariamente a quanto era logico aspettarsi, durante il sonno, il flusso sanguigno al cervello aumentava da 4 a 5 volte. Come dire che durante il sonno, il cervello, invece di riposarsi, lavora 5 volte di più. Considerando che nel sonno, gli organi periferici sono “staccati”e lavorano al minimo controllati dai loro sottosistemi nervosi automatici, sorge la domanda: che se ne fa il cervello di tutta questa energia? Sicuramente durante il sonno il cervello prepara “il combustibile” per il giorno dopo, principalmente sotto forma di atomi da trasmutare, (anche all’interno di molecole organiche), per alimentare energeticamente, e monitorare, attraverso la rete complicatissima del sistema nervoso, tutte le cellule dell’organismo. In altri termini per vivere abbiamo bisogno dell’energia chimica dei nutrienti trasportati dalla corrente sanguigna, ma anche dell’energia delle trasmutazioni portata, oltre che dal sangue, dalla rete nervosa. In maniera digitale ancora tutta da scoprire. Un po’ come un motore a scoppio che ha bisogno del carburante ma anche dell’energia elettrica intelligente del circuito di accensione.
E’ importantissimo precisare, però,che l’energia nervosa non è fenomeno elettromagnetico come quello dei circuiti di accensione dei motori. Ma un fenomeno nucleare, ( probabilmente assimilabile alla fusione fredda e ad altri fenomeni di tipo MHD ancora tutti da studiare anche nei loro modi di propagazione a impulsi). Come dire che la vita usa da miliardi di anni, ad un livello più profondo dell’energia biochimica (elettromagnetica), l’energia nucleare dolce delle trasmutazioni e la trasmette con i sistemi impulsivi/ digitali delle armi della fantascienza a tutte le cellule dell’organismo. Ottiene in tal modo, il completo controllo di tutte le cellule. ( Che ricevono nutrienti e informazioni in modo integrato dalla rete sanguigna e dalla rete nervosa).
Un danno anche non grave del nervo di un organo, anche se normalmente nutrito dal sangue, ne determina l’immediato decadimento. Per es. ( esperienza diretta), su un dito con una lesione nervosa la crescita dell’unghia si arresta. Evidentemente gli manca il flusso degli atomi trasmutanti necessari alla crescita dell’unghia e del tessuto osseo. Questo potrebbe significare che la trasmutazione in calcio , con deposito sullo scheletro, è probabilmente l’ultima o una delle ultime della serie.
Nell’altro mio studio sulla gravità ho illustrato a grandi linee, il modo di conquistare l’universo copiando l’atomo e la sua struttura gravitazionale/MHD. Anche nel corpo umano, anch’esso fatto di atomi, agiscono le stesse forze e le stesse leggi. Per un atomo un organismo umano, è sconfinato come un universo: per farlo esistere e vivere la natura ha dovuto inventare un sistema di comunicazione fra le sue molecole, al cui confronto internet con i suoi milioni di computer, è insignificante.
Si autoassembla, si sviluppa, si auto-ripara, si alimenta da se con tutta una serie inimmaginabile di reazioni alchemiche manipolando in modo incredibile gli atomi della vita.
Gli scienziati ipotizzano l’esistenza nell’universo dei “tunnel quantistici”, negli organismi viventi detti tunnel esistono al di fuori di ogni dubbio. E sono i suoi circuiti nervosi. Che meraviglia! Non finiremo mai di imparare. Altro che “star-gate”

MA ANDIAMO OLTRE

I fisici cercano di immaginare il computer quantistico che dovrebbe fare meraviglie. Secondo il mio temerario parere, (la natura non si lascia superare), il computer quantistico esiste già: all’interno del nostro cervello. La natura non lo mette ancora “in commercio” perché manca “il mercato” e il programma per farlo funzionare, in pratica i clienti e i motivi per usarlo. Già lo dicevo nel 1959, ( in cinquant’anni le mie idee sono “cresciute” ma non sono cambiate), nell’articolo citato all’inizio: Il cervello umano è fatto per lo spazio ed è nello spazio che manifesterà tutta la sua potenza creatrice. Attualmente è come far funzionare una radio costruita per funzionare in aria, tenendola immersa in un dielettrico diverso. Funziona malissimo. Alcuni astronauti hanno sperimentato simili sensazioni. Dopo essere stati nello spazio hanno acquisito un’apertura mentale e una spiritualità più elevata. La fisica quantistica afferma che tutte le particelle contenute nell’universo sono in qualche modo connesse, (e mi pare ovvio visto che provengono tutte dall’uovo cosmico originario). se nelle trasmutazioni sono implicati i neutrini e se essi riempiono tutto lo spazio perché non pensare che il cervello possa, in futuro, utilizzarli per comunicare istantaneamente con tutte le particelle di cui sono fatti tutti gli esseri viventi e tutte le cose? Ci sono indizi che lo lasciano pensare. Sappiamo che il cervello umano, alla nascita, è ancora immaturo, solamente col tempo e una adatta educazione sarà in grado di maturarsi per fronteggiare la vita sulla terra. Sono sicuro che, anche nella piena maturità biologica, stiamo utilizzando solo una minima parte della sua potenzialità. Quella appena necessaria per “creare” la piccola familiare realtà da cui siamo circondati e sorretti. Esso si evolverà automaticamente in futuro, in modo spettacolare, per capire e vivere la vita nello spazio che ha, naturalmente, aspetti che attualmente non possiamo o non osiamo immaginare. Comunque esiste la struttura, esistono i programmi (compressi), se non ci distruggeremo prima con le nostre mani, si attiveranno da soli al momento opportuno.
Anche adesso, alla fine della vita anche il cervello come tutti i computer ha bisogno di un po’ di tempo per chiudere e “salvare” i programmi. Se non lo può fare perché viene distrutto in modo istantaneo deve ricorrere all’aiuto di un cervello vivo. Esattamente come quando trasferiamo il disco fisso di un computer non funzionante in un altro per recuperare i dati. La natura ha previsto anche questo: alcune persone (medium), sono in grado di aiutare queste menti a raggiungere la loro evoluzione e lo fanno normalmente durante il sonno. Il medium rivive sotto forma di vivido sogno l’evento solitamente traumatico ( le prime volte sono esperienze impressionanti), ma poi capisce che non c’è nulla da temere e che si tratta solo di aiutare qualcuno a concludere il suo percorso evolutivo.
Ritornando al funzionamento durante il sonno mi pare logico supporre che come minimo ogni notte il cervello si ristrutturi nei circuiti, nelle memorie, nei programmi, (acculando energia in modi ancora tutti da immaginare e da scoprire: ci sono anche quelli per lo spazio e per altre dimensioni). Alcune organizzazioni scientifiche, con un programma predisposto, si servono della potenza di calcolo della moltitudine di computer sparsi in tutto il mondo per portare avanti calcoli molto lunghi. Tali macchine lasciate accese e collegate in rete durante la notte, fanno la loro parte per il progresso scientifico. Per quel che sappiamo, anche i nostri cervelli potrebbero lavorare, nel sonno, collegati con altre dimensioni.
Ho già detto pagine addietro che i computer biologici a transistor indipendenti e singolarmente auto-alimentati sono potenzialmente più versatili di quelli elettronici noti che essendo completamente integrati e legati al loro substrato e dipendenti da un alimentatore esterno hanno limitazioni. In futuro, una volta capite le trasmutazioni, sarà forse possibile realizzare un “pentium” con transistor biologici auto-alimentati, indipendenti e a polarità variabile magari capace di interfacciarsi direttamente con il nostro cervello. Dovrebbe però sostituire le connessioni elettriche con qualche tipo di trasmissione senza fili. Il cervello lo fa usando vari tipi di neurotrasmettitori ognuno specializzato e digitalmente codificato per agire solo sul proprio bersaglio. Mi sembra ovvio che usino anch’essi i fenomeni di trasmutazione. I chip elettronici “bionici” attualmente studiati nel tentativo di farli interfacciare con le cellule vitali, nervose o di altro tipo, mi sembrano concettualmente inadeguati.
Ciò costituirebbe la vera intelligenza artificiale in grado di interagire direttamente con il nostro cervello a formare tutt’uno con altri sistemi. Ben oltre la comunicazione globale di oggi: internet, telefoni cellulari,ecc. che normalmente usiamo. L’obiettivo finale è la connessione con l’universo. Finché non si farà qualche sostanziale progresso in questo senso, anche gli “UFO” dell’Area 51 resteranno nella loro condizione di letargo. Troppo audace? L’energia elettrica che adesso muove e fa vivere il mondo è nata osservando le insignificanti stranezze di una bacchetta di ambra.
Per concludere: le idee esistono, (da 50 anni), sono gratuite, aspettano solo di essere sviluppate, ( alla luce del sole e per la vita , non nelle profondità oscure dell’area 51 per preparare le guerre stellari perdute in partenza). E’ compito dei politici, imponendosi ai militari, informare con onestà, mettendo le nuove generazioni in condizioni di scegliere e crearsi con le proprie mani, il futuro incredibile a cui hanno diritto. Futuro che altrimenti arriverà presto dall’esterno.
In mancanza di preparazione, per la nostra piccola umanità egoista e scientificamente arretrata sarà traumatico e distruttivo.



MARTINSICURO 23 GIUGNO 2008 D’ASCANIO VITTORIO

ESPLOSIONE DI UN BUCO NERO?

Novità dal centro della Galassia

Il Giornale Onlinedi Simona Cerrato

Due enormi globuli sono stati scoperti intorno al nucleo della nostra Galassia dall’osservatorio spaziale Fermi in orbita intorno alla Terra. Potrebbero essere i residui di un’esplosione di un grande buco nero.

NOTIZIE – Si tratta di due strutture che si dipartono dal centro della Galassia e che emettono raggi gamma, cioè radiazione ad altissima energia. La loro natura è ancora piuttosto misteriosa. Le due bolle coprono circa metà del campo visibile da Terra e potrebbero essersi originate milioni di anni fa. I ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge in Massachusetts (USA) le hanno scoperte analizzando i dati delle osservazioni fatte con il telescopio spaziale Fermi e che sono disponibili pubblicamente a chiunque voglia farne uso per le sue ricerche.


Le due bolle erano rimaste finora invisibli, occultate in quella specie di nebbia di raggi gamma che pervade il cosmo. Solo ora sono disponibili degli strumenti per distinguere attraverso questa nebbia le strutture nascoste.
Che cosa abbia originato queste gigantesche strutture non è chiaro ma le ipotesi non mancano. Forse si tratta del residuo di un’antica esplosione di un buco nero che poteva occupare il centro della nostra Galassia nel passato. Molte galassie possiedono dei buchi neri al loro centro, mentre non sembra essercene nessuno nella nostra… ma nel passato poteva essere diverso. Oppure l’origine potrebbe essere una zona ad alta intensità di formazione di stelle che ha generato ammassi stellari molto massicci milioni di anni fa.

Insomma, le domande senza risposta sono molte e tutte connesse con fondamentali questioni sull’origine e sull’evoluzione delle galassie, uno dei tanti temi aperti dell’astrofisica moderna. Proprio in questi giorni è stato presentata una ricerca (1010.5783 ) che sembra smentire l’ipotesi, finora abbastanza accreditata, della connessione tra materia oscura e formazione delle galassie. L’idea è che la materia oscura avrebbe formato degli aloni intorno agli ammassi di gas e polveri e, comprimendoli, avrebbe innescato la formazione delle galassie. Nel caso di due ammassi globulari NGC 2419 e MGC1, questa ipotesi non sembra essere vera. Sembra piuttosto che gli ammassi globulari si formino nello stesso modo in cui si formano le stelle, dove la materia oscura non ha nessun ruolo.

lunedì 8 novembre 2010

Corrado Malanga


Corrado Malanga è un ricercatore indipendente, oltre che docente universitario, che si occupa di assistenza e studio delle persone colpite da fenomeni di ‘Abduction’ in Italia. Dal punto di vista ufficiale la Sindrome da Abduction (o da rapimento alieno) è un disturbo psichiatrico che viene studiato ed analizzato da circa venti anni a questa parte soprattutto negli USA.

MALANGA
Gli affetti da tale disturbo presentano sintomatologie simili ed i racconti fatti al terapeuta, di sogni e visioni all’apparenza inverosimili, sono accomunati tutti da elementi costanti e dettagliati tanto da poterli includere sotto le conseguenze comuni di una sola ‘patologia’.
Ma è di patologia che si tratta? Parliamoci chiaro: o il Prof. Malanga è un grande personaggio della Storia dell’Umanità (alla pari di Sigmund Freud e Carl Gustav Jung) oppure un abilissimo millantatore che agisce per fini ignoti. Noi di questo blog, propendiamo nettamente per la prima ipotesi.
L’uso dell’ipnosi regressiva infatti mette in luce relazioni dettagliate simili in cui gli ‘addotti’ raccontano di essere stati prelevati durante il sonno, di essere stati manipolati da esseri non umani e, in qualche caso clonati, riconoscendo il proprio clone posto all’interno di una capsula cilindrica trasparente.
Comunque sia e comunque la pensiate, ciò che emerge dai racconti è degno della massima attenzione e ci spinge a tenere sempre aperta l’ipotesi che l’influenza aliena sul nostro sfortunato pianeta sia sempre stata presente con un picco di attività proprio nei nostri tempi. Perché?
Qual’é l’evento che ci si parerà incontro?
Una grande e risolutiva epifania?
Una cosa è certa, questi racconti implicano, se confermati, una rilettura di tutta la storia dell’umanità e soprattutto di ciò che sta accadendo ai nostri giorni.


Faccio un riferimento esplicito alle ‘scie chimiche’, all’introduzione di alimenti, animali e specie vegetali OGM, all’uso spasmodico di armi ad emissione di onde elettromagnetiche, all’inquinamento ambientale multilivello ed a quello mediatico, ossessivo.

Tutte queste operazioni dovranno essere rilette e necessariamente reinterpretate alla luce delle scoperte, se confermate, del Prof. Malanga. Al Prof. Malanga comunque appartiene l’ironia e la serenità dei grandi, qualità mantenute anche mentre su di lui piovono gli strali dei ‘moderni’ inquisitori, scettici per procura.

Invito calorosamente tutti quindi a visionare la completa documentazione presente in rete sulle ricerche del Prof. Malanga per farsi un’opinione personale senza premesse dogmatiche.
Da un anno di ricerche sul fenomeno ‘scie chimiche’ infatti ho imparato a prendere seriamente in considerazione qualsiasi ipotesi si faccia su qualsiasi argomento.
I dogmi, lasciamoli a chi si può permettere di seguirli o per semplice paura del nuovo o per timore narcisistico del ridicolo.
La ricerca del Prof. Malanga dovrebbe ricevere un'attenzione alta da parte dei centri di studi superiori italiani ma così non è.
L'isolamento e la perseveranza che caratterizzano suo malgrado la sua attività non spengono in noi la speranza di vedere, in futuro, risposte certe ai mille interrogativi che ci vengono posti dinnanzi dalle sue rivelazioni.
La conferma o meno di quanto scoperto sarebbe in grado di riscrivere interamente la nostra brevissima storia umana e quella dell'intero universo.

Il mantello dell’invisibilità di Harry Potter è quasi realtà


Andrea di Falco, capo ricercatore presso la scozzese Saint Andrew University, ha messo a punto il “Metaflex”: materiale rivoluzionario che, non assorbendo la luce, permette l’invisibilità.
Un materiale che renda invisibili gli oggetti di cui è fatto è l’argomento di ricerca della task force di scienziati capitanati dall’italiano Andrea di Falco presso la Saint Andrew University . Attraverso l’elaborazione di un metamateriale che non assorbe le onde luminose il ricercatore annuncia che manipolare la luce non sarà più un mito. La notizia ha fatto il giro del mondo e la ricerca è stata ovviamente pubblicata in modo approfondito sul New Journal of Physics . Ma vediamo come funziona in soldoni.

INDICE DI RIFRAZIONE NEGATIVO - Quello in questione è un cosiddetto metamateriale, un materiale totalmente artificiale creato in laboratorio per ottenere proprietà non disponibili in natura. Solitamente, queste proprietà ricercate, non dipendono dalla composizione dello stesso ma dalla struttura. Ma veniamo al nostro caso specifico. La proprietà conferita al metamateriale in questione è l’indice di rifrazione negativo. Inciso: l’indice di rifrazione indica quanto la luce che penetra attraverso una sostanza sia più lenta della velocità della luce nel vuoto. Tutte le sostanze hanno indice di rifrazione positivo che implica l’assorbimento delle onde elettromagnetiche da parte dei vari mezzi e quindi la visibilità degli stessi. Un materiale con indice di rifrazione negativo ha quindi le potenzialità per essere invisibile. Ma non è questa la scoperta.

METAFLEX – I metamateriali del genere finora realizzati riuscivano a mantenere la proprietà solo in forma piatta e rigida, non esattamente ideale per la creazione di oggetti flessibili (come il mantello..). Ecco quindi dove Di Falco e la sua equipe sono riusciti: creare una membrana di metamateriale, una pellicola polimerica ribattezzata Metaflex proprio per la flessibilità guadagnata, che ha tutte le carte in regola per essere assemblata e per andare a creare oggetti tridimensionali flessibili a indice di rifrazione negativo. Una delle applicazione più incredibili, afferma lo stesso Di Falco nell’articolo del New Journal of Physics afferma: “I metamateriali ci permettono finalmente di manipolare la luce a piacimento. Il Metaflex può essere utilizzato per creare nuovi tipi di tessuti e nell’essay spieghiamo quanto sia semplice applicarlo alle lenti a contatto ed utilizzare queste come protesi”.

EMULI – Insomma, il mantello di Harry Potter è vicino, ci sta pensando uno scienziato italiano (una laurea a Roma Tre, un dottorato all’Università di Palermo e poi il successo planetario all’estero, ovviamente).

Il Giornale Online di Viola Afrifa

mercoledì 6 ottobre 2010

Scie Chimiche: Approfondimento


Sempre piú spesso i nostri cieli sono solcati da Scie che si allargano progressivamente fino a formare una patina biancastra.
C'é chi sostiene che queste scie non sono rilasciate da un normale traffico aereo,ma da aerei, prevalentemente militari, che rilascierebbero, intenzionalmente sopra le nostre teste, sostanze tossiche.
Secondo molti ricercatori in tutto il mondo sono in atto da anni operazioni
di aerosol su vasta scala, operazioni che rientrerebbero in progetti globali
Top Secret dai risvolti inquietanti.
Scie chimiche: Quali veritá?
Il fenomeno é comparso in Italia verso la fine degli anni novanta. Le prime tracce ci sono nel millenovecentonovantanove. Noi tutti da bambini siamo abituati a guardare le scie degli aerei e vediamo queste scie che nel giro di pochi secondi, dieci, venti, al massimo trenta secondi nel novantanove virgola novantanove percento dei casi scompaiono. Invece, da qualche anno a
questa parte, rilasciano delle scie di condensa che non scompaiono ma si allargano: invece di scomparire in pochi secondi si allargano fino a produrre una nebbiolina che dopo un po di tempo viene confusa con delle nuvole.
Per capire che cosa sono le scie chimiche dobbiamo prima definire che cosa sono le normali scie di condensazione: secondo l'EPA o la FAA e la NASA, una scia di condensazione consiste di vapore acqueo immesso nell'atmosfera dagli scarichi caldi di un motore in quantitá sufficiente da condensarsi momentaneamente in cristalli di ghiaccio o goccioline d'acqua a contatto con
l'aria fredda d'alta quota. Un aereo rilascia scie di condensazione solo se si verificano contemporaneamente queste tre condizioni: vola ad una quota superiore agli ottomila metri; l'umiditá relativa é uguale o superiore al settanta per cento; la temperatura é inferiore ai meno quaranta gradi centigradi. Se non si verificano queste tre condizioni non possono formarsi scie di condensazione. Una scia di condensazione dovrebbe percui essere un fenomeno piuttosto raro. Eppure i nostri cieli molto spesso sono velati, biancastri, striati. E basta guardare sopra le nostre teste per constatare che quelle che potrebbero sembrare nubi in realtá sono scie di aerei che si
allargano.
Alle latitudini dell'Europa Occidentale e comunque le latitudini italiane é improbabile che si formino delle scie di condensazione in maniera cosí frequente, come cosí accade in questi ultimi anni. Quindi viene il sospetto, evidentemente, che queste scie, che vediamo incrociare e sfrecciare, nei nostri cieli, non siano scie di condensazione ma scie, come vengono definite, chimiche o Chemtrials.
Un'altra caratteristica che dá maggiore forza a questo sospetto é il fatto di vedere e di distinguere bene ad occhio nudo un velivolo che rilascia un'abbondante scia e ció é indice di una quota assai bassa.
Ci sono scie molto dense molto persistenti e di lunghezza decisamente inusuale, sopratutto si vede il cielo che é attraversato da decine di questi aerei, che tra l'altro si incrociano rilasciando appunto queste scie persistenti che formano dei cancelletti, delle griglie; seguono degli schemi
di volo decisamente insoliti e sicuramente che non nhanno nulla a che fare con il normale traffico di aereovia.
Aerei che seguono rotte insolite e rilasciano sostanze sospette dunque.
Ma di quali aerei stiamo parlando?
Parliamo di aerei prevalentemente militari appartenenti alla NATO, quindi fuori dalla giurisdizione dei singoli Paesi che ospitano il volo, ubbidiscono a comandi strategici internazionali e che rilasciano, (noi potremmo usare il condizionale, rilascierebbero), delle sostanze che non hanno nulla a che fare con le classiche sostanze che vengono rilasciate dai jet degli aerojet.
Si é rilevato che gli aerei che vengono maggiormente impiegati sono aerei bianchi senza contrassegni per lo piú KC10 e KC135 che sono due velivoli che sono in dotazione alla aereonautica statunitense, ma in senso piú allargato nella NATO, quindi insomma aerei della NATO, che normalmente vengono utilizzati per il rifornimento in volo di altri velivoli, quindi per operazioni militari; ed in virtú del fatto che sono aerei cisterna sono perfettamente idonei per lo scopo di rilasciare grandi quantitá di aerosol su vaste aree.
Non di meno, a parte questi due velivoli, ci sono tanti velivoli MD80, Boeing 757, anche Airbus, e che sono comunque anche aerei che normalmente sono di tipo civile. Mentre all'inizio del fenomeno si privilegiava per lo piú aerei di tipo militare, col proseguire delle operazioni evidentemente é stato necessario utilizzare anche altri velivoli, e quindi si é fatto ricorso anche al parco macchine civile. Va ricordato che proprio tra il novantasei e novantasette il Dottor Eduard Teller, che molti di voi ricorderanno come il padre della bomba all'idrogeno, ipotizzó in un documento come alleviare il sistema del riscaldamento globale, e cioé con il rilascio nell'atmosfera, appunto con l'utilizzo di aerei civili, di sottile particolato metallico; lui faceva riferimento in particolare a solfato di alluminio, che avrebbe la caratteristica di riflette le radiazioni solari in arrivo e quindi, in qualche misura di qualche percentuale, ritardare o alleviare il cosiddetto effetto serra, il riscaldamento globale di cui si parla tanto di questi tempi.
Aerei civili, militari o entrambi. Due ricercatori italiani per rispondere a questa domanda hanno acquistato un radar passivo capace di captare il codice identificativo di tutti gli aerei commerciali. In grado di dirci, perció di che tipo di aereo si tratta, a che altezza vola e quale rotta sta seguendo.
Hanno scoperto qualcosa di molto interessante.
Il radar Airnav permette di rilevare la presenza di velivoli commerciali sul territorio italiano ma anche all'estero. Questa apparecchiatura funziona secondo un principio di ricezione del segnale sia via satellite sia direttamente dall'aereo. Quando questi velivoli passano sulla verticale o nelle vicinanze della postazione non vengono segnalati dal radar; cosa che invece avviene normalmente con gli aerei commerciali, cioé: gli aerei commerciali che entrano nell'aera di copertura del radar passivo vengono segnalati, viene indicata la quota, la compagnia aerea e la rotta; non avviene questo per gli aerei che sono anche a vista d'occhio vicinissimi e bassi. Se questi aerei non rilasciano segnale vuol dire che é intenzionale la cosa, non vogliono essere identificati.
Le scie chimiche sono un fenomeno relativamente recente, sono comparse per la prima volta nei cieli degli Stati Uniti e nel Canada nel millenovecentonovantasei e pochi anni dopo sono arrivate anche in Italia.
Diciamo che se dovessimo fissare un anno chiave del manifestarsi di questo fenomeno, indicheremmo l'anno millenovecentonovantasei per tutta una serie di ragioni: innanzitutto nel novantasei la popolazione degli Stati Uniti e del Canada ha cominciato ad osservare questo fenomeno nei loro cieli di vari centri abitati. Le strutture sanitarie di quei centri furono in quei giorni
ingorgate di persone che presentavano malesseri di vario genere, tra cui anche, molto curiosamente, perdite di memoria a breve termine; Espagnola é stato il primo caso in cui la popolazione ha costituito dei comitati di cittadini per cercare di domandare al proprio governo una spiegazione su queste attivitá, spiegazioni che il governo ha dato in maniera parziale escludendo che propri aeromobili fossore implicati in queste attivitá. Ed é probabile che questi aeromobili fossero statunitensi e non canadesi. Per quanto riguard l'Italia, il nostro Paese, presumibilmente il fenomeno delle scie chimiche é comparso nel novantanove, piú o meno tutto il territorio nazionale é stato oggetto di queste attivitá. Le regioni piú colpite sono la Pianura Padana in generale, Emilia Romagna, Veneto, Triveneto, in Piemonte sopra Torino e sopratutto una regione particolarmente colpita é la Sardegna dove compaiono in centri particolarmente abitati, ma sopratutto in posizioni strategicamente utili a bloccare e disperdere i fronti freddi in arrivo, i fronti che portano umiditá e pioggia, tant'é che il problema della siccitá sta diventando veramente molto pressante, molto grave; buona parte di questa siccitá é attribuibile all'attivitá di questi velivoli, che rilasciano nell'atmosfera delle sostanze, come per esempio il Bario che ha delle caratteristiche idroscopiche ovverosia assorbe l'umiditá.
Quali sostanze rilasciano questi aerei non identificati?
Alcuni ricercatori italiani hanno prelevato campioni di acqua e neve caduti subito dopo le irrorazioni chimiche e li hanno fatti analizzare.
Vediamo che cosa hanno scoperto.

LE SOSTANZE E GLI EFFETTI

La cosa interessante é che in Italia una parte della Societá Civile non é stata ferma ed ha cominciato a raccogliere dei dati, sono particolari gli duemilaquattro duemilacinque e duemilasei in cui sono state effettuate delle analisi basate sulla raccolta di campioni, in sardegna, in una zona vicino a Modena, a Milano e a Torino. L'analisi di fotometrica dell'acqua piovana raccolta in provincia di Milano, ha rivelato che il picco piú alto corrisponde al quarzo in quantitá elevatissima, oltre l'ottanta per cento; altri picchi piú bassi corrispondo ad altre sostanze; si puó rilevare anche
la presenza di ossido di titanio e di idrossido di bario. Il quarzo, che si puó trovare anche nel terreno allo stato libero, non puó essere presente nell'acqua piovana in dosi cosí elevate che raggiungono oltre l'ottanta per cento. Quindi qualche cosa, in questo caso proprio letteralmente, é piovuto dal cielo. Il quarzo segnalato da origine con un'azione lenta alla sincrosi.
In altri campioni segnalati si sono potuti trovare anche altri elementi assolutamente strani, insoliti come: il Bario l'Alluminio, il Titanio, il Carbonato di Calcio; tutte le sostanze trovate sono comuni in tutto il mondo: in Canada e in Europa i componenti "Killer", chiamiamoli cosí, sono sempre quelli: Bario, Alluminio, Quarzo, Titanio e Sali di Calcio. Molto pericolosi tra quelli citati sono: il Bario e l'Alluminio. L'Alluminio é un metallo pesante che influisce sul sistema nervoso e che provoca a lungo andare la malattia conosciuta col nome di Morbo di Alzheimer.
Ora ci si chiede: perché si é abbassata l'etá in cui queste malattie neurodegenerative hanno una maggiore incidenza in Italia come in Europa, come nel Mondo? È la presenza dei metalli, che arrivando al cervello danneggiano i neuroni.
Le sostanze rilasciate da questi aerei avrebbero quindi conseguenze devastanti sulla salute della popolazione.
Si va da sintomi come la spossatezza, problemi respiratori, perdita di memoria a breve termine, a gravi malattie come la silicosi, la sclerosi multipla, il Parkinson e l'Alzheimer.
Ma é stato trovato qualcos'altro a MondoV nel cuneese in seguito a irrorazioni chimiche sono stati raccolti dal terreno strani filamenti, che sembrano ragnatele ma non lo sono. Il Dottor Pattera e la sua assistente, la dottoressa Alfieri, li hanno analizzati per cercare di capire di cosa si tratta.
"Tornando per un attimo al caso di MondoV, che é uno dei piú eccletanti degli ultimi tempi in Italia, sono stati rilasciati questi filamenti, secondo le testimonianze degli abitanti del posto, sarebbero stati rilasciati a piú riprese da voli a media/bassa quota da aeromobili del tutto simili agli aerei di linea, peró privi di contrassegni che li identificassero, o che ne identificassero la compagnia di bandiera. Vorrei ricordare che di cadute di questi polimeri, che io stesso ho esaminato negli anni precedenti, le abbiamo avute anche tra la metá degli anni novanta e la fine degli anni novanta, sia a Roma, sia ad Alessandria". Cosí il Dottor Pattera. "Siamo di fronte ad un polimero organico, quello analizzato da MondoV, basato sul Carbonio, essenzialmente, un polimero che pare artificiale, peró dai test di solubilitá siamo in grado di escludere che siamo in presenza di fibre di origine sintetica, ma non possiamo essere sicuri sull'origine della sua natura", cosí la Dottoressa Alfieri. "Mi sono ccorto immediatamente che una volta depositati sul vetrino del microscopio,
questi microfilamenti, per intenderci dieci volte piú sottili di un capello e anche di un filo di cotone, si sono rivolti verso la sorgente di luce, quindi anche di calore: per dare la similitudine, come fa il serpente quando esce dal cestino attirato dal suono dell'incantatore... Se questi polimeri non sono in grado di mutare il clima, come invece avviene con gli agenti chimici e salici di cui abbiamo parlato in precedenza, a cosa possono servire? Come nelle piante ci sono alcuni semi che per essere dispersi il piú lontano possibile hanno bisogno di vettori, di "ali", questi polimeri, a mio modesto avviso, potrebbero essere anche questi dei vettori, cioé essere i trasportatori di questi elementi che abbiamo citato prima e cioé: Bario, Argento, Alluminio, quarzo eccetera; di modo da disperderli il piú lentamente e il piú lontano possibile, essendo difficilmente solubile permane nell'ambiente per molto tempo. Percui, va a contatto a piú riprese con la cute e stratificandosi puó dare origine ad una malattia molto rara denominata Morbo di Morgellons".

IL MORBO DI MORGELLONS

"È un morbo molto strano, ha una diffusione globale, seppur molto ridotta per fortuna, la cui eziologia é ancora ignota, peró si conosco bene gli effetti a livello cutaneo; provoca delle eruzioni cutanee molto strane che guarda caso ricordano proprio la fuoriuscita di filamenti dalla cute con anche espulsione di siero e di granuli, quelli stessi che forse abbiamo rinvenuto in tracce nella osservazione al microscopio alla luce di wood dei filamenti di MondoV". Resoconto del Dottor Patter.
È stato accertato attraverso uno studio negli Stati Uniti, che é durato un anno dal Project FMM Research Team del 2007, che i filamenti di ricaduta derivanti dalle irrorazioni chimiche, sono identici, corrispondono perfettamente ai filamenti che fuoriescono dalle ferite dei malati del morbo
di Morgellons. Che cos'é il morbo di morgellons? È una malattia probabilmente dovuta da rigetto da nanostrutture, queste nanostrutture o nanomacchine dette anche Smart-durst vengono rilasciate in atmosfera, vengono inalate e provocano in alcune persone l'insorgenza di questa strana malattia; questi filamenti contengono al loro interno, é stato dimostrato, delle nanomacchine che hanno la possibilitá di replicare il DNAe il RNA e quindi probabilmente creano delle mutazioni genetiche al livello del DNA delle vittime. Attaccano i tessuti e gli organi interni, solitamente si depositano in un ambiente acido e quindi si depositano nell'intestino e nei reni; hanno la possibilitá di rimanere latenti diverso tempo, anche diversi anni, e di conclamarsi in un momento specifico, probabilmente quando il sistema immunitario della vittima é deficitario; non si capisce ancora il meccanismo che implica che alcune persone si ammalino ed altre no. Peró é evidente e molto probabile che gran parte delle persone che hanno respirato l'aria durante le irrorazioni chimiche possono essere state anche infettate da queste nanoparticelle. Queste nano-macchine sono state programmate per andare all'esterno, per prendere la luce, e per fare ció si portano negli strati inferiori del derma e privilegiando i bulbi pelliferi escono all'esterno e quindi si conclamano nella malattia del morgellons.
Ufficialmente questa malattia non é identificata come causata da nano-
macchine. La maggior parte dei medici americani ritiene che il morgellons sia una malattia psicosomatica, per la medicina ufficiale italiana addirittura non esiste. Eppure i numeri dicono che nei paesi in cui vengono rilasciate le scie chimiche questo terribile morbo é in costante crescita.

LE IPOTESI

A questo punto ci chiediamo, perché centinaia di aerei vengono per operazioni di aerosol mondiale?
Ci sono varie ipotesi, e una non esclude l'altra. Una di queste ha a che fare con la manipolazione del clima per scopi economici, c'é chi trarrebbe vantaggi dalla diminuzione delle pioggie e dalla conseguente diminuzione della produttivitá agricola.

LE MULTINAZIONALI OGM

Gli interessi comunque sono tanti, andiamo dalle aziende OGM, per passare agli interessi militari, sicuramente l'argomento degli OGM é un argomento preponderante su questa situazione perché l'irrorazione di Bario comunque impedisce le pioggie, il Bario é altamente idroscopico quindi determina una diminuzione della piovositá, il fatto che non piova in determinate stagioni che sicuramente danneggia le coltivazioni.
Nelle sostanze analizzate sia in Espagnola sia in quelle esaminate in Italia, é stato ritrovato del Carbonato di Calcio, che unito alla rarefazione delle pioggie, ha provocato negli Stati Uniti una richiesta di aiuti nell'agricoltura perché c'era l'acidificazione del terreno, sopratutto la siccitá. Bene, guarda caso, c'era giá pronto un Programma Federale di aiuto all'agricoltura che ha consentito durante questo periodo di siccitá di dare sementi OGM ai contadini statunitensi. In Europa sta succedendo una cosa molto simile: qualche anno fa, fino al duemilauno, c'erano centinaia di isole "no OGM"; con la siccitá che é arrivata anche in Europa, con l'effetto dell'acidificazione del terreno, qualcuno sta cominciando ad osservare che la resa, a detta delle produzioni agricole tradizionali sta diminuendo; guarda caso anche in Europa da qualche anno, é pronto un bel progetto, quindi giá finanziato, pronto all'uso, per l'introduzione di innovazione tecnologica nell'agricoltura. Ora, non puó essere un caso che nel cento per cento, laddove sono state fatte le misurazioni visive da terra, un triangolo che va da Vigevano a Milano a Treviglio, quindi una zona della Pianura Padana altamente agricola, sempre laddove é stato possibile osservare, sono state notate scie chimiche sopra i temporali in avvicinamento, un collegamento ci deve essere. Guarda caso, voi sapete che le sementi OGM hanno un bellissimo effetto che é quello di non produrre semi, quindi una volta che il raccolto é stato fatto, le sementi non ci sono piú, bisogna ricomprarle, e quindi addio all'autonomia riproduttiva dei contadini.
Accanto a questa ipotesi ne convive un'altra, si tratterebbe sempre di manipolazione del clima, ma a scopi militari. Sono in molti a ritenere che queste operazioni rientrerebbero in una guerra globale climatica giá cominciata.

LE GUERRE CLIMATICHE

Si potrebbe seguire il consiglio del Direttore di Nexus Italia, Tom Bosco, che dice di andarsi a leggere l'articolo che ha scritto il Generale Mini F., l'articolo di questo Generale italiano é assolutamente categorico:
__________________________________________________________________________
Owning the Weather:
La Guerra Ambientale Globale
e giá cominciata.

Il conflitto fra chi aspira al benessere e chi difende il proprio é il paradigma di questo secolo. La manipolazione dell'ambiente ne é il fronte centrale. Da Cartagine all'Iraq, via Vietnam, si distrugge la natura per annientare il nemico. E se stessi.
___________________________________________________________________________

Nell'affermare che non stiamo parlando di ipotesi, stiamo parlando di qualcosa che sta succedendo ora, proprio ora mentre leggiamo. Anzi i prodromi di queste guerre ambientali sono cominciati decenni fa. Un documento che secondo Bosco potrebbe essere riconducibile all'argomento di cui ci stiamo occupando qui é quello siglato dal Presidente Bush ed il Presidente Berlusconi nel lontano duemiladue, che prevedeva appunto una collaborazione di qualche tipo tra l'Italia e gli Stati Uniti sulle ricerche sul clima o i cambiamenti climatici o le manipolazioni climatiche.
Nel Gennaio del duemiladue Bush e l'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno firmato un accordo dal titolo "Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici", l'obiettivo ufficiale é quello di finanziare Progetti di Ricerca nel campo dell'Energia alternativa; in realtá nelle linee guida si parla di esperimenti di manipolazione degli eco-sistemi terrestri che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale; si parla di verifiche in campo di ipotesi sviluppate nell'ambito di esperimenti di laboratorio, e si programma lo studio di interazione tra aerosol e nubi.
Il documento spiega come si intenda sperimentare le condizioni di temperatura, precipitazioni e concentrazione di anidride carbonica nell'Atmosfera alle quali andremmo incontro nei prossimi cento anni, per verificarne subito gli effetti sull'ecosistema e sulla vegetazione.
Per chi avesse dei dubbi di carattere scientifico/tecnologico sulla possibilitá di queste operazioni, va detto che esistono nel mondo centinaia di brevetti dedicati alla alterazione e manipolazione del clima. Se poi uno si domandasse come sarebbe possibile modificare degli aerei di linea, degli aerei civili affinché possano rilasciare questi aerosol nell'atmosfera basta che andasse a vedere il brevetto di Uggs del novantadue, che spiega appunto come modificare un normale aereo di linea per far si che durante il suo volo possa iniettare a valle dell'uscita dei propulsori queste sostanze che vengono poi disperse nell'atmosfera grazie ai motori stessi.
Un'altra ipotesi sullo scopo delle scie chimiche é legato all'High Frequency Active Auroral Research Program, il cosiddetto Progetto HAARP, un'installazione civile e militare in Alaska (Stati Uniti) per la ricerca scientifica sugli strati alti dell'atmosfera e della ionosfera. Un altro scopo è la ricerca sulle comunicazioni radio per uso militare.
Le gigantesche Antenne del Progetto HAARP sono situate in Alaska e sono sotto il controllo del Ministero della Difesa degli Stati Uniti d'America.
Il Progetto viene presentato all'opinione pubblica come uno scudo spaziale contro gli attacchi nemici o come un modo per risolvere il problema del buco nell'ozono.
In realtá HAARP sembra avere ben altri scopi.

IL PROGETTO HAARP

Viene ufficialmente finanziato da alcune universitá americane, in realtá i fondi principali provengono dalla marina e dall'aviazione statunitense. È un progetto che viene spacciato come uno studio degli alti strati dell'atmosfera e delle aurore boreali, di fatto é un vero e proprio cannone
ionosferico una specie di riscaldatore che utilizza centottanta antenne, (erano partiti con quarantotto, adesso sono centottanta), alimentate con potenze che arrivano nell'ordine dei gigawatt, che vengono sparati negli strati alti dell'atmosfera e possono ottenere svariati effetti; in grado di accecare radar nemici, di interrompere comunicazioni su vaste aree, e nel contempo permettere comunicazioni nel sistema dell'HAARP stesso, si dice che abbia la possibilitá addirittura di innescare e favorire terremoti, agendo su determinate faglie tettoniche, si dice che sia in grado di mappare alcune zone sotterranee per rilevare giacimenti, per esempio.
Se io ho un'onda elettromagnetica che viene sorretta da delle sostanze metalliche, questa onda é in grado di arrivare abbastanza con precisione ad una distanza doppia di quella a cui l'originario impulso la poteva portare.
E tra l'altro una cosa molto inquietante é il fatto che queste onde elettromagnetiche che vengono emesse a frequenze tra tre virgola nove e sedici Herz, sono frequenze che interferiscono con il DNA umano. Il DNA umano ha la capacitá di funzionare come un'antenna ricevente, come un ricevitore, ed é in grado di sintonizzarsi e adeguarsi alle frequenze che riceve, e quindi é possibile attraverso l'emissione di queste onde elettromagnetiche influire sul comportamento degli esseri viventi, quindi attraverso sintomi i quali possono essere la depressione, la mancanza di concentrazione, o anche gli eccessi di violenza. Questo semplicemente variando la frequenza che viene immessa, specialmente nelle ore notturne e che quindi interferisce con la fase REM del sonno.
Questi esperimenti che senso ha farli sulle nostre teste?
Se voi fate delle ricerche ed andate a vedere immagini rilevate dai satelliti, vedete che la penisola é piena di scie chimiche, non sul mare peró, per esempio il mare adriatico é completamente libero dalle scie chimiche, e allora questo fa pensare che l'eventuale produzione e irrorazione di sostanze legate al mantenimento o al prolungamento delle onde ELF, abbia a che fare e quindi ha un Target che é la popolazione italiana.
Allora vuol dire che noi, e quando dico noi intendo proprio noi e non altre zone del pianeta, siamo oggetto di sperimentazione legate alle onde elettromagnetiche ELF.
Il Progetto HAARP non é passato inosservato a livello istituzionale, alcuni deputati hanno provato chiedere spiegazioni al Parlamento Europeo, vediamo come sono andate le cose.
Nel millenovecentonovantotto la deputata Maj Britt Theorin ha presentato un rapporto al parlamento europeo sul progetto HAARP, nella sucessiva relazione il comitato per gli affari esteri, la sicurezza e la difesa ha definito AARP un problema globale per il suo esteso impatto sull'ambiente. Il comitato esprime inoltre il suo rammarico per il reiterato rifiuto dell'amministrazione degli Stati Uniti di fornire pubblicamente informazioni sui rischi pubblici ed ambientali del programma HAARP.
Nel millenovecentonovantanove il parlamento europeo si pronuncia nuovamente su HAARP, definendolo un esempio della piú grave minaccia militare emergente per l'ambiente globale e per la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera, altamente sensibile ed energetica.
Inspiegabilmente dopo questo intenso dibattito degli anni novantotto novantanove il palramento europeo non si é mai piú preoccupato del progetto HAARP. Sono invece aumentate le interrogazioni sulle scie chimiche sia da parte di parlamentari italiani che europei.
Dal novantanove molti cittadini hanno cominciato a levare gli occhi al cielo ed a farsi delle domande. Si sono formati dei comitati spontanei di ricercatori, di cittadini che vogliono saperne di piú. Sono state fatte delle interpellanze alle autoritá, di cui l'ultima quella dell'On. Ciccanti che risale all'Agosto del duemilasette, quindi molto recente. Anche in Grecia alcuni parlamentari hanno presentato il loro voto di interrogazione.
In Germania e in Francia c'é molto movimento. In Germania la televisione di stato ha mandato in onda un programma in cui si denunciava questo fenomeno in concomitanza con l'apparizione di una nuvola assolutamente anomala e artificiale lunga quattrocento chilometri che compariva su tutti i radar meteorologici del paese.
Giulietto Chiesa, europarlamentare:
"Per quanto riguarda le scie chimiche, c'é che é: in atto una censione perché nei nostri cieli e nei cieli europei, e io stesso sono stato testimone a piú riprese, di osservazioni di questo genere anche sui cieli di Bruxelles, ed io ho messo in piedi ultimamente un gruppo di lavoro di ricerca, che dovrebbe fare piú o meno lo stesso lavoro che ha fatto il gruppo dell'undici settembre: c'é da andare studiare il problema confrontarsi con gli esperti..."
Qualcuno ha chiesto: ma queste sostanze sono state riscontrate o non sono state riscontrate? L'ARPA in Piemonte ha risposto in questo modo: "Conosciamo perfettamente il problema". Tuttavia l'ARPA ha compiti di monitoraggio che sono fissati dalle istituzioni, quindi si deve limitare a fare certi tipi di analisi.
Rosario Marcianò, ricercatore indipendente si é premurato diverse volte in questi due anni di cercare l'attenzione del NOE il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, all'inizio ha avuto delle risposte telefoniche evasive, via fax e via email non ha avuto mai nessun riscontro. Di recente il NOE si é attrezzato con una segreteria telefonica e basta anche semplicemente pronunciare la parola scie chimiche al telefono e viene riagganciata la telefonata.
Per anni di scie chimiche se ne é parlato solo su internet, quando tv e giornali hanno provato a parlarne, lo hanno fatto in modo superficiale se non addirittura fuorviante.

LA DISINFORMAZIONE

Secondo la tv pubblica possiamo dormire sonni tranquilli perché l'ENAV veglia su di noi.
Ma é davvero cosí oppure gli aerei della NATO possono fare quello che vogliono sopra le nostre teste?
Nel duemilatre il SULTA il Sindacato dei lavoratori del trasporto aereo denunciava in diversi aereoporti italiani la sosta e il passaggio di numerosi aerei militari, molti dei quali privi di livrea di riconoscimento o totalmente colorati di bianco. Denunciava inoltre che tali soste erano avvenute senza che ne fosse stato informato il palramento italiano.
Nell'esposto si chiedeva l'intervento delle autoritá sanitarie, poiché a Napoli nell'aereoporto di Capodichino erano stati riscontrati alti livelli di radioattivitá in coincidenza con la sosta di questi aerei.
Canale TG, parla Antonio Di Pietro: "È un problema ancora piú complesso, non si parla solo dei nostri spazi, i nostri siti marini e terrestri ancora oggi sono occupati da realtá militari non italiane. noi in Italia non sappiamo neanche se e quante bombe atomiche abbiamo".

A voi il compito di cercare la risposta definitiva, guardando oltre il velo.

Lo sapevate che solo fondendo due atomi si puó generare una quantitá di energia illimitata?

Si tratta della fusione nucleare fredda. La scienza ufficiale dichiara che i processi di fusione possono avvenire solo ad altissime temperature e con ingenti costi, ma un gruppo di ricercatori italiani indipendenti ha dimostrato sperimentalmente di poter fondere gli atomi a basse temperature e con l'uso di tecnologie economiche.

Tratto da Spazio Indaco.

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